Castelluccio di Norcia e i suoi colori

Un giro da fare in giornata partendo da Roma; o da Velletri nel nostro caso. Per andare a vedere i colori del celebre borgo umbro e della sua Piana a oltre 1.400 metri di quota, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Le foto e il video di una splendida giornata in moto

Castelluccio di Norcia, la fioritura, le belle strade che ci arrivano, i formaggi e gli insaccati, i panorami incredibili.

Da motociclista ci sono venuto molte volte, quasi sempre facendo “a cannone” la Valnerina, la Strada Regionale 209, che da Terni va in direzione di Cerreto di Spoleto e di Norcia. Qualcuno di noi veniva con moto quasi in configurazione racing e gomme slick intagliate; ma poi, quando si arrivava a Castelluccio, la vista apriva il cuore, il gas si chiudeva, e ci si fermava a rimirare il panorama. E magari anche a mangiare qualcosa in paese.

Sono passati tanti anni, e la splendida conca di 15 chilometri quadrati, la Piana, è ancora lì. Quella che purtroppo quasi non c’è più è Castelluccio, distrutta dal terremoto del 2016. E fanno tristezza i tanti comuni rasi al suolo che si incontrano sulla strada, prima di arrivare.

Ci sono tornato dopo molti anni. Con l’Aprilia Tuono, insieme alla mia compagna, Giada. A passeggio, facendo la strada che da Assergi, l’uscita dell’autostrada Roma-Teramo, passa per il lago di Campotosto. Quindi Amatrice e Accumoli. Nomi rimasti impressi nella nostra memoria, da quel maledetto terremoto.

Abbiamo scelto una giornata infrasettimanale per venire, perché negli anni la fioritura è diventato un evento turistico, e nel week end il traffico dei turisti blocca tutto.

Papaveri, lenticchie, fiordalisi. Sono tantissime le piante che fioriscono in questo periodo, con un arcobaleno di colori.

Il percorso del nostro giro, partendo dal centro di Roma

Il nostro giro ufficialmente inizia dal casello autostradale di Assergi. Direzione lago di Campotosto. Occhio al primo bivio: dovete girare a sinistra, anche se non è segnalato. La strada è bella e consente una buona guida sciolta. A tratti però c’è della graniglia biancastra che si confonde con il colore dell’asfalto.

Il lago di Campotosto è vicino, e offre un colpo d’occhio molto bello. Si tratta di un bacino artificiale, realizzato negli anni Trenta con la costruzione di tre dighe. In realtà in questa zona c’era già un lago in epoca glaciale, del quale era rimasto l’alveo. Qualcuno dice che ha temperato il clima di questa zona dagli inverni rigidi, comunque in inverno non è raro vederlo ghiacciato. In fin dei conti siamo a 1.313 metri, fra il versante settentrionale del Gran Sasso, i Monti della Laga e quelli dell’Alto Aterno.

Il lago di Campotosto, incastonato fra le montagne (Foto Lasacrasillaba)
E questo è lo stesso lago in inverno, ghiacciato! (Foto Liap)


Abbiamo un problema! Siccome sono tonto, non ho fatto benzina a quella che in autostrada è segnalata come ultima area di servizio. E arrivando al lago si è accesa la spia della riserva. La Tuono non ha un indicatore, ma solo una spia. Io però lo sapevo che con i chilometri ero al limite.

Invece di costeggiare il lago lasciandocelo sulla sinistra, attraversiamo il ponte, e andiamo al chiosco che vende panini, per chiedere dov’è il distributore più vicino. “25 km in direzione di Amatrice o 25 km in direzione de L’Aquila. Qui non c’è niente”.

Sono un po’ preoccupato, ma 25 km andando calmi si fanno. Ripartiamo in modalità risparmiosa e ci gustiamo il panorama. La strada è sporca e rovinata, ma il paesaggio è bello. Si sale fino a una delle tre dighe del lago, e in discesa lascio scorrere la Tuono morbida, per risparmiare.

Arriviamo ad Amatrice. C’è il sole, e ci accoglie una città operosa, piena di cantieri attivi. Dove si è ricostruito, ma anche dove ci sono prefabbricati, ci sono molti fiori e molti colori. Hanno voglia di ripartire gli amatriciani. Però troviamo due distributori chiusi, e inizia a essere un problema serio.

Proseguiamo, passando per Accumoli. Rovine, macerie. E nessun benzinaio.

Riprendiamo la Salaria, in direzione di Ascoli Piceno e ci guardiamo intorno disperati. La Tuono non ha mai fatto tanta strada in riserva, anche se sto facendo le discese a motore spento.

Troviamo un camionista locale, che sconsolato ci informa di come tutti i distributori siano chiusi da quando c’è stato il terremoto. Dobbiamo fare ancora 13 km sulla Salaria, fino ad Arquata del Tronto. Ma è quasi tutta discesa, ci dice lui. E miracolosamente li facciamo, in sesta, a 70 km/h, spegnendo il motore dove possibile.

Quando arriviamo ci sembra impossibile. Abbiamo allungato e perso un sacco di tempo. Ci toccherà fare una visita un po’ di corsa di Castelluccio. Mangiamo anche al bar del benzinaio. Un peccato mortale in una zona dove si mangia benissimo dappertutto.

Giada era tanto contenta di non aver dovuto spingere la moto che ha fatto anche un video dal benzinaio!

Ripartiamo, e superiamo i centri distrutti di Piedilama e Pretare. Poi, all’improvviso, come si vede nel nostro video, si apre la Piana di Castelluccio.

C’è un sacco di gente, nonostante sia mercoledì. Ci fermiamo, facciamo foto, facciamo il video. Troviamo anche una signora che ci riprende perché calpestiamo le lenticchie, ma siamo a 2 metri dal ciglio stradale, non stiamo neanche passeggiando nel campo. Forse questo furore contro i calpestatori di lenticchie ha preso un po’ troppo la mano. Comunque molti campi sono recintati e hanno intorno cartelli che avvisano di non calpestare.

Ci avventuriamo nella parte bassa della conca, in mezzo al traffico. Saliamo a Castelluccio, zeppo di persone che frequentano i locali riaperti magari con strutture provvisorie esterne. Ci fermiamo, guardiamo ancora dall’alto, poi ripartiamo in direzione di Forca Canapine (che non faremo in tempo a percorrere) e di Norcia. Poi Cascia, Leonessa e Rieti. Percorrendo una strada che faremo anche domenica 26 luglio, nell’uscita di Motoskills.it e In Moto.

Il tempo sembra scorrere lento su queste strade, tutto è più rilassato. Imbocchiamo la Salaria in direzione di Roma e siamo felici. Tanto che riesco pure a scorrere tranquillo e morbido fino a casa.

Quando metto la moto box do un’occhiata al contachilometri parziale: 505 km. Una bella giornata.

Abbiamo giocato a tirare fuori un video da questa avventura. Eccolo!



Un po’ di foto

L’ingresso nella Piana di Castelluccio proveniendo da Arquata del Tronto

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Home Forum I colori di Castelluccio di Norcia

  • Questo topic ha 2 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 mesi fa da Mastic.
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  • Autore
    Post
    • #18429
      Mastic
      Amministratore del forum

      Ci siamo presi un giorno, e con la Tuono siamo andati a vedere Castelluccio di Norcia.
      Ne è venuto fuori un articolo, e anche un video simpatico. Nulla di troppo serio, perché io e Giada eravamo in giro con tanta voglia di relax e cazzeggio. Però… alla fine qualcosa abbiamo portato a casa.
      Dateci un’occhiata!

      QUI!

    • #18432
      MT
      Partecipante

      Ma quella macchia nera nella nuvola dell’ingresso alla piana è un ufo?

    • #18433
      Mastic
      Amministratore del forum

      Si, e io sono un venusiano @MT. Erano venuti per ricaricarmi le batterie, ormai scariche dopo 2300 anni da solo sulla terra.
      😛

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