Anche in pista a volte vale il Codice della Strada!

Starete strabuzzando gli occhi, ma non è la prima sentenza di questo tipo. Questa volta è toccato alla Cassazione stabilire che, nel caso di un incidente avvenuto durante delle prove libere classificate come “circolazione turistica” al Mugello, si applica il Codice della Strada, per quanto attiene la distanza di sicurezza e la responsabilità negli incidenti.

 

Quando si guida in autodromo in condizioni di “circolazione turistica”, la dizione normalmente usata per indicare le prove libere aperte a persone prive della licenza di pilota e con veicoli non necessariamente da competizione, valgono le norme del Codice della Strada. Perlomeno su alcune piste, che riportano tale indicazione nel loro regolamento.
È sulla base di questo assunto che la Corte di Cassazione (Sentenza 27991 del 13 gennaio 2017 – 4ª Sezione Penale) ha confermato la colpevolezza di un motociclista che ne aveva tamponato un altro sul rettilineo del Mugello.

I fatti risalgono al 2007, quando è avvenuto un incidente fra due appassionati impegnati in un turno di prove libere. Il primo viaggiava a 102 km/h, mantenendosi sulla destra del rettilineo. Il secondo sopraggiungeva a 196 km/h. Dall’incidente, che ha procurato al motociclista tamponato lesioni personali guarite in 150 giorni, ne è nato un contenzioso, sul quale il primo a esprimersi è stato il Giudice di Pace di Borgo San Lorenzo. Che ha condannato l’investitore a risarcire la controparte con un importo pari a 1000 euro.

Sul ricorso proposto dal condannato si è pronunciato, rigettandolo, il Tribunale di Firenze. Nelle motivazioni della sentenza si legge che: “nessun addebito di colpa poteva essere formulato a carico del … (motociclista tamponato, ndr), al quale, non essendo in corso una gara, non era imposta alcuna velocità minima da rispettare; viceversa rinveniva profili di colpa generica e specifica nella condotta dello … (del tamponatore, ndr), il quale non aveva rispettato la distanza di sicurezza e non aveva tenuto una condotta di guida idonea ad evitare il tamponamento”.

E così siamo al ricorso in Cassazione, nel quale, l’avvocato dell’investitore cita che, secondo quanto dichiarato dai due direttori di gara, “l’unico responsabile dell’incidente doveva ritenersi il … (tamponato, ndr) che aveva rallentato in modo eccessivamente repentino, senza rientrare ai box, ma rimanendo in pista. Quanto allo … (investitore, ndr), una volta ritenuto dal giudice di merito che gli avvertimenti di un incidente in corso non era stati dati ai motociclisti o comunque che costoro non li avevano percepiti, nessun obbligo per lo … (ancora l’investitore, ndr) vi era di rallentare, soprattutto tenendo conto che egli usciva da una curva in fase di accelerazione. Pertanto non sussisteva la condotta che gli era stata addebitata nel capo di imputazione e cioè di avere disatteso le segnalazioni di pericolo ed anzi l’imputato si era trovato di fronte ad un ingombro della pista del tutto imprevedibile. L’imputato aveva tenuto una condotta di guida conforme a quella degli altri colleghi che stavano circolando ad un velocità di circa 170\190 km/h”.
In altra parte del ricorso si specificava anche che l’investito “non aveva posto in essere alcuna condotta per segnalare la sua anomala velocità, ad esempio con un gesto del braccio, né era entrato ai box pur avendo la possibilità di farlo, rimanendo invece pericolosamente in pista”.

La Corte di Cassazione ha decretato che: “il ricorso è infondato ma la sentenza deve essere annullata senza rinvio, limitatamente agli effetti penali, per intervenuta prescrizione”. E sulla parte relativa alla correttezza o meno dell’applicazione del Codice della Strada alla circolazione in pista, la Cassazione scrive che lo stesso Regolamento del Mugello, all’art. 5, nel disciplinare l’uso della pista senza esclusiva, esplicitamente prevede che “sulla pista valgono tutte le norme del Codice della Strada, salvo le ulteriori prescrizione del presente regolamento”.

Ed ecco la parte forse più interessante: “Invero il Tribunale ha evidenziato come dalla perizia svolta e di filmati presenti in atti fosse evidente come lo … (investitore, ndr) avesse tamponato la moto del …, benché questi circolasse con largo anticipo su un rettilineo, a visuale libera, mantenendo la destra ed attribuendo la causa dell’incidente alla elevata velocità della moto dello … (circa 190 k\h) rispetto a quella più moderata, ma non lenta, del … (circa 100 k\h) ed al mancato rispetto della distanza di sicurezza. L’ampiezza della pista, la piena visibilità, avrebbero dovuto indurre l’imputato a mantenere una velocità idonea ad evitare l’impatto o, quantomeno, a cambiare la traiettoria del mezzo condotto”.

 

Non si tratta della prima sentenza di questo tenore. Già qualche anno fa, sempre per un incidente all’Autodromo del Mugello, c’era stato un pronunciamento analogo che aveva portato a una pesante condanna in prima battuta per un motociclista reo di averne investito un altro che gli era caduto davanti.
E la cosa, può avere rilievi sia civilistici, nel senso che dovete pagare il risarcimento dei danni se investite qualcuno, sia penali; vale a dire che per incidenti molto gravi non si esclude anche una condanna penale.
Il rovescio positivo della medaglia, come già scritto in passato, è che in questi casi, qualora si utilizzi una moto assicurata per la circolazione su strada, la copertura RC è valida anche per la circolazione turistica in pista. Anche se sono poche le compagnie che esplicitano questa clausola nel contratto d’assicurazione. Ma ce ne sono.

Rimane l’invito a dotarsi di una copertura assicurativa per circolare in pista. Quindi, qualora si utilizzi una moto non coperta di suo, sarà opportuno ricorrere alla Tessera Sport Autodromi della Federazione Motociclistica Italiana. Si tratta di una carta specifica per chi fa prove libere, e copre la responsabilità civile verso terzi in pista, con un massimale fino a 1 milione e 100mila euro.

Il titolare della tessera può godere anche di una diaria giornaliera in caso di ricovero (100 euro al giorno per massimo 60 giorni e con 3 giorni di franchigia), la copertura delle spese mediche (massimo 15.500 euro, con una franchigia di 160 euro e uno scoperto del 10%), un indennizzo di 80.000 euro in caso di morte.

La si può richiedere (ormai per il 2018) a un qualunque moto club FMI. Basta avere il certificato medico per attività non agonistica, al quale va allegata la copia di un documento. Il costo nel 2017 era di 70 euro, ai quali bisognava aggiungere la quota annuale del moto club, dai 50 euro in su.

La Tessera Sport Autodromi è valida nella maggior parte delle piste italiane, ma l’organizzatore della giornata di prove deve necessariamente essere un moto club FMI o una società in possesso della licenza federale di organizzatore (controllate prima!). È valida anche ad Aragon, Cartagena, Jerez, Valencia e Portimao.

Home Forum Davvero il Codice della Strada vale anche in pista?

Visualizzazione 3 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #4209
      Mastic
      Amministratore del forum

      [Aggiornamento del 4 giugno 2018: l’UE inciampa sull’assicurazione obbligatoria per le moto da competizione]

      In certi casi si!
      Nel mio articolo è esposta una sentenza della Corte di Cassazione Penale che si è espressa su un incidente avvenuto in pista fra due amatori che partecipavano a un turno di prove libere; la cosiddetta circolazione turistica. L’investitore è stato condannato perché…
      E non è la prima sentenza di questo tenore. Insomma, assicurarsi per girare in pista è sempre più un’esigenza imprescindibile. Tutte le indicazioni nel mio articolo

    • #4212
      Anto
      Moderatore

      Vabbè…nel caso del tuo articolo però se il tamponato aveva avuto problemi dopo essere transitato dalla corsia del box procedeva piano e avesse voluto (forse) fare il giro completo per rientrare, quindi mantenendosi sul lato destro della pista e procedendo a bassa velocità non era molto di intralcio, è altresi vero che in determinati punti del circuito il suo procedere a bassa velocità avrebbe comportato un ostacolo non visibile immediatamente da chi sopraggiunge a cannone 🙂

      In questo caso non dovrebbero esserci i commissari di gara che indicano un ostacolo in pista?
      E perchè non gli è stato ordinato di accostare fuori dalla pista proprio per non creare pericolo?
      E’ un po ambigua come cosa perchè alla fine possono avere ragione tutti come aver torto

    • #4257
      Mastic
      Amministratore del forum

      In pista ci sono delle regole che confliggono a volte con il Codice della Strada.
      A parte il limite di velocità, che non c’è, esiste il concetto di traiettoria ottimale, che esula dal tenere la destra. Ed esiste il concetto che tutti fanno la stessa cosa in un determinato punto del tracciato.
      Quindi, in pista è vietato fare ciò che gli altri non si aspettano. E non segnalare comportamenti inattesi.

    • #9347
      Mastic
      Amministratore del forum

      La Commissione Europea ha messo in pubblica consultazione una proposta di modifica dell’ordinamento assicurativo europeo che rischia di rendere obbligatoria l’assicurazione RCA per i mezzi da competizione.
      In realtà, personalmente, non credo che la cosa potrà essere un grosso problema, ma per il momento si stanno levando voci molto allarmate.
      QUI il mio articolo

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