Alla guida della BMW R 1250 RT 2021
Ho usato la maxi della BMW per una settimana di corso di guida, scoprendo la sua incredibile poliedricità. È un’ottima moto turistica ovviamente, ma all’occorrenza se la cava bene anche sulle strade di montagna. Vi racconto la mia settimana con lei
“Raccontami quella moto: dovrebbe essere sorprendente”. Me lo scrive l’amico @bobpezzadoo su Facebook, sotto una mia foto con una BMW R 1250 RT 2021. Bob non è un mototurista, a lui piacciono le sportive. Ma la RT evidentemente l’apprezza; lui, come molti altri motociclisti.
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Armonia di forme e di volumi
Grande. La BMW RT è una moto grande nelle forme. Anche pesante: con il pieno fa 279 kg. Ma non è eccessiva. Non raggiunge i 350-400 kg di altre supertourer.
Quando le ti avvicini colpiscono le sue dimensioni, il cupolino ampio, con il parabrezza a regolazione elettrica dell’altezza e gli specchi inseriti nel profilo. La sella a due livelli regolabile in altezza (quota minima a 760 mm con la versione ribassata – vedi articolo su moto con sella bassa) e riscaldata. Le valigie integrate.
Tutto è dimensionato in abbondanza, ma tutto compone un insieme armonico privo di pesantezza. La moto della mia prova, tra l’altro, era in allestimento Sport, con scarico Akrapović e cerchi speciali; componenti che le donavano uno slancio ulteriore.
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In sella è tutto a portata di mano
Toglierla dal cavalletto centrale è facilissimo, come lo è anche issarvela. Viene giù con un colpetto di reni. E ci si ritrova seduti comodi, non spaventati né dalle dimensioni né dal peso.
Davanti c’è il grande display da 10.25” (è lo Split Screen della Bosch), ai cui lati ci sono le casse acustiche dell’impianto stereofonico. Ovviamente il tutto è interfacciabile con lo smartphone, per vedere il navigatore o leggere notifiche e info sul display, ma anche per sentire la musica che avete sul telefono attraverso le casse.
Per comandare tante funzioni c’è la classica rotella-mouse sulla sinistra del manubrio, che si utilizza comodamente anche in marcia, pure con i guanti. Poi ci sono quattro bottoni programmabili sulla sinistra del cupolino.
La posizione in sella è comoda e naturale. Il carico sul manubrio è quasi nullo, per non stancare. Giusto quel minimo indispensabile per dare al tronco l’angolazione necessaria a non esporre la colonna vertebrale ai colpi delle buche. Le gambe sono angolate il giusto, e pure il passeggero gode di una sella comoda e di libertà di movimento. Sebbene fatichi un minimo a salire a bordo, per via delle borse laterali.

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Una turistica che sa fare la voce grossa
Il boxer da 1254 cc parte immediatamente. Suona grintoso, ma non è fastidioso. È un motore che già conosciamo: lo abbiamo provato lo scorso anno sulla R 1250 R, la naked sportiva. Dunque, per sommi capi, ha 136 CV a 7.750 giri, 143 Nm di coppia a 6.250 giri e la fasatura variabile della distribuzione, che gli consente un carattere pacioso e tranquillo a basso regime, ma anche un temperamento esuberante quando si apre il gas e i giri salgono.
È un motore potente, sin troppo per una moto dichiaratamente turistica come questa. Ma forse è proprio qui il segreto della RT. Un po’ Dr. Jekyll, un po’ Mr. Hide, come avevamo già scritto a proposito della versione R lo scorso anno.
Inizio a far girare le ruote, la moto è un po’ pesante di sterzo. Controllo la pressione della gomma anteriore. È un paio di decimi sotto i 2,5 bar prescritti dalla casa. E anche la posteriore è a 2,8, un decimo sotto i 2,9 . Le porto al valore prescritto dalla BMW (a gomme fredde! Se sono già calde ricordatevi di aggiungere 2 decimi di atmosfera), riparto e va molto meglio. Due decimi possono sembrare poco, ma alcune moto, soprattutto quelle pesanti, li sentono facilmente. Lei, la RT, è fra le moto sensibili: tenete le gomme alla giusta pressione e avrete una moto molto godibile.
L’occhio con le dimensioni lo si fa facilmente, e si prende rapidamente dimestichezza con la moto. Il motore è morbido. Anche il passaggio ai regimi più alti, non presenta più il cambio di voce repentino della prima versione a fasatura variabile. Ora avviene tutto fluidamente, e quasi non ci si accorge di quando il carattere del motore si trasforma. La spinta però è notevole, e si avverte sia la coppia dai bassi regimi, sia la potenza quando si manda su il contagiri. E la velocità sale rapidamente.
Il cambio è dotato di assistenza elettronica per il passaggio alla marcia superiore, ed è l’unica cosa non perfettamente a punto di questa moto. Funziona bene dalla terza in su, meglio se con il motore ad alto regime. Come è normale che sia per un cambio assistito elettronicamente. Nelle prime due marce invece, soprattutto se si va tranquilli, meglio usare la frizione, come con un normale cambio totalmente manuale. In compenso la frizione funziona assai bene, ed ha l’inaspettata funzione antisaltellamento in scalata.
Nelle mie giornate in sella alla RT, non è mancato qualche acquazzone. Dal quale sono uscito quasi asciutto, perché in marcia si è in buona parte riparati dalla carenatura. E benissimo sull’acqua sono andate le gomme Michelin Pilot Road 5 di primo equipaggiamento.
Bene a punto sono anche il traction control e l’ABS Cornering, che danno sempre molta sicurezza a chi guida.

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La RT piace per la sua polivalenza
Ho usato la BMW RT per una settimana di corso di guida, impegnandola in esercizi d’abilità degni di una gara di gimkana. Non ho mancato di farla girare in pista a velocità media. E ci sono andato su strade di montagna. A volte pianissimo, a volte di buon passo. Ogni volta con la stessa facilità e gradevolezza, ogni volta senza reazioni inaspettate.
L’ho usata per giornate intere, poi alla sera ho infilato le mie cose nelle borse, e ci sono tornato a casa, qualche volta facendo il percorso con le curve, per giocare ancora un po’, altre volte facendo una sparata in autostrada.
Non sono mai rientrato eccessivamente stanco, nonostante una giornata di corso fosse pesante.
Eccolo il suo segreto. Ecco perché la RT piace a molti motociclisti. E anche a me, che di norma prediligo moto più sportive.
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