RCMoto: lontani dal paradiso

Sta facendo molto rumore l’emendamento al Dl Fiscale che consentirebbe ai nuclei familiari di portare tutti i veicoli alla medesima classe di merito, la più conveniente, in fase di rinnovo. L’Ania, l’Associazione delle Imprese Assicuratrici, con un comunicato per una volta condivisibile, ne denuncia tutti gli aspetti negativi

Proviamo a parlare seriamente di assicurazioni? Ho più volte scritto che mi danno fastidio gli strepiti che si fanno ogniqualvolta un emendamento viene approvato. Anche perché

finché il provvedimento non passa entrambe le Camere e la firma del Presidente della Repubblica, non è legge.

Oggi è su tutti i giornali l’emendamento a prima firma del deputato napoletano dei 5 Stelle Andrea Caso, che consente di allineare la classe di merito di tutti i veicoli presenti in un nucleo familiare a quella più bassa, anche in fase di rinnovo, e anche fra veicoli di tipologia differente.

La situazione attuale, con le vituperare sventolate di Bersani, ci vede assicurare alla classe di merito migliore un veicolo purché sia appena acquistato e di medesima tipologia: moto con moto, ciclomotori con ciclomotori, auto con auto.

Il risultato sarà che se ho un’auto in prima e un’altra finita in un classe molto alta a causa di ripetuti incidenti, fosse anche la 18a, al rinnovo me li ritroverò entrambi in prima classe. Anche se ho un ciclomotore in prima e un autocarro in 18a.

Per le assicurazioni sarebbe un terremoto. Significherebbe perdere un sacco di soldi. E perdere un qualunque collegamento premiale con la condotta di guida; anche se c’è un vincolo di 5 anni senza incidenti perché la norma possa essere applicata.

Mi sono fregato le mani per primo leggendo il testo dell’emendamento, ma ho pensato anche che non diventerà mai legge.

Poi c’è un altro problemino non da poco. Le assicurazioni ragionano in grande, non sulla mia macchina o sul tuo scooter. Loro guardano il totale, quello in fondo alla riga delle spese. E lo dividono fra quelli che pagano, e ottengono il premio medio. Succede già con gli evasori, quelli che circolano senza assicurazione: i loro costi li paghiamo regolarmente noi assicurati.

Questo significa che il premio medio – se mai passerà questa riforma – crescerà sensibilmente. Ne usciranno avvantaggiate probabilmente le famiglie. La pagheranno cara i single, e le famiglie a basso reddito con un veicolo solo.

Non amo le assicurazioni. Ne ho scritto per una vita. Le conosco bene, al punto da non essere particolarmente ben visto in Ania, la loro associazione. Però per una volta devo dire che hanno in buona parte ragione con il comunicato appena diffuso. Che vi copio/incollo sotto.

Il comunicato stampa dell’ANIA

DL FISCO: PROCLAMI SU NORMA RC AUTO VITTORIA DI PIRRO DEPOTENZIA SICUREZZA STRADALE ED EQUITA’ SOCIALE

Roma, 3 dicembre 2019 – “I proclami entusiastici con cui è stata accolta l’approvazione dell’emendamento rc auto sono una vittoria di Pirro”. Così l’ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, commenta il via libera alla norma in tema di assicurazione auto da parte della Commissione Finanze della Camera.
“Quel che si legge, e cioè che con la nuova norma le famiglie italiane prenderanno ‘finalmente una boccata d’ossigeno’, potendo contare su un forte risparmio sul premio della rc auto, non corrisponde a realtà. Al contrario, questa disposizione, se definitivamente approvata, condurrebbe a conseguenze davvero distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo della rc auto, a danno di tutti gli utenti.
L’emendamento approvato – al di là di alcune incongruenze applicative poste dalla stessa formulazione del testo – prevede un’estensione della disciplina sulla classe di merito più favorevole dei componenti della famiglia anche nel caso di “rinnovo” della polizza rc auto per veicoli già di proprietà e a qualunque categoria essi appartengano.
Il che, tra l’altro, vuol dire che, alle condizioni previste dalla norma (la mancanza di sinistri nell’ultimo quinquennio attutisce solo parzialmente gli effetti), il dato sugli incidenti causati da ciascun assicurato si azzera in fase di rinnovo, impedendo di valorizzare le condotte di guida virtuose a scapito di quelle meno prudenti o, addirittura, troppo disinvolte.
Il meccanismo diventa così ancor più antitetico rispetto ai principi base della più sana mutualità assicurativa, a danno evidente soprattutto di coloro i quali, in quanto single o membri di famiglie in cui vi è un solo veicolo, non potrebbero avvalersi delle nuove agevolazioni. Nessuna equa ridistribuzione degli oneri e dei costi, anzi!
Ma non solo. L’assicurazione della rc auto, a forte vocazione sociale, persegue da sempre finalità protettive, preventive ed educative a tutela degli utenti della strada. La compartecipazione dell’assicurato al costo dell’operazione assicurativa in ragione del suo stile di guida e della sua sinistrosità costituisce prima garanzia per tutti i cittadini, disincentivando condotte spericolate o comunque imprudenti. Cancellare la “storia” pregressa di ciascun conducente in sede di rinnovo equivale, perciò, a negare i principi di fondo che dovrebbero regolare il settore.
È del resto noto che il fattore che più incide sull’entità dei premi è, naturalmente, il costo di una sinistrosità che deve essere controllata e contenuta – prima ancora che per i suoi riflessi assicurativi – per presidiare le superiori esigenze della sicurezza stradale. E, dunque, quel che ci si dovrebbe attendere da un legislatore illuminato è la messa in assetto di regole che incentivino, anziché depotenziare, comportamenti e stili di guida corretti e virtuosi. Il tutto non attraverso provvedimenti occasionali, buttati lì nel calderone, ma nell’ambito di una rivisitazione aggiornata, organica ed unitaria della delicata materia della rc auto e della sua assicurazione obbligatoria.
Ed è appena il caso di sottolineare come quest’ultimo provvedimento, lungi dal produrre gli effetti utili attesi, finirebbe in ogni caso per impattare negativamente sui prezzi soprattutto a danno degli utenti più virtuosi e delle famiglie presumibilmente appartenenti alle classi meno agiate che posseggono un solo mezzo. Si interromperebbe così il trend virtuoso di riduzione del premio medio rc auto italiano, che prosegue ininterrottamente dal 2012 e che ha visto negli ultimi anni un calo complessivo di oltre il 27 per cento (fonte IVASS) e una riduzione del gap che ci separa dalla media dei principali Paesi europei del 66 per cento” .

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