In EvidenzaNewsNews in Evidenza

Tre passi nel futuro dei veicoli connessi

Sono stato al Lausitzring, in Germania, per assistere a una dimostrazione di veicoli capaci di dialogare fra loro per evitare possibili incidenti. Organizzato dal Connected Motorcycle Consortium (CMC), l’evento era specifico per fare il punto sullo stato dell’arte della tecnologia di dialogo fra veicoli e fra veicoli e infrastrutture

Il CMC è un consorzio di aziende auto e moto al quale partecipano anche università, istituti di ricerca e associazioni industriali. Lo hanno voluto nel 2015 BMW Motorrad, Honda e Yamaha, convinte che per aumentare la sicurezza delle moto si dovesse implementare anche sulle due ruote la tecnologia che consente ai veicoli di scambiarsi informazioni. E, soprattutto, le tre case motociclistiche, due delle quali sono anche automobilistiche, pensavano che questo processo dovesse essere fatto in colaborazione con le aziende auto. Perché il protocollo di dialogo doveva necessariamente essere univoco. Ed ecco nascere il CMC, al quale oggi aderiscono la maggior parte delle case moto e diverse case auto; oltre a università, istituti di ricerca e associazioni industriali.

La tecnologia di dialogo fra veicoli si chiama C-ITS, usualmente tradotto come Connected Intelligent Transport Systems, e spesso viene confusa con quella degli ADAS, Advanced Driver Assistance Systems. Le differenze però sono profonde.

Gli ADAS sono già installati sulle auto recenti, e sono dotazioni elettroniche che aiutano il guidatore nella marcia. Si parla quindi di mantenimento della corsia di marcia, cruise control adattativo, frenata d’emergenza automatica e altro. Gli ADAS operano però solo laddove il problema o la situazione di pericolo sono visibili: un veicolo in rotta di collisione, una sbandata. Gli C-ITS invece vanno oltre, coprendo anche zone ancora nascoste alla vista. Lo fanno analizzando i dati inviati loro da altri veicoli che marciano in prossimità, e che magari non sono visibili; oppure utilizzano i dati inviati dalle infrastrutture stradali, che possono segnalare situazioni di traffico, strada sporca od ostacoli sulla carreggiata.

L’intuizione avuta è quella di combinare gli ADAS con gli C-ITS, per dare ai veicoli attuali, già in grado di evitare gli incidenti con i veicoli visibili, la capacità di avvisare e di intervenire preventivamente pure nelle situazioni in cui il pericolo non è visibile.

.

Che la dimostrazione abbia inizio!

Su un enorme piazzale è stato ricostruita un’intersezione di due strade. Si comincia con un’auto che arriva all’incrocio contemporaneamente a una moto, che sopraggiunge dall’altra strada. L’auto vede la moto e rallenta, la moto passa. Al secondo passaggio ci sono però delle paratie che celano la vista, e l’auto avvisa comunque il conducente che c’è la moto in arrivo. In questo caso è intervenuto il sistema C-ITS, che via radio ha determinato posizione, velocità e direzione della moto, e ha capito che i due veicoli erano in rotta di collisione.

Poi si prova con i veicoli che marciano in colonna: se il primo frena forte, quelli dietro (moto compresa) dapprima avvisano i loro guidatori (C-ITS), quindi se il guidatore non interviene frenano autonomamente (l’AEB è un sistema ADAS).

Con i veicoli che marciano in colonna si crea anche un’altra situazione d’incidente tipico per noi motociclisti. Pensate a un’auto seguita da un furgone e da una moto. A un certo punto il motociclista decide di superare il furgone, proprio mentre l’incrocio si avvicina, e il guidatore dell’auto che precede mette la freccia a sinistra. Se l’azione andasse avanti, il motociclista avrebbe la strada improvvisamente tagliata dall’automobile che gira. Fortunatamente i veicoli avvisano i loro guidatori della situazione di pericolo, il motociclista interrompe la manovra di sorpasso e pure il guidatore dell’auto rallenta, controllando il retrovisore sinistro prima di iniziare la svolta.

Si passa poi al mezzo fermo a lato della carreggiata, del quale tutti i veicoli in arrivo avvisano tempestivamente i loro guidatori. Infine il test più impressionante: un’auto e una moto che arrivano uno in un verso uno nell’altro. L’auto decide di svoltare a sinistra attraversando la strada proprio mentre la moto (in questo caso un manichino con motore elettrico) sopraggiunge. il guidatore dell’auto non vede la moto e svolterebbe davanti al motociclista; se non ci fosse un ADAS a bloccare le ruote all’ultimo momento, con una frenata assai violenta che lascia passare la moto indenne a pochi centimetri. Nell’arco della giornata avrò visto questo test 30 volte: il motociclista non è mai stato colpito. E questo è purtroppo uno degli incidenti statisticamente più frequenti.

Connected Motorcycle Consortium

L’auto stava svoltando senza vedere la moto. L’ADAS ha bloccato l’auto, incidente scongiurato!

Connected Motorcycle Consortium

Anche in questo caso, il motociclista era fermo in mezzo alla strada e l’auto si è fermata autonomamente, senza investirlo

Connected Motorcycle Consortium

La moto supera il furgone senza vedere l’auto. E il guidatore dell’auto non vede la moto. Ci pensano gli C-ITS ad avvisare i conducenti dei veicoli e a frenare i veicoli per evitare la collisione

.

Il dubbio

Mi sono trovato a scambiare due chiacchiere con il collega Pierre Orluc, direttore della rivista francese Motomagazine, scoprendo che entrambi avevamo lo stesso dubbio: ma i motociclisti tutta sta roba sulle loro moto, l’accetteranno? Orluc mi ha raccontato che nell’ambito dello spazio “Quartier libre” – Quartiere libero -, dove i giornalisti della rivista prendono posizione a titolo personale su un argomento o una storia, si è trovato a dire: quando avrete finito di riempire di automatismi e di controlli elettronici le nostre moto, mettendole in grado di marciare da sole, noi smetteremo di guidarle. Perché non ci sarà più gusto ad andare in moto.

Il problema è serio, perché gli incidenti dei motociclisti sono veramente troppi e inaccettabili. Sicuramente alcune dotazioni, come l’ABS o il Traction Control hanno migliorato la sicurezza. Difficile mettere in dubbio l’utilità degli C-ITS, ma farli accettare ai motociclisti richiederà anche un po’ di strategia da parte dei costruttori. Che li montino pure, ma che non li rendano invasivi. Va bene ricevere avvisi quando c’è un possibile problema, ma se cambiare traiettoria o rallentare vorrei deciderlo io in base alla mia esperienza. E non vorrei che fosse la mia moto a decidere per me a che velocità andare.

Il discorso però è difficile, perché il progresso va accettato e sicuramente può portare dei miglioramenti. Ma va anche gestito perché porti solo i miglioramenti, limitando al massimo le negatività.

Detto questo, purtroppo, è chiaro che in futuro dovremo scindere sempre di più la passione per la moto vissuta in maniera sportiva dalla mobilità su due ruote. E per la passione dovremo trovare spazi adeguati. Già oggi chi ama la guida sportiva si cerca strade poco frequentate lontane dai centri urbani, limitandosi a una guida molto tranquilla in tutti gli altri contesti.

Di certo avremo gli C-ITS sulle nostre moto nel giro di una manciata d’anni. Perché le case motociclistiche tengono tantissimo a dare il loro contributo per la riduzione degli incidenti. Per motivi etici, sicuramente, ma anche perché gli incidenti portano loro via clienti e contribuiscono alla pessima immagine che noi motociclisti abbiamo presso gli altri utilizzatori della strada.

Meglio allora cavalcare questa tendenza e guidare il più possibile il cambiamento, cercando di ottenere C-ITS utili e poco invasivi.

Voi cosa ne pensate? Se volete dire la vostra scorrete in basso e (previa registrazione) lasciate il vostro commento. La discussione è aperta

.

Display auto warning motorbike
Display moto warning veicoli connessi

Display a confronto. In alto quello dell’auto all’incrocio segnala l’arrivo della moto. Qui sopra il display della moto che si accinge a superare segnala invece una generica situazione di pericolo

.

Sostieni Motoskills acquistando al nostro store online. Oppure mandaci il tuo contributo via Paypal. Bastano i soldi di un caffè!

Home Forum Scenari futuri: vorreste una moto che vi avvisa dei pericoli sulla strada?

Visualizzazione 12 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #25593
      Mastic
      Amministratore del forum

      Oggi sono al Lausitzring, centro prove della DEKRA, per assistere a delle prove di veicoli connessi che si parlano ed evitano gli incidenti.
      Roba del consorzio CMC, dove ci sono le principali case auto e moto del mondo.
      Diciamo che sto vedendo cose che noi umani non ci aspettiamo. Arrivano eh, arrivano.
      In materia arriverà un articolo, appena quelli del Consorzio mi faranno avere foto e video della giornata. Perché mi hanno lasciato il telefono, ma all’ingresso ci hanno messo degli adesivi sugli obiettivi. Non posso prendere immagini. 😒

    • #25594
      zio franco
      Partecipante

      L’obbiettivo sarà connettere fra loro il cervello malato degli umani
      Il resto sono sicuro che arriva!

      Ti invidio abbestia

    • #25598
      Mastic
      Amministratore del forum

      Grazie per l’invidia.
      In effetti è stata una gran bella esperienza. Soprattutto per le persone che si conoscono in queste occasioni. Anche per le amicizie che si fanno. Per dire, ho puntato un superboss della Yamaha, partito da Tokyo appositamente per venire all’evento, e durante la pausa pranzo ho mangiato un panino con lui. Volevo delle dichiarazioni da inserire nel mio articolo per In Moto. Mi sono trovato a chiacchierare con una persona simpatica e affabile. Mi ha dato le sue valutazioni e il suo biglietto da visita: si chiama Toyoshi Nishida, e se googolate scoprite che è uno che due cose di moto le ha capite in vita sua.

    • #25602
      zio franco
      Partecipante

      Toyoshi Nishida, Executive Officer di Yamaha Motor Co., Ltd

      Si in effetti è un nome pesante 😉

      Al volo,ma aspettiamo il racconto,si vorrei una moto che avvisa dei pericoli sulla strada,ne abbiamo persi tanti anche quest’anno,per responsabilità proprie e altrui

      Abramo e Claudio l’avrebbero voluto,ne sono certo

    • #25603
      Orso 52
      Partecipante

      Da circa tre mesi Guido un Mercedes glc de che avvisa dei pericoli presenti lungo il percorso.Ma non si limita a questo.Frena quando ci si avvicina ad una curva d una velocità appena più allegra ed anche se,secondo i suoi parametri,ci si avvicina troppo al veicolo che ci precede.Molto sicuro ma il piacere di guida ne risente.Con la moto,che rispetto all’Auto è un mezzo più passionale,non vorrei che renda la guida meno piacevole certamente in nome della sicurezza.Vedremo come verrà risolta la faccenda.

    • #25619
      Mastic
      Amministratore del forum

      Finalmente, ricevute le foto, ho potuto pubblicare il mio articolo, con il racconto della giornata al Lausitzring.

      Sotto vi ho incollato il link.

      Dateci un’occhiata e… dubbi, annotazioni e domande saranno benvenuti!

      Lo trovate a questo indirizzo: https://motoskills.it/language/it/tre-passi-nel-futuro-dei-veicoli-connessi/

    • #25633
      cyrano
      Partecipante

      Grazie Riccardo, articolo molto bello e argomento intrigante, in questo momento la mia anima nerd è entusiasta e fa a cazzotti con la mia anima motociclista ascendente paracarro.

      Sono quasi certo che un contributo a questo cambiamento però ce lo dovremo mettere un po’ tutti, istituzioni, produttori, motociclisti, associazioni di categoria, assicurazioni e media, mettendo da parte rigidità, chiusure, posizioni di rendita e talebanismi vari … non sarà affatto facile ma come dice bene Franco: Claudio e Abramo l’avrebbero voluto.

      Sempre Vostro

      Cyrano

      • #25634
        Mastic
        Amministratore del forum

        :-*

    • #25637
      zio franco
      Partecipante

      Come immaginavo siamo all’embrione del “dialogo” ma sono fiducioso in una invasività a richiesta o comunque uno strumento per chi lo vorrò sfruttare al meglio

      L’esempio del furgone che copre la visuale,del mezzo che vorrebbe svoltare,aggiungo il pedone che attraversa davanti l’autobus,il ciclista a margine.
      Ce ne sono di pericoli nascosti,per cu tu avvisami poi se lo so decido se tenerne conto o rischiare

      Una esempio che vivo di persona spesso,se non sempre,è il mezzo di soccorso che non viene percepito,ne visivamente ne con l’udito,l’istinto di tutti è frenare,quanto di più pericoloso

      Primo perchè fermare un ambulanza o un camion dei pompieri con tre quattro o pure cinque persone a bordo è un problema grosso,secondo perchè non tiene conto di chi è dietro al primo che si accorge,se questo si ferma a lato il secondo non ha spazio,il terzo rimane nel mezzo,il quarto inchioda. E succede il disastro,da un paziente si rischia di farne tanti

      L’avviso potrebbe dare il tempo di organizzarsi pensando alla “comunità” di quel momento topico
      Io consiglio di dare gas e trovare uno spazio comodo per se e gli altri,altrimenti dare gas e basta,meglio procedere di conserva che frenare e bloccare tutto,non saranno dieci venti o trenta secondi a cambiare la vita di nessuno
      Un alert per mezzi di soccorso davanti,dietro,o laterale (pericolosissimo) sarebbe molto gradito

    • #25640
      sec
      Partecipante

      beh, l’ argomento e’ complesso.
      A me – credo lo sappiate – non stanno simpatici gli aiuti elettronici per questioni di piacere di guida e perche’ una cosa e’ testarli in condizioni controllate ed un’ altra e’ su strada nel mondo reale, con mille parametri in piu’ in gioco.
      C’e’ poco da preoccuparsi comunque: prima o poi saranno obbligatori su ogni mezzo e non disattivabili per legge, quindi e’ inutile discuterne. Non saranno scelti, saranno imposti, un po’ come le cinture di sicurezza o l’ etilometro.
      Ho due dubbi: fin quando l’ attivazione di una reazione ad un’ emergenza e’ automatica allora ‘sta roba ha un senso…. ma se ci si limita ad un avviso sul display o peggio ancora sull’ infotainment dell’ auto allora stiamo freschi: gli occhi – durante la guida – si tengono sulla strada, non sull’ infotainment. Uno/due secondi persi per buttare un’ occhiata sono letali, basta ricordare il recente video dell’ incidente di David, in cui tutto si e’ giocato in neanche 3 secondi.
      Altro dubbio: queste cose funzionano se TUTTI i veicoli in un dato tratto di strada sono connessi. Compreso il trattore di zio Franco. Quando una percentuale rilevante di veicoli non emette segnali allora stiamo parlando di aria fresca… quindi ne stiamo parlando con almeno 20/30 anni in anticipo. Per non parlare del fatto che il tutto si basa sulla capacita’ della rete di sopportare questo traffico dati in modo diffuso: la pura ricezione del segnale non e’ ancora uniforme e ci sono molte zone “in ombra”, per quanto possa apparire strano. E ricordo che a differenza di funzionalita’ stupide tipo l’ apertura delle portiere da remoto, la funzionalita’ della radio via internet o la rilevazione della posizione di parcheggio del veicolo… questi sistemi devono funzionare assolutamente in tempo reale, i tempi di risposta devono essere immediati. Col cazzo che la rete “garantisce” tempi immediati… vi puo’ venire il sospetto semplicemente usando il vs browser.
      Ad ogni modo… per esperienza diretta maturata sugli aiuti piu’ “tradizionali” alla guida nel corso di conversazioni con una base utenti non trascurabile, non credo si possa dire – per il momento – che l’ utenza e’ contentissima dell’ invasivita’, configurabilita’ ed in genere dell’ uso di questi sistemi. Un po’ per tutti i motivi, tutto ed il contrario di tutto: chi si lamenta che non si possono disattivare, chi che deve rifare la configurazione ad ogni messa in moto, chi li vorrebbe piu’ invasivi, chi che non funzionano e basta, chi vorrebbe stare seduto sul sedile posteriore e lasciare che l’ auto si guidi da sola…. insomma, va sgrezzato sia il sistema in se’ che la percezione/aspettative che ne ha l’ utente medio.
      Non potete immaginare quante volte ho sentito la frase: “Preferivo quando c’era la Fiat 127”.

      Insomma: per chi ama la guida ‘sta roba e’ deleteria e basta. Se si parla di sicurezza e mobilita’ puramente utilitaristica allora se ne puo’ parlare…. ma per UNA volta, vista la posta in gioco quando si parla di sicurezza, gradirei davvero che si testi, testi e si testi ancora prima di buttare tutto sul mercato e fare altri tipi di danni. Perche’ non c’e’ nulla di peggio che far insorgere una sensazione di pseudosicurezza nell’ utente, che di fatto a quel punto abbassa la guardia ed e’ addirittura PIU’ esposto a rischi di quanto lo sia in assenza di questa tecnologia.
      Mi pare – ad esempio – di aver letto che il sistema di rilevazione veicoli/frenata automatica di un certo costruttore auto all’ avanguardia funzioni benissimo con altre auto… ma ignora le moto.

      Boh, vedremo.

      • #25641
        sec
        Partecipante

        ah.. un’ altra cosa….

        dicevo qui sopra che per me questi orpelli hanno un senso se agiscono automaticamente e reagiscono autonomamente al pericolo.
        Be’… se in auto ha un senso che il sistema esegua una frenata da se, in moto non credo sia una strada percorribile perche’ una frenata in moto – specie se decisa – e’ molto piu’ critica rispetto ad una in auto perche’ in moto non si frena solo con i comandi bensi’ “con tutto il corpo”, cambia la postura in sella ed il motociclista sceglie a seconda della situazione cosa caricare e come, altrimenti l’ efficacia della frenata e’ compromessa. I freni frenano… ma e’ il conducente a prendersi carico del far restare la moto in equilibrio. Magari un ABS particolarmente messo bene a punto non ti solleva il posteriore e ti sbalza… ma in questo caso lo spazio di frenata si potrebbe allungare in modo da risultare letale. Senza contare il caso di moto in piega: cosa fa il sistema? Non frena per evitare la scivolata?
        Insomma… se il veicolo frena il conducente DEVE esserne cosciente, non puo’ subire la manovra passivamente. Mi sa che teoricamente non ci siamo, almeno su questo punto.
        Quindi… a che pro? Si “spera” che il conducente legga l’ avviso sul display?

    • #25642
      Mastic
      Amministratore del forum

      In realtà @sec, i dubbi che poni tu se li sono posti da tempo anche le case.
      Ho concentrato in una frase il fatto che bisogna mettere a punto un protocollo unico, perché una volta che il sistema sarà implementato dovrà funzionare senza tema di cilecche improvvise.
      Chiacchierando con le persone con cui mi sono interfacciato questo timore è sempre venuto fuori. Non a caso ribadiscono di essere tutti assieme perché vogliono collaborare a sviluppare un protocollo valido per tutti. Non sono nuove a collaborazioni le case, soprattutto le giapponesi.

      Devono averlo tutti i veicoli? Ovviamente sarebbe il massimo, ma credo si possa partire utilizzando determinate funzioni solo quando si incontrano veicoli dotati anche loro di C-ITS, mentre negli altri casi ci si limita agli ADAS, che già ci sono, e anche per le moto. L’ultima BMW R 1250RT che ho avuto aveva il cruise control dinamico, che frenava e accelerava da solo in autostrada. E devo dire che era una figata.

      Quanto alla latenza, se si sceglierà il 5G il problema non ci sarà. E credo si possa in questo caso ragionare su delle miniintranet, se il termine è corretto. Nel senso che i dati viaggeranno a livello locale fra i veicoli coinvolti e la strada. Diversamente, si dovesse optare per la più semplice tecnologia Wi-Fi, sarà tutto ancora più semplice, per quello che ho capito.

      Il sistema di frenata automatica che non riconosce le moto (perlomeno che è stato accusato di questo) esiste ed è quello della Tesla. Sul quale ci sono molte investigazioni. Ma gli ADAS sono degli ausili, non dei piloti automatici. E debbono essere ancora sviluppati. Quello che ho visto in Germania funzionava in maniera eccellente. Ma magari ci torno su questo.

      Come comunicare al pilota il pericolo? Ci sono molti studi a riguardo, e il quadro strumenti esce come il metodo peggiore. Credo che ci tornerò, perché quello che ho visto è una ricerca approfondita e ben fatta. E, si parla di situazioni d’emergenza che stanno passando inosservate a chi guida, quindi di situazioni nelle quali è fondamentale richiamare la sua attenzione. Non di situazioni di guida ordinaria.

      • #25643
        sec
        Partecipante

        no vabbe’…. che il protocollo deve essere unico e’ proprio necessario, non e’ una scelta. Altrimenti ‘sti mezzi non comunicano, un po’ come degli umani che provano a capirsi parlando uno in italiano ed un altro in giapponese.
        Probabilmente una rete locale e’ piu’ intelligente, la latenza e’ di certo minore. Resta da vedere quanto sono disposti questi soggetti a perdere la possibilita’ di archiviare tutti i dati, che e’ un po’ la moda/mania del momento. Ma si potrebbe studiare un sistema che prima lavora in locale, avvisando gli utenti coivolti, e poi si prende cura di trasferire i dati a qualche server per l’ archiviazione. Boh… comunque ce ne sono di possibilita’.
        Il 5G aiuterebbe… ma bisogna rendersi conto che attualmente i mezzi funzionano tutti max con 4G, anche quelli recentissimi (anche le Tesla 😉 … e si, l’ ADAS di cui parlavo era proprio il loro). Ed e’ sorprendente sapere che ci sono tantissimi veicoli – anche recenti – che sono in 3G. La tecnologia e’ li’, comunque… ma in pratica succedera’ che l’ implementazione si spostera’ ancora piu’ in la’ nel tempo. Comunque se si parla di 5G si parla sempre di rete centralizzata… resta sempre da valutare se conviene utilizzare quella o reti locali a corto raggio.
        Concordo: la notifica sul display mi sembra proprio inutile. Quali sono le altre possibilita’ in gioco? Avviso acustico? HUD? Boh.
        Senti maaa….. tu che l’ hai provato… quanto e’ invasivo quel cruise control dinamico della BMW? L’ hai messo un po’ alle strette? Hai provato a farlo sbagliare? 😛 Come si comporta se deve fare una frenata improvvisa, magari in piega? Che sensazioni ti da? Scusa se ti sfrutto… ma e’ il tuo mestiere, no? 😀

        Comunque tienici informati se dovessi sapere qualcosa di nuovo, l’ argomento e’ intrigante e vedo che sei inserito nei canali giusti 😉

        • #25644
          Mastic
          Amministratore del forum

          Detto fuori dai denti, il problema è proprio che ci si è resi conto che il 5G non è pratico e impone dei costi molto alti il problema. Ma le compagnie che producono hardware telefonico (una in particolare, ma mi guardo bene dallo scriverne il nome qui :-D) stanno facendo pressioni fortissime per mantenere quella tecnologia.

          Il tracciamento degli utenti e la raccolta dati è un problema grave, sul quale ho già fatto un’inchiesta per In Moto e sul quale tornerò a breve, perché ci si sta preparando a fare di molto peggio rispetto a quanto si fa, anche nelle moto.
          Visto il caso di quella marca d’auto i cui dipendenti si divertivano a vedere i video ripresi dalle auto negli abitacoli? In America è successo un casino per questo, perché ovviamente la gente dentro la macchina ci fa tante cose, senza sapere che ci sono delle videocamere sempre attaccate che mandano le immagini a un server. Motivi di sicurezza, e i dipendenti non dovrebbero visionare quelle immagini, ma sembra che a qualcuno sia venuta voglia di guardarle.
          Ovviamente sembra si sia trattato di casi isolati e la casa si è affrettata a prendere contromisure. Per andare a Trans però è meglio usare un’auto meno moderna.
          A parte la storiella delle telecamere (cerca sui media statunitensi), il discorso dei dati si smorza un po’ perché tutti noi abbiamo un telefono in tasca, usiamo la carta di credito, usiamo la carta fedeltà, abbiamo dei profili social. Insomma, di dati ne seminiamo in giro una montagna.
          Guarda questo (vecchio!) articolo: https://www.smartworld.it/app/98-cose-che-facebook-sa-di-te-91757.html

          Quanto al cruise control adattativo della RT 1250 della BMW, non l’ho mai sentito. Non sapevo neanche che ci fosse. Me ne sono accorto per caso in autostrada perché avvicinandomi all’auto che mi precedeva prima di uscire in corsia di sorpasso la moto ha rallentato da sola. Al che ci ho riprovato, ho impostato i 130 km/h e l’ho lasciata andare contro l’auto che mi precedeva. Lei ha rallentato, poi, quando l’ho messa in corsia di sorpasso e si è trovata la strada libera ha riaccelerato gradualmente ai 130. Non mi ha rotto le scatole e mi ha pure divertito.
          Non ne so molto di più però. Non ho studiato quella moto. Io l’avevo in uso dalla BMW solo per fare una settimana di un corso. Quando mi ricapita studio di più

        • #25662
          sec
          Partecipante

          Si Ric, sapevo di quei leaks dei videos dei clienti di… si, sempre quella marca, sempre lei. Bella “l’ innovazione”, neh?
          Ovviamente una cosa assurda, che da sola giustificherebbe la radiazione PER LEGGE di questa tecnologia. Se vivessimo in un mondo normale…
          Pensa che – per noie legali – sono stati disattivati i sistemi di notifica sul cellulare di terzi (tipo il padre che concede l’ uso dell’ auto al figlio) degli eccessi di velocita’ della vettura, oppure la conduzione del veicolo fuori da una certa area… ma resta legale catalogare ed archiviare una quantita’ assurda di informazioni che spesso sono di natura sensibile, una roba che a persone tipo me fa andare fuori di testa: Mi da fastidio che tutti i miei dati di guida ed i miei percorsi giacciano su un server e siano assolutamente a portata di click da parte di chiunque abbia accesso a quel server… autorizzato o no. Dannazione, non e’ che sono un narcotrafficante e neanche faccio ormai percorrenze rilevanti… ma mi da fastidio proprio il concetto. E non poco: diciamo che mi da abbastanza fastidio da evitarlo a TUTTI i costi.
          Si si.. il progresso non si puo’ fermare, abbiamo gia’ detto. Ma non mi pare sia illegale ancorarsi al passato ed e’ esattamente quello che ho intenzione di fare, finche’ sara’ possibile 😉
          Del resto… non sono l’ unico. Sempre in base alla mia esperienza su base dati non proprio trascurabile… sai quanta gente acquista un auto connessa e chiede esplicitamente di disattivare questi sistemi per evitare il tracciamento? Magari qualcuno fara’ movimenti loschi…. qualcuno/a altro avra’ l’ amante… ma ho la sensazione che molti semplicemente non gradiscono queste cose. Spesso gli proponi la disattivazione del servizio…. e loro non si fidano e chiedono esplicitamente la neutralizzazione dell’ unita’ di comunicazione di bordo. Che poi – proprio volendo – e’ una cazzata da fare… ma, come dici tu, resta il problema del cellulare.
          Pensa che… non so come si regolano tutti i produttori….ma c’e’ il problema della centralina che gestisce automaticamente le chiamate al servizio di soccorso in caso di incidente, fornendo anche la posizione del veicolo che ovviamente e’ necessaria perche’ il sistema deve prevedere il caso in cui i passeggeri hanno bisogno di soccorsi ma sono incoscienti. Beh… le paturnie che solleva questo caso sono indicibili… il sistema (che e’ obbligatorio per legge) comunica la posizione del veicolo in modo continuo o solo in caso di incidente? Almeno per quanto ne so io lo fa solo in caso di incidente… ma valli a convincere quei testoni, non ti dico i casini 😀 E’ un caso che fa anche un po’ ridere ma prova che una certa sensibilita’ da parte dell’ utenza e’ ben reale.

          Senza contare il caso in cui un’ auto viene condivisa tra vari membri della famiglia… ed uno vuole usare certi servizi e l’ altro no 😀 😀 😀

          La moto almeno e’ piu’ personale: e’ piu’ difficile discordare con se stessi! 😀

    • #25663
      Mastic
      Amministratore del forum

      Ne ho parlato in un’inchiesta di In Moto: tutte le raccolte dati sono precedute da un’autorizzazione del cliente. Firma a volte rilasciata su un foglio non proprio chiarissimo. C’è una casa che raccoglie i dati (sembra) dallo smartphone del guidatore. Però questa cosa mi è stata detta in un orecchio e non ho nessun riscontro.
      Il sistema di e-call è progettato in modo da non violare mai la privacy del guidatore: solo in caso d’incidente manda la posizione con l’allarme alla centrale operativa. Così mi hanno giurato.

      Però questa cosa è anche una foglia di fico. Una persona smaliziata con i mezzi leciti offerti dalla rete può trovare tantissime informazioni su chiunque. ma veramente tantissime. Forse dovremmo preoccuparci di tante altre tracce che abbiamo seminato negli anni. E che non si cancellano

    • #25664
      Stefano.gr
      Partecipante

      ….Per andare a Trans però è meglio usare un’auto meno moderna…..

      🙂 🙂 🙂

    • #25665
      Stefano.gr
      Partecipante

      Comunque ho avuto modo di utilizzare gli ADAS di primo livello su Nissan Leaf e su Ford Mustang Mach-E ( ebbene si , voglio conoscere da vicino le macchine che finalmente mi manderanno in pensione !! ) e in realtà sono già degli ADAS già di secondo livello.

      Mi spiego meglio: Se si tolgono le mani dal volante , per i successivi 30 secondi circa il sistema continua comunque a condurre il mezzo alla perfezione ( parliamo di autostrada in ottime condizioni di segnaletica orizzontale ) anche in condizioni critiche , ad esempio una curva dove c’è un rallentamento in atto. Tuttavia già da subito , il veicolo lancia degli avvertimenti visivi e sonori di impugnare il volante , se non lo si fa gli avvertimenti diventano via via più forti fino a creare uno strattonamento abbastanza brusco , togliendo potenza e rimettendola subito dopo , come per destare il conducente da un colpo di sonno ( Questo su Nissan Leaf , su Mustang non l’ho spinta fino a questo punto ). Non sono andato oltre nella sperimentazione ma credo che la vettura in caso che non avessi ripreso il controllo , avrebbe accostato il veicolo.

      Diciamo che il cruise adattativo più il lane assist in sostanza è quasi un autopilota. Ho volutamente afferrato il volante solo per far percepire la presenza , ma senza operare le necessarie correzioni per rimanere in corsia ed il sistema ha corretto in maniera egregia , pennellando le curve autostradali con fluidità e senza incertezze.

      Trovo il sistema davvero valido ( ci ho percorso circa 150 Km continuativi senza mai disinserirlo ) ma allo stesso tempo pericoloso.

      Genera nel conducente un importante calo dell’attenzione e quando dovesse veramente verificarsi una condizione emergenziale tale per cui le abilità umane e l’esperienza di guida possono ancora fare la differenza , ci si potrebbe trovare nella condizione di essere distratti proprio in virtù del fatto che tanto sta guidando lei.

      Sulla moto , l’arrivo degli ausili elettronici forse avranno una connotazione diversa , giacché il manubrio continuerà ad essere governato interamente dal conducente.

      Se pensate che Lexus con lo steer by wire , toglierà il collegamento meccanico dell’albero di sterzo con la cremagliera !! Questa era l’ultima cosa meccanica che era rimasta , seppur assistita elettricamente ma c’era ancora un collegamento meccanico diretto , ora anche questo sparirà.

      • #25666
        sec
        Partecipante

        eh.. stefano… pero’ lo dici pure tu: “autostrada con segnaletica orizzontale in perfette condizioni”.
        E se non ci sono le condizioni perfette? Che succede nella STRAgrande maggioranza dei casi?
        La teoria dietro questi sistemi la trovo estremamente utopica, continuo a dire che l’ approccio e’ sbagliato perche’ un conducente umano avra’ sempre una mole di sensori e dati superiore a sua disposizione per prendere le decisioni giuste e salvarsi la pellaccia.
        Un ABS non ha modo di vedere una chiazza d’ olio in carreggiata, un patch di brecciolino o foglie bagnate. La maniera migliore per evitare ‘sta roba non e’ quella di non bloccare le ruote… e’ cambiare traiettoria, per quanto possibile. E l’ ABS non ha accesso a queste informazioni.
        Se la segnaletica orizzontale e’ incongruente il sistema di controllo della traiettoria e’ in off. Un umano non guida in base alla segnaletica orizzontale, si crea tutto un sistema di riferimenti geometrici calcolato istantaneamente su TUTTO l’ ambiente circostante. E’ un’ immagine spaziale estremamente piu’ ricca di quella a disposizione del sistema. Incomparabilmente piu’ ricca.
        E lo sappiamo che questi sistemi sono imperfetti, le vittime ci sono. Ci dicono che “miglioreranno”. Io dico che andrebbero migliorati FUORI dalla rete stradale ed immetterceli solo quando l’ efficacia sia non dico perfetta ma almeno testata a dovere.
        E comunque si parla sempre di approssimazione. Se proprio dobbiamo metterci in condizioni reali… allora non parliamo di statistiche globali: non mi interessa quanto la guida assistita possa aiutare o far meglio del conducente medio. Mettiamola contro un conducente esperto, privo di menomazioni fisiche tipo riflessi lenti per via dell’ eta’ et similia e privo di difetti psichici tipo gli eccessi di spericolatezza in ambienti non compatibili, l’ atteggiamento tipicamente umano di “prendere rischi apposta, per divertirsi”: quando se la giocheranno alla pari allora cominceremo a pensare di mettere ‘sta roba su strada. E non credo che ci arriveranno facilmente, alla pari. Anzi…
        Direi basta con questo sviluppo scriteriato dell’ informatica che testa prodotti direttamente in produzione, mietendo – in questo particolare caso – anche vittime.

        Ecco.. quello steering-by-wire a me fa un po’ paura…

        E poi un’ altra osservazione: tutti questi dati supplementari da scaricare in rete per il funzionamento di questi sistemi, per milioni di veicoli… non sarebbe associato ad un parallelo aumento di emissioni? Cos’e’, non hanno bisogno di energia per funzionare? Qualcuno si e’ preso la briga di stimarlo, il surplus di CO2? Il gioco vale la candela?
        …a me pareva che le emissioni fossero un tema molto centrale nelle politiche contemporanee.

        E’ un argomento strano, questo. E’ anche fascinoso ma e’ estremamente complesso e sopratutto molto “di parte”: continua ad insistere su un modello di mobilita’ basato su veicolo individuale che e’ di per se un modello farraginoso che crea mille altri problemi.
        Le energie andrebbero dedicate per lo studio di un approccio che risolva il problema ben piu’ olisticamente… e mi costa dirlo perche’ io ci sono affezionato a questo modello, anche per motivi “ludici”. Ma che e’ farraginoso non ci piove: il problema che devono risolvere non e’ il funzionamento del lane assist bensi’ inquinamento, traffico e parcheggi, sopratutto nelle grandi citta’. Il lane assist e’ un dannato vezzo, una perdita di tempo ed una eclatante mancanza di “focus”.
        E’ un dannato circolo vizioso.

Visualizzazione 12 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.
%d