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Perché il British Superbike?

@zio-franco dal 2017 tiene aperta e viva una discussione sul Forum di Netbikers per informare e aggiornare sul British Superbike (BSB), il Campionato Inglese di Superbike, che lui segue con passione, non mancando occasionalmente di fare qualche puntata a vedere le gare dal vero. E allora sentiamolo parlare di questa sua passione.

 

 

Cosa mi piace del BSB e quali sono le differenze che interessano? La formula,le case,i circuiti e i piloti. L’organizzazione e i contenuti media. Infine il pubblico, vero protagonista.

La formula
Mezzi senza controlli elettronici, nessuno proprio, chi sa fare fa.
Main season di 8/10 gare con due/tre manches tra sabato e lunedì. Chi rientra nei primi 10 si gioca lo showdown per la vittoria finale; gli altri se la giocano per l’anno successivo.
Gomme libere

Le Case
Tutte più o meno ufficiali

I piloti
Qui ci sono due categorie, oppure nessuna ancora meglio. I vecchi piloti di SBK nazionali e i giovanissimi leoni irlandesi, scozzesi e, naturalmente, inglesi. Un mix propedeutico per chi ha voglia di fare il salto nel mondiale oppure semplicemente vuole finire la carriera qui perché, in fondo, gli piace correre, ma non rincorrere aerei, promozionali, conferenze e balle varie. Quasi tutti vengono con moglie e figli col camper.

L’organizzazione
A dir poco perfetta. Non ricordo problematiche di nessun tipo, nessuna contestazione sui mezzi, le piste, gli orari o i regolamenti

I contenuti media
Live timing sempre, TV live o differita sul satellite Eurosport nazionale. Registrazioni gare, highlights e on board su tutte, e sottolineo tutte, le moto, spettacolari per qualità e puntualità, per cui se non hai il satellite non perdi niente, su Youtube te la godi in tutte le salse, ma gli onboard sono imperdibili, soprattutto per la mancanza di commento e l’audio naturale. Niente chiacchiere. Interviste di BBC per bocca di quel grande di James ‘Jamie’ Whitham

Il Pubblico
Lo cito per ultimo, ma è il primo protagonista. Sempre con numeri da MotoGP, sempre posato, competente (non stanno tutti in tribuna ad esempio), multirazziale, multiculturale, di vario genere ed età. Non si vede uno striscione, un cappellino o una maglietta. Che ci sia il sole o la pioggia, la nebbia o la grandine (e sull’Isola non manca mai), stanno li allegri con le birre in mano, i ragazzini a giocare, i nonni sulla sedia portata da casa. Anche a chiacchierare con i marshall, perché reti o filo spinato non ce n’è come nel calcio.
Ah,si entra con un solo biglietto, 20 sterline circa.

 

E per quanto riguarda il regolamento sportivo?
Dal 2010 MSVR ha tolto a Dorna l’organizzazione e stilato un regolamento insieme a tutti, con una discussione durata 2 anni… capisciammè.

Il campionato è diviso in due fasi.
Si comincia con la Main Season di circa 9 eventi, con 2 o 3 gare per ciascuno.
La griglia di partenza di gara 1 si decide con le qualifiche, i migliori giri di Gara 1 determinano la griglia di Gara 2 (geniale!).
In caso di stop, guasto o incidente, al primo giro il pilota perderà solo 8 posizioni dalla qualifica.

I primi 6 della Main Season si giocano lo Showdown, che consiste in 3 eventi, di cui l’ultimo con gara tripla.

Partono alla pari con 500 punti, più i premi per i podi. 5 punti per vittoria, 3 per i secondi posti e 1 per i terzi posti (!). Più i punti che prenderanno regolarmente secondo la consueta scala: 25, 20, 16…

Gli altri si giocano regolarmente le loro gare per vincere la “Riders Cup”, insomma “the best of the rest”.

Dei mezzi sappiamo che viene tolta tutta l’elettronica per cui i modelli di serie usano la centralina unica che permette solo 750 giri in più della serie.

Complesso ma geniale,e sopratutto da 8 anni funziona sempre così,a quanto pare con soddisfazione generale.

 

E ora, se volete seguire gli aggiornamenti della discussione, ma anche se volete aggiungere il vostro parere a quello di Franco, scorrete in basso. Partirete dalla discussione originaria del 2017, con i link dei video e le classifiche delle gare: avrete tantissimo da leggere e da scoprire!