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Un buon ferragosto, da motociclisti!

In moto, magari in vacanza (come in questa vecchia foto), o sul divano al riparo dal caldo e pronti a gustarsi la MotoGP in TV. Ferragosto è il momento canonico per il relax, ma anche per fare il punto, e ragionare su ciò che ci attende nel prossimo autunno. Dai nuovi obblighi assicurativi a…

Avete letto di quella sentenza della Corte di Cassazione in base alla quale si dovranno assicurare anche i veicoli parcheggiati in aree private? Farà saltare la possibilità di sospendere l’assicurazione per i periodi nei quali non usiamo la moto? E davvero dal 2035 in Europa non si potranno più vendere auto con motore termico? E le moto? Quante nuvole all’orizzonte!

Oggi è ferragosto, fuori ci sono 37 gradi, la moto dorme sotto la sua copertina, e io me ne starò sul divano a guardare i piloti della MotoGP accarezzare precisi i bordi del Red Bull Ring in Austria.

Vedere le gare senza pensare ai prossimi impegni è un lusso. Perché domani, meteo e temperature permettendo, al massimo ci scapperà un giro in moto. E non sarà poi così male!

Ferragosto, tempo di ferie. Ma anche uno dei momenti ideali per riordinare le idee. Per guardarsi indietro e valutare cosa è successo in questa parte di anno trascorso. E per guardare avanti, a ciò che verrà. Lo avevo fatto anche a Capodanno, segnalando 5 temi importanti per l’anno che andava ad aprirsi. 5 argomenti di discussione dei quali il mondo politico non accenna a occuparsi, tranne forse che dell’elettrico (mal gestito), 5 tracce di lavoro che restano sul tavolo.

Si prepara un autunno caldo delle assicurazioni

La sentenza 21983 delle sezioni unite della Corte di Cassazione, depositata il 30 luglio, stabilisce che tutti i veicoli debbono essere coperti da polizza assicurativa, anche quando circolano esclusivamente su fondi privati o vi sono semplicemente parcheggiati. Se ne parlava già da tempo, ma ora è legge; e a rigor di logica salterà la possibilità di sospendere la polizza assicurativa, perché il veicolo dovrà essere coperto anche se custodito in un garage privato.

E ora, cosa succederà? Smaltite le ferie, il mondo assicurativo dovrà prendere atto di questo cambiamento. Sarebbe auspicabile che le compagnie assicurative proponessero una nuova tipologia di polizza, che in caso di sospensione prevedesse comunque la copertura per la sosta. Del resto, ci sono già polizze che mantengono la copertura di incendio e furto attiva nei periodi di sospensione della circolazione. Ne parleremo a breve, non appena Ania (gli assicuratori) e Ivass (l’Istituto statale di vigilanza sulle asssicurazioni) riapriranno i loro uffici.

Nel frattempo statevene tranquilli: nessuno verrà a contestarvi nulla.

Diverso il caso delle moto utilizzate in pista. Non ci sarà obbligo di assicurare ulteriormente i mezzi utilizzati in competizioni ufficiali, perché piloti e organizzatori hanno già le polizze della Federazione Motociclistica che coprono la loro attività. Diverso il caso delle prove libere, per le quali l’obbligo di copertura dovrebbe scattare a fine 2023. Ma chi non ha la licenza di pilota, sarà meglio che si organizzi da subito con una copertura assicurativa. Il mercato non offre molto, a parte la Tessera Sport FMI, che copre solo alcuni circuiti e organizzatori selezionati. Ma proprio in questi giorni ci è rimbalzato il caso di un team intenzionato a chiedere i danni a un amatore che ha tamponato il loro pilota in una giornata di prove libere. Pensateci prima e, per maggiori informazioni, ecco il nostro approfondimento relativo ai mezzi utilizzati in pista.

Ma in concessionaria le moto continuano a non arrivare

Un altro tema caldo dell’autunno è la crisi dei container: le moto (come altre merci) stentano ad arrivare dai paesi di produzione. Prenotazioni aperte dunque, perlomeno su certi marchi e modelli. E tempi lunghi d’attesa.

Il problema è che con la Pandemia Covid si è creato un forte squilibrio nel commercio transoceanico, con una gran quantità di prodotti in viaggio dalla Cina verso il mondo occidentale e un calo delle esportazioni da Europa e Stati Uniti verso la Cina. Questo ha fatto rimanere nei porti occidentali una gran quantità di container vuoti, al punto che oggi le aziende cinesi pagano il viaggio di rientro dei cassoni vuoti pur di riaverli nei porti cinesi pronti ad accogliere nuovi carichi. Il risultato è che ci sono pochi container disponibili per gli altri, e i costi sono aumentati.

La situazione è destinata ad aggravarsi. È di 3 giorni fa la notizia che in Cina è stato chiuso per Covid un terminal container nel porto di Ningbo-Zhoushan. Stiamo parlando del più grande porto mondiale per volume delle merci in transito. Prepariamoci ad attendere un po’ per le nostre moto. E, forse, a pagarle un po’ di più.

E ora la “Good news”: il passaggio forzato all’elettrico slitterà

La Commissione Europea ha annunciato la sua proposta (proposta) di proibire a partire dal 2035 la vendita di automobili (delle moto non si è parlato) con motore che emetta CO2; cosa che decreterebbe di fatto uno switch obbligato al motore elettrico, magari con alimentazione a celle di combustibile piuttosto che diretta. il previsto stop europeo alla vendita di automobili con motore termico a partire dal 2035, probabilmente è una bolla di sapone.

Per ora si tratta solo di una proposta, che dovrà superare il vaglio di Parlamento e Consiglio Europeo, ma fra gli addetti ai lavori c’è scetticismo. Anche se, è vero, molti costruttori di auto hanno già programmato lo stop anticipato alla vendita di mezzi con motore termico. Ma sembra più un allineamento al mainstream, pronti a mantenere i classici carburanti, magari proponendoli su veicoli ibridi.

Proviamo a fare un conteggio semplice. Il sito specializzato e-station.it ha pubblicato una statistica sui tempi medi di ricarica di un’auto elettrica. Per una Renault Zoe con batteria da 41 kWh (300 km di autonomia), impiegando 2,3 kW dalla presa di casa, la ricarica completa impiegherebbe 17,8 ore. Con 3,7 kW si scenderebbe a 11,1, e con 7,4 kW a 5,5 ore. Ovviamente tutto va molto meglio alle colonnine che si trovano in strada, con l’ottimo risultato di una colonnina a ricarica veloce (400 V e 22 kW), che garantisce la ricarica completa in 1,9 ore.

Portiamo lo stesso conteggio su una moto Energica, che ha una batteria da 11,7 kWh, per scoprire che il tempo necessario per la ricarica completa sarebbe di 5,09 ore. Sempre a patto che la rete domestica consenta al caricabatterie del veicolo di ben funzionare e di caricare a questo ritmo. Personalmente con l’Harley-Davidson LiveWire, che ha una batteria da 15,5 kWh, ho impiegato sempre qualche ora in più delle 6,74 promesse da questo conteggio. Colpa della rete elettrica, evidentemente scadente, del mio box, come ho raccontato nella prova d’uso, qui su Motoskills.it.

Ed è questo il dato di fatto: i 3,2 kW delle nostre reti domestiche sono insufficienti se convertiamo tutti i nostri veicoli in elettrici. Si deve aumentare la potenza. Un’operazione non semplice, perché bisogna adeguare l’intero impianto, aumentando la sezione dei fili. A cascata, bisognerebbe rifare anche le reti di diffusione dell’energia elettrica, perché di fronte a un aumento generalizzato dell’assorbimento, anche queste diverrebbero insufficienti. Da ultimo, come produrremmo tanta corrente? Già adesso la dobbiamo comprare all’estero, acquistandone una buona quantità dalla Francia, che ha delle centrali nucleari vicino al confine. Certo ci sono progetti e incentivi per sviluppare le fonti rinnovabili, a cominciare dai pannelli solari. Ma si parla di una nicchia di utenti, di coloro che hanno una villetta e possono permettersi di rifare la tettoia del posto auto. E chi abita in appartamento? E chi non ha sotto casa le colonnine per la ricarica veloce?

Una recente valutazione fatta dai costruttori europei di automobili (Acea) in accordo con la Commissione Europea indicava un fabbisogno di 6 milioni di colonnine sulle strade europee entro il 2030. Oggi la Commissione lancia questa proposta choc di vietare la vendita di auto con motore termico dal 2035, riducendo la previsione di stazioni di ricarica necessaria a 3,5 milioni.

Suvvia, non sta in piedi! Eccola la good news: potremo continuare a usare i nostri amati mezzi a motore ancora a lungo, seppur riducendo sempre di più le loro emissioni inquinanti e il loro rumore.

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Ecco i temi di cui ci occuperemo nel prossimo autunno, tutti noi. Nel frattempo torniamo al ferragosto, al pranzo succulento (per chi lo farà), e alla MotoGP in terra austriaca. Siamo in vacanza, e possiamo permetterci di non pensare troppo a questi problemi. Ci vediamo domani in strada con le nostre moto.

Buon ferragosto e buona vacanza motociclisti (se siete in ferie).

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