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Tecniche di guida: scorrere dentro le curve

La guida fluida è la tecnica migliore per affrontare un tratto di strada ricco di curve e magari anche saliscendi. Imparare a scorrere “dentro le curve” è il modo migliore per acquisire una guida sicura e, perché no?, anche veloce

Scorrere. Per chi va in moto dovrebbe essere una sorta di parola magica. Guidare la moto è scorrere, che si vada a spasso o che si voglia andare forte. E pure in pista, spesso andare forte significa scorrere. Perché la guida aggressiva, fatta di accelerazioni furiose e frenate violente, facilmente diviene controproducente ai fini della velocità; e se la possono permettere solo i piloti molto esperti.

Scorrere invece è quel modo di guidare che ti consente, curva dopo curva, di affinare le sbavature, di migliorarti, di sentirti sempre più sicuro. Chi cerca la velocità scorrendo riesce a eliminare, giro dopo giro, quei piccoli errori che sommati fanno perdere tanto tempo. Scorrendo, gradualmente si va sempre più forte; fino a raggiungere il limite, senza neanche accorgersene. Scorrere, appunto.

In strada invece si scorre perché, anche chi ama guidare sportivo, in un contesto molto sinuoso ottiene migliori risultati guidando fluidamente piuttosto che impiccandosi con acceleratore e freni. Senza contare che quando si scorre le sospensioni funzionano sempre al meglio, perché sono soggette a stress minori. E tutto risulta più confortevole.

Ecco perché i piloti del TT raccontano di guidare con sospensioni abbastanza morbide; e senza mai spingere al 100%.

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Come si impara la guida fluida?

Andando piano. Senza fretta di diventare veloci. E c’è un motivo.

Quando si va forte si è molto impegnati a tenere tutto sotto controllo. Mancano dunque le risorse mentali e neurologiche per capire dove migliorarsi

Non è un caso che nei corsi di guida, anche nei corsi pista, spesso si vada piano. O comunque non eccessivamente forte. Bisogna conservare margine e risorse per osservarsi, e capire dove si sta sbagliando.

Facendo così, piano piano ogni piccolo errore, ogni traiettoria imperfetta, ogni cambiata errata, strideranno nella nostra testa, ci daranno fastidio. E impareremo a migliorarci. Un processo che una volta avviato andrà sempre meglio.

E siccome quando guidiamo non facciamo altro che utilizzare gli schemi motori precostituiti e affinati nel nostro cervello, con l’esercizio impareremo a gestire le varie fasi della guida con degli automatisti, che ci costeranno sempre meno impegno, e che riusciremo a gestire con sempre maggiore velocità. Impareremo ad andare più forte, senza accorgercene. O a guidare con maggiore margine di sicurezza, a parità di velocità.

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Mettere in pratica la guida fluida

Sin qui siete d’accordo, ma vi state chiedendo da dove si comincia?
Il primo punto, lo abbiamo detto, è andare piano. Il secondo è cercare le traiettorie migliori (e qui vi rimandiamo al nostro precedente articolo, dedicato a tale argomento e corredato di video).

Fatto questo, potete iniziare a guidare evitando accelerazioni forti e frenate violente: non troppo gas in uscita di curva, no frenate brevi e forti; meglio frenate un po’ più lunghe, accompagnate da scalate di marcia. E fate frullare il motore sempre un po’ allegro, possibilmente quasi a regime costante, senza mai scendere troppo di giri né salire eccessivamente..

Una guida uniforme, appunto.

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L’importanza dello sguardo

Guardate lontano! Vale sempre, ma soprattutto in questo caso, nel quale non potete permettervi frenate violente e aggiustamenti di traiettoria improvvisi. Guardate sempre più lontano possibile, per anticipare al massimo ciò a cui andate incontro, per impostare subito traiettoria e piega di una curva, limitando le correzioni in corso d’opera.

Se riuscirete a fare tutto ciò, piano piano vi sentirete un tutt’uno con la vostra moto, e sarete un passo avanti in quella sensazione di essere voi a portare la moto, e non lei a portarvi.

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