Bye bye 2021. Bilanci, previsioni e… speranze

Capodanno, tempo di bilanci e di progetti. Il 2021 è stato un anno di svolta. Tante cose sono cambiate. Ora ci prepariamo a vivere un 2022 che…

Il rito si ripete. Un altro anno accolto con grandi festeggiamenti viene salutato con un metaforico calcio nel sedere. Il 2021 nel quale eravamo entrati con tante aspettative, se ne va senza lasciarci rimpianti.

Avevamo iniziato con la speranza riposta nei vaccini e nella possibilità di tornare a una vita normale. E in effetti durante l’estate molte cose siamo riusciti a farle. Nel nostro piccolo abbiamo fatto due gran belle uscite, il Castellina Way e il consueto fine settimana ospiti della Honda. Ora però siamo tornati alla paura dei contagi, e all’annullamento di eventi e attività.

Il 2021, un anno di svolta

Quello che si chiude è stato un anno che ha segnato una grande svolta. Il fattore scatenante, e in parte causante, è stato sicuramente la Pandemia Covid. Ma questa ha solo accelerato un’evoluzione destinata comunque a compiersi.

La crisi dei semiconduttori e quella parallela dei container sono state sicuramente accelerate dal Covid. Ma probabilmente sarebbero arrivate lo stesso. Perché la tecnologia elettronica è in forte crescita. Cosa che fa aumentare la richiesta di microchip, rendendo il settore automotive probabilmente meno attraente economicamente per i produttori di questi piccoli ma fondamentali componenti. Il risultato è che per auto e moto i microchip scarseggiano. E ci sono investimenti da fare (l’Europa li sta facendo) ed economie da rivedere.

Anche la crisi dei container, con la Cina che diventa sempre più centrale nella produzione di manufatti, era scritta. E oggi ci sono ritardi nelle consegne, ma anche aumenti dei costi. Perché le navi portacontainer debbono rientrare vuote nei porti cinesi, cosa che aumenta i costi.

portacontainer

Un altro cambiamento importante è la crescita del movimento ambientalista. Se si guarda al passato ci sono già stati periodi nei quali un determinato tema è divenuto dominante nella cultura generale. Per poi tornare nel dimenticatoio qualche anno dopo. Oggi il tema – anche giustamente – è divenuto la salvaguardia dell’ambiente, e l’esigenza di intervenire sulle emissioni di gas serra. Peccato che questa fortissima pressione generata da una larga fetta di opinione pubblica, stia mettendo troppa fretta a una classe politica mondiale impreparata. Così oggi l’unica soluzione che sembra percorribile è il passaggio forzato alla propulsione elettrica dei veicoli. La cosa più semplice da fare. Perché intervenire sui processi produttivi di determinate merci sembra più difficile. Soprattutto perché tutti noi vogliamo comprare quello che ci serve e ci piace a prezzi bassi, e su questo non siamo disposti a compromessi.

E allora rassegnamoci a questa immotivata e pericolosa corsa ai veicoli elettrici imposta dalla politica, piuttosto che guidata dal mercato. Chissà come andrà? In Italia su questo tema, nonostante il Cite, il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica, abbia formulato una proposta (è una proposta eh!), gli stessi tre ministri che l’hanno firmata dicono che probabilmente andrebbe discussa e rivista. Idee chiare no?

Parliamo di moto, va

Il 2021 è stato l’anno nel quale, per la prima volta, molte primarie case motociclistiche e d’abbigliamento hanno snobbato Eicma. Il più grande salone di moto del mondo (lo è ancora?) si è presentato a ranghi ridotti, con molte assenze. Il pubblico ha gradito comunque, ma la svolta è innegabile.

Lo abbiamo scritto mille volte: le case durante la Pandemia hanno scoperto di poter fare direct marketing spendendo meno rispetto alla partecipazione a fiere ed eventi. E le vendite hanno dimostrato che la cosa ha funzionato. E siccome la spending revue è importante, ora potrebbero prendere gusto a questo nuovo sistema.

Cosa succederà nel 2022? Fermo restando che non sappiamo come andrà l’evoluzione della Pandemia e delle limitazioni, questa che abbiamo visto sembra essere una tendenza destinata a consolidarsi, con le grandi fiere costrette a rivedere la loro formula e i loro tariffari.

Siamo cambiati anche noi motociclisti. E lo dimostrano le nuove moto, spesso pensate per motociclisti che guardano all’utilizzabilità e ai costi abbordabili piuttosto che alla prestazione pura. Una volta le chiamavamo moto intelligenti, ma questo appellativo sembra aver portato sfortuna. Quindi oggi le chiamiamo solo le nuove medie, intese come medie cilindrate, o di media gamma.

Honda X-ADV 2021

Che toppa che abbiamo preso!

Ci aspettavamo anche un mercato sofferente, viste le limitazioni del Covid, e viste le tante persone purtroppo in crisi con il lavoro. Invece le vendite sono andate fortissimo. Un anno spumeggiante. Però si sono venduti soprattutto scooter e motocicli che consentono di unire l’uso quotidiano alla passione. Con tanti saluti alle analisi e previsioni che avevamo fatto due anni fa a inizio Pandemia, quando prevedevamo un ritorno al leisure, al piacere e alla passione nella scelta della moto. “Ci sarà tanto telelavoro, e la moto si userà solo per passione e divertimento”.

Che toppa che abbiamo preso! È successo esattamente il contrario. Spaventati dalla possibilità di contagio sui mezzi pubblici e infastiditi dal traffico automobilistico crescente, in molti sono passati alle due ruote. Scegliendo, appunto, veicoli idonei per il commuting. E a volte per coniugare questa esigenza con il piacere della gita del fine settimana.

Ora però questa tendenza finirà. Perché chi doveva comprare lo scooter per andare al lavoro ormai l’ha fatto, e per qualche anno sarà a posto. Quindi, il 2022 sarà il banco di prova per capire se veramente la vendita di mezzi a due ruote si sposterà in direzione di mezzi più coinvolgenti e meno utilitaristici. Topperemo anche questa previsione? Ben felici di toppare se le vendite resteranno elevate come quelle del 2021.

Cosa attenderci allora dal 2022?

Abbiamo una notizia buona e una cattiva. Iniziamo da quella cattiva? Non cambierà molto rispetto al 2021. I dubbi e i timori che abbiamo oggi ce li porteremo dietro anche nell’anno che va ad aprirsi.

Quella buona è che il 2021 ci ha dimostrato che la vita continua comunque. Continueremo a fare le nostre cose. Continueremo ad andare in moto, a fare le uscite (noi di Motoskills ricominceremo a proporne a inizio primavera!), e persino a vedere la MotoGP. Certo, Valentino Rossi non ci sarà più, e anche Marc Marquez non sembra stare benissimo. Però si correrà ancora, e i record – statene certi – verranno ancora abbassati. Perché il mondo va avanti, e noi con lui.

Quindi ora stappiamo una bottiglia di spumante, brindiamo come da tradizione, e concediamoci la tradizionale botta di sesso di inizio anno, convinti che basti farlo a Capodanno per farlo tutto l’anno. E guardiamo con ottimismo al 2022. Che intanto si apre con un clima mite e buon tempo in molte zone d’Italia. Chi può nei prossimi giorni si faccia un giro in moto. Per tutti gli altri, l’appuntamento è alla primavera.

Buon anno motociclisti!

Sostieni Motoskills acquistando al nostro store online. Oppure mandaci il tuo contributo via Paypal. Bastano i soldi di un caffè!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

10 + quindici =

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: