Quando le cose vanno bene sei pieno di persone che vogliono condividere i tuoi successi. Ma quando iniziano a girare male, ci si ritrova da soli. Succede a tutti, e per un campione può essere un guaio ancora più grosso, perché mina la tranquillità psicologica necessaria ad arrivare al risultato
Gli ultimi test probabilmente hanno creato un po’ di smarrimento nel box di Lorenzo
Jorge Lorenzo è suo malgrado su tutte le pagine e su tutti i social. Si parla del fatto che il maiorchino a Buriram si sia beccato quasi due secondi da Dani Pedrosa, e che sia terz’ultimo. Meglio di lui hanno fatto anche i debuttanti della MotoGP con moto private, cosa francamente incomprensibile. Solo due settimane prima a Sepang Lorenzo era a mille. Possibile che basti cambiare pista per passare dal “capolavoro degli ingegneri” – come allora aveva definito la sua moto – a questo? Evidentemente si. Difficile da fuori capire cosa sia successo. La MotoGP è una cosa spinta tanto al limite e senza margine che basta un minimo problema per precipitare in fondo alla classifica. Dunque, quale sia il problema credo lo sappiano pochissime persone. Lo sa Lorenzo (forse), e lo sanno in Ducati (sicuramente). Lo sa chi conosce i rapporti umani in seno alle squadre della casa bolognese, chi conosce lo step evolutivo delle varie moto, chi legge le telemetrie. Quello che resta visibile dall’esterno, è come un grande campione possa trovarsi in pasticci tanto grandi da finire in fondo alla classifica. Oggi persino l’ultimo arrivato come Jack Miller, con una moto non all’altezza della GP18, si è messo ad andare forte.
Jack Miller chi?!? Questa domanda deve essere scivolata inaspettata nella testa di Lorenzo, quando ha incontrato l’australiano in pista, e ha scoperto di prendere un secondo e mezzo al giro da questo ragazzotto, lui che è un pluricampione del mondo. Provare a seguire un pilota più veloce con una moto che non fa quello che vorresti farle fare è frustrante. Guardi quello davanti chiudere le curve e fuggire via, mentre tu lotti con la gomma posteriore che scivola. Ti concentri in maniera sovrumana per tenere la moto ferma, ma lei allarga la traiettoria, o entra il traction control. Combatti con lo spinning, e quando rialzi gli occhi in rettilineo, quello davanti a te s’è preso ancora una manciata di metri. Solo una manciata? Se ti dà un secondo e mezzo a giro, lo vedi per pochissime curve. Poi lui se ne va. E tu resti a lottare con quella cavolo di moto, e con tanta voglia di rientrare ai box; perché non ti diverti, senti che non ti esprimi. Jack Miller chi?!? Pensate che botto deve aver fatto questa domanda, nella testa già provata di Lorenzo. Non bastava Dovizioso, non bastava quel mascalzone muscoloso e un po’ pazzo di Petrucci; ora anche l’ultimo arrivato va forte con la moto vecchia. Fatemela riprovare subito! Ma no, non funziona neanche così: i tempi non vengono fuori.
La forza psicologica è una delle caratteristiche fondamentali di un campione. Il campione è tale perché fonde in sé una miscela di caratteristiche che lo rendono eccellente. Doti di guida sopra la media, motivazione, convinzione nei propri mezzi e… forza psicologica. Per vincere bisogna avere tutto ciò, oltre alla moto giusta e al box dalla propria parte. Ecco, forse, vedendo le cose da fuori, oggi a Jorge Lorenzo (che è un grande campione), potrebbe mancare la forza psicologica. Non deve essere facile condividere il box con un Dovizioso che vive una situazione felice agli antipodi dalla sua. Immaginate la scena, ogni volta che l’altro rientra ai box, con i meccanici intorno, i sorrisi. E i suoi giudizi positivi sulla moto, che lo legano sempre di più alla squadra e alla casa, perché lusingano chi lavora sulla moto. C’è un film, Old boy, nel quale il protagonista a un certo punto si dice, fra sé e sé: “Ridi, e il mondo riderà con te, piangi, e piangerai da solo”. Forse per Jorge Lorenzo c’è anche questo spettro a spaventarlo, oltre ai problemi tecnici che indubbiamente sta incontrando: trovarsi un altro anno a piangere. E questa volta, forse, resterebbe veramente da solo.
Dopo i test della Thailandia si parla tantissimo della crisi di Jorge Lorenzo. Ho letto tante cose, più o meno maliziose. Poi mi è venuto in mente l’aspetto psicologico. Perché siamo abituati a pensare ai piloti come a superuomini dai nervi d’acciaio e dalla motivazione e dalla convinzione sempre a mille. In realtà anche a loro qualche volta può scattare in testa qualcosa che non va. Anche loro possono incepparsi. E forse Lorenzo è in questa situazione. Ne ho parlato in un articolo. Ma mi piacerebbe leggere qualche altro contributo (dis)informato
Infatti mentre lo scrivevo mi sono detto: ma che cacchio scrivo? Solo che ormai le dita erano andate, e stavo volando via verso la palestra. Ora però ho corretto. Quindi si possono scrivere tutte le cazzate possibili da qui in poi! 🙂
Come scritto giustamente tante volte,questi hanno una testa speciale,vivono in un’altra dimensione mentre guidano,ne sappiamo qualcosa quando li abbiamo visti passare laddove sappiamo non riuscire nemmeno ad immaginare certe velocità
Proprio questa “testa” speciale li distingue dalla massa,e addirittura certi fenomeni possono manifestarsi nel bene e nel male,si è sentito dire tante volte “guidare sopra i problemi” piuttosto che soffrirli particolarmente,liquidandoli con “se non è tutto a posto non va”
Ecco forse sta tutto qui,sentirsi invincibili ed un attimo dopo non accettare di esserlo ed aggrovigliarsi in una spirale per dimostrare il contrario Capita nella vita di tutti i giorni di perdere la strada,di non vedere l’ovvio,di non riuscire a trovare una sequenza di azioni,di procedure per arrivare al risultato migliore ma cercare una scorciatoia cercando nel puro talento la soluzione
Abbiamo conosciuto esempi clamorosi di talenti cristallini opposti Marquez che si sdraia più volte pur di trovare limiti sconosciuti Oppure altri,che se davvero non è tutto in ordine non emergono come ci si aspetta,Agostini era un pò così Altri ancora che si sono ritirati al vertice della prestazione per motivi i più vari e sconosciuti,Stoner e Rosberg i più recenti
La testa è importante certo,ma pur “fenomeni” sono fragili come noi umani,anzi forse di più per il consumo di energie psichiche che non immaginiamo nemmeno Ecco l’importanza di fare squadra,di fare sistema moto-squadra-pilota
Lorenzo alla prima gara ci sarà,è il suo mondo ancora,laddove la competizione fa emergere il talento,e di questo nessuno di noi deve dubitare
Jorge Lorenzo lo danno in confusione, credo che soffra come Rossi d’altronde, il troppo traffico nella top ten. Si erano ben abituati ad essere in 4 a contendersi la vittoria e il podio, ora i pretendenti sono di più. Negli ultimi test non si è parlato di Miller settimo, terzo e sesto nei tre giorni di prova e ben due volte migliore Ducati in pista, per non parlare di Rins secondo settimo e quinto. Questa elevazione dell’asticella manda in crisi un campione come Lorenzo e i tentativi di ridurre il gap in poche ore lo hanno portato a richiedere una moto 2017 con motore 2018 mandando in tilt tutto il box. Chi dice che è stata una cosa ben fatta chi dice il contrario ma il rimprovero a muso duro al maiorchino è una novità nei test precampionato. Chi dice che Lorenzo con una “scrollata” si incavola e tira fuori il meglio e chi invece dice che si chiude in se stesso e renda ancora meno. Io li do il merito di aver contribuito ad una Ducati più fruibile e più competitiva, non so se il suo passaggio in Ducati l’anno scorso sia la causa dell’altro box in crisi e cioè il Yamaha factory team, a me piace pensare così, che per quanto gli ingegneri possano calcolare pesi potenza coppia ci sia ancora la sensibilità del pilota che per ultima ha il compito di lavorare di fino per il risultato finale
Ciao a tutti, Condivido i pensieri espressi, i campioni sono sempre delle persone con le loro fragilità certo e anche e soprattutto per Lorenzo… peccato però che de Lorenzo non ce frega gnente! Ecco mo sto mejo Grazie
Non sopportare una persona non vuol dire per forza parlarne male.Preferisco parlare bene dei miei preferiti e “tralasciare” gli altri.Comunque ognuno libero di fare come gli pare.