Motociclisti: 5 passi importanti per il 2021

Se un giorno qualcuno nel mondo politico “impazzisse” e decidesse di venire a chiedere a noi motociclisti di quali interventi abbiamo bisogno, sapremmo rispondere? Ho provato a pensarci. Ne è scaturita una lista di 5 punti. Che ovviamente potete integrare!

Capodanno. Dopo pranzo mi ritrovo in poltrona, a giocherellare con il telefono. Twitter mi segnala il messaggio d’auguri di Anna Zee, la presidente della FEMA (Federazione Europea delle Associazioni Motociclistiche): “I viaggi in moto non debbono essere limitati da chiusure stradali o altri divieti”. Incuriosito clicco sul link. Il messaggio si apre parlando dell’impatto del Covid-19 sulla nostra vita e sull’attività di rappresentanza dei motociclisti, che la FEMA è riuscita comunque a portare avanti presso il Parlamento e la Commissione Europea.

Il motociclismo è qui per restare”, scrive la Zee, accennando a una lunga lista di temi all’ordine del giorno. Il tema più importante è che “In alcune parti d’Europa le strade vengono chiuse alle moto a causa di un numero crescente di lamentele per presunti fastidi da parte dei motociclisti, in particolare il rumore. Dobbiamo continuare a lavorare su risposte adeguate a queste lamentele sulle emissioni sonore, ma siamo molto chiari: viaggiare in moto non dovrebbe essere limitato da chiusure stradali o altri divieti”.

Poi c’è la corsa troppo veloce allo switch dai motori termici a quelli elettrici. “Diversi governi nazionali stanno valutando un futuro divieto di vendita di veicoli con motore a combustione interna, uno sviluppo che potrebbe – a lungo termine – avere un impatto enorme sulla nostra scelta del veicolo e sul nostro stile di vita. Sebbene la FEMA comprenda e sostenga l’ulteriore sviluppo e l’integrazione dei veicoli elettrici, lavoreremo per un futuro con motocicli elettrici e motocicli con motore a combustione interna fianco a fianco”.

President Anna Zee FEMA

Lavorano molto quelli della FEMA; e si danno tanto da fare anche diverse delle associazioni nazionali aderenti. Ormai sono partito, vado sul loro sito e trovo esempi di battaglie vinte. A Londra le autorità cittadine della mobilità dialogano con i motociclisti del MAG UK, per studiare assieme i punti delle strade dove avvengono maggiori incidenti. In Norvegia, grazie anche alla NMCU (Norsk Motorcykkel Union), si è arrivati a una consistente detassazione delle moto.

Il mio pensiero corre all’Italia, dove si sta nuovamente parlando di riforma del Codice della Strada. Conosco persone e associazioni che vengono regolarmente audite in questa fase, ma non mi sembra ci sia qualcuno che è andato a rappresentare noi motociclisti.

Ora che mi ricordo, circa un anno fa sono stato contattato indirettamente da chi stava proponendo gli sgravi fiscali sull’abbigliamento tecnico da moto. Mi chiesero quali erano le tipologie dei capi più utili per noi motociclisti, e quali erano i costi medi di tali equipaggiamenti. Secondo voi perché sono arrivati a me, che non rappresento nessuno? Risposta scontata: non conoscevano nessun altro al quale rivolgere la domanda!

I pensieri corrono da soli quando ci si rilassa in poltrona, e mi sono chiesto cosa risponderei se oggi qualcuno tornasse a chiedermi cosa serve a noi motociclisti. Ne è venuta fuori una lista di cinque punti, che condivido con voi.

1) Divieti di circolazione specifici per mezzi a due ruote. Nell’estate scorsa abbiamo visto diversi di questi divieti. La motivazione addotta di solito è nel rumore eccessivo delle moto e nella guida un po’ troppo disinvolta di alcuni di noi. Sicuramente in qualche caso i critici hanno ragione; ma il problema non si risolve vietando la circolazione delle moto. Servono più pattuglie di polizia sulle strade, per punire gli indisciplinati, senza penalizzare un’intera categoria. Che per la maggior parte dei casi è rappresentata da persone che se ne vanno a spasso pacificamente con la loro moto (o scooter) in regola con il Codice della Strada.

2) Basta trappole! Sarebbe ora di finirla con le persecuzioni che si vedono su alcune strade di montagna. Si può capire il problema dei gruppi che amano salire forte su certe strade. Si parla dei valichi toscoemiliani o romagnoli, ma anche della Sora-Forca d’Acero, nel basso Lazio. Strade dove sembra in estate ci siano appostamenti punitivi mirati a scoraggiare i motociclisti dal percorrerle. Infatti in molti andiamo altrove…

3) Ridurre le tasse su caschi e abbigliamento da moto. Se ne parla da tempo, lo scorso anno sembrava la volta buona per andare a meta, ma alla fine la norma tanto attesa è saltata per mancanza di copertura finanziaria. Capiamo che il Governo in questo momento ha altro per la testa, ma sarà il caso di ripensarci.

4) Informazione, educazione, sensibilizzazione. Quando avete visto l’ultima campagna informativa?In Islanda l’Associazione Nazionale dei Motociclisti (BLS) ha lanciato la campagna “Sai chi c’è dietro il casco?”. 8 foto di motociclisti, con il volto coperto a metà dal casco e per metà visibile. Per far capire a tutti che dietro un casco c’è una persona come tante altre. Una persona che, come recita il claim di una foto, come tutte le altre vorrebbe dormire a casa nel suo letto la prossima notte.

Servirebbero campagne di pacificazione stradale fra motociclisti e automobilisti, servirebbero campagne per far capire quali sono le rispettive esigenze. E servirebbero campagne per formare e informare i neomotociclisti, i nuovi, quelli che si comprano la moto senza averne mai avuta una prima. I più esposti agli incidenti, secondo tutte le statistiche.

5) Parliamo delle strade! Questo vale per tutti, mica solo per i motociclisti. La maggior parte delle strade italiane sono ignobili, vergognose, pericolose, intollerabili. Ma come abbiamo fatto a ridurci così?!? La bacchetta magica per risolvere il problema non ce l’ha nessuno, ma da qualche parte bisogna cominciare. E allora ho sognato di alzare la mano e fare una semplice proposta: “vi mettete seduti a un tavolo tutti assieme per capire come affrontare il problema delle strade?”.

Ho scritto con tono ironico, ma l’argomento è serio. Perché anche da giornalista mi occuperò molto di questi temi. Anzi, se pensate che abbia dimenticato qualche punto, sarò grato a tutti voi se vorrete segnalarmelo nei commenti. Non si sa mai che si trovi il modo di richiamare l’attenzione sulle esigenze di una categoria che conta milioni di votanti. E che muove un sacco di soldi.

Sto facendo i compiti per le vacanze, lo avrete capito. Da lunedì 4 si torna al lavoro, e sto ragionando sui grandi temi da seguire. Nel frattempo, fuori diluvia, l’Italia è ancora zona rossa e le nostre moto dormono sotto la copertina.

Non resta che goderci gli ultimi scampoli delle feste.

Buon anno motociclisti.

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3 pensieri riguardo “Motociclisti: 5 passi importanti per il 2021

  • domenica, 3 Gennaio, 2021 in 12:05
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    Ottimo Mastic!

  • mercoledì, 6 Gennaio, 2021 in 19:37
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    Già che siamo, corsie e pedaggi autostradali dedicati. Grande Riccardo, ottimo argomento.

  • giovedì, 7 Gennaio, 2021 in 12:35
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    Molti anni fa me ne sono occupato. Ai tempi nei quali gestivo l’ufficio comunicazione della FMI. Sono passati tantissimi anni, ma credo sia veramente difficile ottenere dei risultati con la società autostrade.
    Servirebbe un lobby molto molto forte e rappresentativa. Che noi non abbiamo proprio…
    Però sarebbe interessante tenere l’argomento vivo. Anche per capire come ci comportiamo noi motociclisti nei confronti delle autostrade. Personalmente non la uso praticamente mai e non ho neanche il Telepass. Ma forse i nuovi motociclisti le usano più di noi anziani
    Grazie Lollo!

I commenti sono chiusi.

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