Torniamo a parlare di assicurazioni
Una mattinata all’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, per tastare il polso al settore, e capire come sta evolvendo l’assicurazione RCAuto. Sia nelle tariffe che nei comportamenti delle compagnie e di noi assicurati. Si scopre che il premio medio scende (per le auto), che si riduce la disparità di trattamento fra province del Nord e del Sud, ma anche che permangono tariffe assolutamente proibitive per i giovani
Sull’andamento delle tariffe assicurative serve un’informazione più corretta dal punto di vista statistico; perché troppo spesso circolano informazioni errate.
Si è aperta all’insegna di questa sottolineatura la nostra mattinata all’IVASS, a Roma, dove venerdì 1° febbraio è stata presentata l’ultima edizione dell’indagine trimestrale sull’andamento dei premi assicurativi e dei comportamenti di assicurati e compagnie.
Si chiama IPER, Indagine sui Prezzi Effettivi della RCAuto, e dal 2013 è l’unica rilevazione statistica che considera gli importi effettivamente pagati dagli assicurati, e non le tariffe nude e crude. IPER considera dunque anche gli sconti applicati al singolo cliente dalle compagnie, e rileva quanto realmente si spende per l’assicurazione.
Puntualizzazione necessaria: si parla di automobili e non di moto. In risposta alla nostra domanda diretta, quelli dell’IVASS hanno garantito che prima possibile allargheranno l’indagine al settore motociclistico. Ciò non toglie che gli orientamenti emersi sono in buona parte estendibili anche al settore dei mezzi a due ruote.
IPER ha inoltre il non trascurabile pregio di essere un’indagine approfonditissima. Prende infatti in esame un campione enorme di 2 milioni di targhe differenti ogni trimestre, scelte perché in quei tre mesi hanno la scadenza della loro annualità assicurativa. Se consideriamo che ogni trimestre si stipulano 6 milioni di nuovi contratti, si capisce come il grado di copertura dell’indagine sia del 30%. Gli esperti di sondaggistica sanno che si tratta di una precisione 20mila volte superiore a quella dei normali sondaggi.
C’è inoltre un panel di 1 milione di soggetti proprietari su 21 milioni di patenti che vengono seguiti nel tempo, per monitorare l’andamento di parametri differenti, quali la propensione al cambio di compagnia, la sinistrosità e il tipo di coperture assicurative scelte.
Vediamo allora, punto per punto, gli aspetti più importanti delle tendenze attuali del mondo assicurativo RCAuto.
Il premio medio per la garanzia RCAuto nel terzo trimestre 2018 è stato pari a 419 euro. Il 50% degli assicurati ha pagato meno di 376 euro.
Prosegue inoltre, ma con un forte rallentamento, il trend di riduzione dei prezzi sul medio-lungo periodo. La variazione del prezzo medio su base annua è del -0,3%, ma su base trimestrale c’è un rincaro dell’1,9%.
L’età del contraente è correlata al grado di differenziazione di prezzo. Il prezzo relativo ai contratti stipulati da persone con età inferiore a 25 anni è infatti particolarmente elevato: 745 euro.


Al di là del forte rincaro su base trimestrale, che andrà seguito nel tempo per vedere se anticipa una tendenza rialzista, quello che si continua a notare è l’intollerabile differenziazione di prezzo fra guidatori esperti e giovani. Una spina nel fianco, perché per i giovani l’unica possibilità di guidare è quella di intestare veicolo e polizza a un genitore, bypassando il problema delle tariffe astronomiche praticate ai neopatentati.
I prezzi sono ampiamente differenziati nella penisola: in Campania il prezzo medio è pari a 539 euro mentre in Valle d’Aosta è pari a 303 euro. Il differenziale di premio tra Napoli e Aosta ha subito importanti riduzioni nel triennio 2013-2016, passando da 380 euro a 246 euro, e si è stabilizzato intorno a tale valore nel corso del terzo trimestre del 2018.

Si chiama mutualità: paghiamo tutti un po’, poi quando qualcuno incappa in un incidente c’è da parte il gruzzolo necessario per rifondere i danni. È il principio base dell’assicurazione: la condivisione del rischio. Però l’assicurato in prima classe a Napoli si chiede perché deve spendere 246 euro più dell’assicurato in prima classe ad Aosta. Negli anni si è cercata a lungo una soluzione, arrivando a ipotizzare una “bad company” riservata ai guidatori che fanno molti incidenti. In realtà non si è mai giunti a soluzione, e oggi forse i passi avanti che sono stati fatti dipendono dall’adozione in massa della scatola nera nelle province più costose. Ma anche in sala venerdì si è sviluppato un dibattito fra i fautori della mutualità, quindi della condivisione del rischio con costi più alti per tutti, e della localizzazione delle tariffe spinta, che porta a tariffe differenti addirittura per Codice di Avviamento Postale all’interno della città di Roma, ad esempio.
Il 20,6 per cento dei contratti prevede clausole di riduzione del premio legate alla presenza della scatola nera. La penetrazione della scatola nera è tuttavia assai eterogenea: il 60,6% dei contratti stipulati nella provincia di Caserta include la scatola nera, mentre il tasso di penetrazione nella provincia di Bolzano è pari al 3%.
Appunto. In sala si è detto che i buoni cercano di differenziarsi dai cattivi. Ma forse sono anche le compagnie che fanno selezione offrendo la scatola nera e privilegiando chi la adotta. Di certo è una strada che si sta seguendo anche nel settore motociclistico. E ci auguriamo che arrivino quanto prima i dati relativi, per misurare il fenomeno pure nel nostro settore; che fino a oggi sembra aver visto molti motociclisti contrari a farsi monitorare nei loro spostamenti su due ruote.
Il tasso di cambio compagnia mostra un trend decrescente: al terzo trimestre del 2018 è pari al 9,38%, contro il 12,5″ del terzo trimestre del 2015. Tale dinamica, tuttavia, non ha ostacolato il trend di riduzione dei prezzi. Su base territoriale la mobilità degli assicurati rimane piuttosto eterogenea: ad esempio, il tasso di cambio compagnia a Verbano-Cusio-Ossola è pari al 4,9% contro Vibo Valentia, con il 18,3%.
Gli assicurati che cambiano compagnia (switchers) detengono una classe di Bonus Malus media più elevata degli assicurati che rimangono con la stessa (stayers): 1,75 contro 1,52. Gli switchers sono mediamente più rischiosi degli stayers.


In pratica noi assicurati abbiamo trovato una situazione di stabilità. Le compagnie potrebbero definirla “di soddisfazione del rapporto instaurato”; sicuramente molti motociclisti preferirebbero definire questa scarsa propensione al cambio di compagnia come rassegnazione all’impossibilità di ottenere una tariffa congrua.
In realtà l’infedeltà assicurativa e una ricerca mirata possono aiutare molto a trovare un’offerta migliore. Non a caso, nelle province dove le tariffe sono meno proibitive, il tasso di cambio compagnia è bassissimo, mentre resta abbastanza alto dove c’è l’esigenza di trovare l’offerta meno esosa possibile; o fra gli assicurati che hanno una classe di merito più elevata per la presenza di incidenti nella loro storia assicurativa.

Nella scheda in basso, l’andamento dell’adozione della scatola nera nelle singole province

- Questo topic ha 13 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 anni, 9 mesi fa da .
- Il forum ‘Motoskills – Andando in Moto’ è chiuso a nuovi topic e risposte.

