Eicma2021: appunti e spunti di aerodinamica

Il nostro amico Wouter Remmerie, ingegnere specializzato in aerodinamica, si è prestato alla nostra richiesta di fare un giro dell’Eicma per fotografare le moto e i componenti aerodinamici che più lo colpivano. Ecco il suo resoconto

Quanta cura c’è da parte delle case motociclistiche intorno alla progettazione aerodinamica delle loro moto? E quante raffinatezze sfuggono al nostro sguardo? Per capirlo abbiamo chiesto aiuto all’amico Wouter Remmerie, ingegnere belga specializzato in aerodinamica e CEO della società Airshaper, che collabora anche con alcune case motociclistiche. Insieme a lui in passato abbiamo già realizzato degli articoli, che trovate linkati in basso. E nel frattempo ha aperto anche una seconda pagina: Airshaper/motorcycle-aerodynamics.

L’’idea è venuta in un rapido scambio di messaggi su WhatsApp prima dell’apertura del Salone: perché non ci segnali le cose che ti colpiscono di più dal punto di vista dell’aerodinamica delle moto esposte a Milano?Detto fatto, rientrato a casa il nostro amico ha buttato giù le note che seguono. Nelle quali, tra l’altro, svela un piccolo segreto: la sua collaborazione con una casa italiana. Ma partiamo da un tema che lo affascina molto.
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Le ali

Zero Motorcycle SR/S Winglet
Su questa customizzazione di Deus ex Machina su base Zero, oltre all’ala si vede una Winglet
MV Agusta F3RR ali aerodinamiche
Questa l’ala della nuova MV Agusta F3 RR

Le ali sono molto importanti ai giorni nostri – scrive Remmerie -, soprattutto da quando la Ducati ha iniziato ad applicarle sulle MotoGP, ormai diversi anni fa. Da allora sono sbarcate anche su moto stradali, come in questo caso sulla Zero DeusBike realizzata da Deus Ex Machina. Sulla quale, tra l’altro, sono presenti le Winglets, le bandelle verticali sul bordo esterno dell’ala. “Servono per limitare i vortici delle punte”, scrive il nostro amico. Che continua: “si vede qualcosa di simile anche sulla MV Agusta F3RR, ma in una versione più chiusa. Questa configurazione presenta 3 ali interne con una carenatura esterna congiunta. Noi di Airshaper, tra l’altro, le abbiamo viste sul computer molto prima del pubblico, poiché abbiamo collaborato alla fase di progettazione”.

Interessante anche una discussione nata fra Remmerie e il collega Iain Gordon relativa alle ali anteriori della Kawasaki H2R (nella foto d’apertura dell’articolo). Si evince che l’ala è stata pensata per creare maggiore circolazione d’aria intorno ai radiatori e migliorare quindi il raffreddamento; piazzandola però, auspica il nostro amico, a un’altezza tale da restare fuori dai vortici d’aria generati da ruota e forcella.
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Il raffreddamento

Zero Alette Raffreddamento Batteria
Zero Alette Raffreddamento Batteria
La zero ha alettato la sua batteria sia lateralmente che frontalmente per controllarne la temperatura d’esercizio

Le moto elettriche stanno trovando molta diffusione. Pochi però sanno che queste hanno parecchi problemi di raffreddamento. “Le moto elettriche sono molto più efficienti dal punto di vista energetico, quindi disperdono molto meno calore. Si potrebbe pensare, per questo, che abbiano bisogno di un sistema di raffreddamento meno efficiente. Invece le batterie devono lavorare in un range di temperatura molto più stretto, considerando che la temperatura massima della batteria è molto più bassa della temperatura raggiungibile dal fluido di raffreddamento di una moto a combustione interna. Tradotto significa un delta T, una possibile variazione di temperatura, più piccola per il sistema di raffreddamento. Senza contare che, proprio perché la differenza di temperatura con l’aria ambiente può essere molto ridotta, cala anche l’efficienza del radiatore. Motivo per cui le moto elettriche hanno bisogno di masse radianti più o meno analoghe in superficie a quelle delle moto con motore termico. Come ben spiegato in questa videointervista girata con Damon Motorcycles (in inglese)”.

Per Remmerie è stato dunque interessante vedere le opzioni di raffreddamento alternative ai consueti radiatori. Come le alette poste direttamente sul pacco batteria, come si vede dalle due immagini in alto, che ritraggono ancora una moto Zero, frontalmente e lateralmente.

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Carenature aerodinamiche

Minarelli 125
La Minarelli 125, campione del mondo nel 1979 con Angel Nieto
Cupolino Lucky Explorer 9.5
Anche sulle endurone come la Lucky Explorer 9.5 c’è uno studio sull’aerodinamica

Wouter ovviamente è un appassionato, e non ha mancato di confrontare la Minarelli 125 di oltre 40 anni fa con moto più attuali. Fino ad arrivare alle endurone. Sulle quali la cura dell’aerodinamica è comunque importante, non solo per raggiungere la velocità massima, ma anche per garantire comfort e concentrazione di guida al pilota. Così per la Lucky Explorer 9.5, MV Agusta ha prestato grande attenzione a ridurre il “buffeting” (i vortici) sul pilota e a tenere l’aria calda dei radiatori lontano da lui, o lei.

Se avete LinkedIn, date un’occhiata anche al video con Brian Gillen, il responsabile dell’R&D di MV Agusta, nel quale viene illustrata proprio l’aerodinamica della Lucky Explorer.

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