Quando guidavo le moto da corsa

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    • #21998
      Mastic
      Amministratore del forum

      Da una costola della discussione sulla MotoGP è nata questa nuova discussione. Un po’ troppo autocelebrativa per il sottoscritto. Ma se mi stuzzicherete, scriverò ancora.

      In un’altra vita, prima che la cosa prendesse piede, ero nel gruppo dei giornalisti che a fine anno provavano le moto dei piloti. Ne ho guidate diverse.

      Come andava il 250 campione del mondo? Entusiasmante, ma difficile da spingere forte. Intanto perché era sensibilissima di ciclistica, e non certo fatta per un gigantone come me. Andava meglio il 125 con me sopra che non il 250. Poi c’era il problema che Max è veramente piccolino, e accucciarmi dentro la sua moto per me era difficile.

      Dunque, sono passati un bel po’ d’anni, quindi ho la scusa di non ricordare più, e posso romanzare il tutto a piacimento 😛

      Si comincia con il fatto che il motore a disco in basso era vuoto. Funzionava a partire da un certo regime piuttosto alto (mica me lo ricordo più!). La prima era anche piuttosto lunga. Quindi motore su di giri, frizione tenuta in mano a lungo, e si esce dalla corsia dei box. Il motore in basso va meno di una Vespa 50. Se giri il gas si affoga, rischi di ingolfarlo e poi sai che figura?
      Proprio uscendo dalla corsia dei box però ci si avvicina al regime di entrata in coppia e il cambio di voce è brusco. Il tiro diventa prepotente. Molto più di quanto ci si aspetti.
      Metti dentro le marce una sull’altra, senza esagerare e lei ti porta via forte. Freni davanti alla curva e lei si pianta, stabile e ferma.
      In curva andando piano è sgradevole, da buona vecchia moto da corsa di una volta, con gomme di una volta.
      Quando trovi il coraggio di prendere un ritmo per te dignitoso, ti accorgi che più vai e più lei diventa stabile e ferma.
      Poi però ti fai prendere la mano, arrivi lungo davanti a una curva, ti attacchi ai freni e… lei alza subito la ruota posteriore. Mano male che il Mugello è lungo e non mi hanno visto.
      Così sono ripassato sul rettilineo del traguardo a cannone (in rettilineo sono bravo eh!), tirando le marce al rosso, una dopo l’altra. Un razzo (ricordo che le pistole radar del Mugello prendevano i piloti Aprilia oltre i 280 km/h).
      Cosa colpisce? Ancora oggi la leggerezza, l’agilità, la coerenza di un coltello che taglia l’asfalto, ma anche la difficoltà al momento in cui sbagli e le chiedi di perdonarti.

      Questo mi ricorda la mia memoria. Basta?
      Se poi sistemo il box e ritrovo la copia della rivista La Moto dove ho pubblicato la prova la scansiono e ripubblico 😉

    • #22002
      sec
      Partecipante

      … si… pero’ con TE SOPRA quell’ affare non arrivava neanche a 250! 😀 😀

      Insomma… agile, potente, rigorosa e scontrosa. La moto ideale. Quel coso e’ o non e’ la miglior moto sportiva che hai mai guidato?

      .. a meno che non te ne esci che ti hanno fatto provare una 500 gp….

      Dai, rispolvera l’ archivio nel box e vedi cosa ci trovi.

      Comunque ti invidio. Sappilo. 😉

    • #22004
      Mastic
      Amministratore del forum

      In effetti un qualcosa di molto vicino a una 500 GP l’ho provato. E’ la Suzuki Gamma 653 che Gallina mise su per correre nel Campionato Italiano F1 nel 1986. La trovi qui: https://motoskills.it/language/it/10-moto-da-guidare-prima-di-morire/.
      Probabilmente mi è piaciuta di più, perché era più sfruttabile da me, e Gallina mi ha fatto girare un sacco, dandomi anche diversi consigli su come andare forte. Hai presente Gallina chi è stato?!? E a guardarmi e darmi consigli in corsia box c’era anche Pier Francesco, eravamo amici. Fu una gran figata quella giornata.
      Moto bellissime… La Bimota YB4 campione del mondo con Virginio Ferrari. Equilibrata.
      La Ducati F1 Cobas con motore ufficiale. Semplicemente un sogno in tutto
      L’Honda VTR di Rumi
      L’Aprilia 125 di Waldmann. Affilata come una lama. E l’urlo quando levavi le marce per entrare alla Bucine era una cosa che ancora ricordo. Quando mi sono fermato mi hanno ringraziato per lo spettacolo. Sembravo l’orso del circo che va sulla biciclettina (ho le foto, ma in diapo…)

      Moto che non ho apprezzato? Difficile non apprezzare una moto vincente. Diciamo che non sono stato in grado di apprezzarle per mie colpe.
      La Yamaha FZ di Pirovano del 1987. Non so Fabrizio come abbia fatto ad andarci così forte con quella ciclistica
      La Gilera Piuma ufficiale. Andava bene, ma ti smontava con le vibrazioni.

    • #22016
      sec
      Partecipante

      L’ avevo letto il tuo articolo ma non ricordavo la menzione alla 653.

      Beh… c’ hai avuto una discreta “carriera” di moto da corsa provate. Invidia, invidia… e RISPETTO, ovvio! 😀

      Chili e’ davvero il personaggio che sembra essere, visto dal di fuori?

    • #22017
      Mastic
      Amministratore del forum

      Beh, mi sono divertito assai. In SuperTwins ho anche provato diverse moto in anteprima. Tamantini mi faceva sempre provare le sue moto quando le realizzava. Anche Lenci mi ha fatto guidare la moto che ha fatto con Pierobon, prima di farla correre. Un onore.

      Si, Chili è proprio un simpatico cazzone. Ma non lo sento da due vite

    • #22018
      sec
      Partecipante

      …ormai OT a bestia…

      Qual’ e’ la prima sensazione che salta fuori quando monti su una moto pronto corsa?

      Che so… leggerezza…. erogazione/intrattabilita’ fuori dai regimi ottimali… la rigidezza…

      sono davvero estremi quei setup o ce li immaginiamo noi molto piu’ diversi da quello che poi sono in realta’?
      Non mi aspetto che siano “facili”… ma quanto diverse sono dalle stradali? E lo sono per il setup o perche’ c’e’ proprio altra roba montata su?
      Ecco… magari la 653 era di un’ altra categoria. Ma la VTR di Rumi? (per dirne una…)

    • #22019
      Mastic
      Amministratore del forum

      Oddio, quando vado a cena con gente che non mi conosce premetto sempre: non mi fate parlare di pugilato o di moto, altrimenti vi rompo le palle per tutta la sera. E tu mi stuzzichi così???

      Difficile generalizzare. Anche perché alcune cose del loro comportamento magari dipendono dalle gomme dell’epoca. Che sono diverse dalle gomme attuali. Allora usavamo molto le Dunlop, che sono molto a punta e ti fanno cadere la moto dentro la curva. Sentivi proprio il vuoto mentre la mettevi giù. Poi arrivavi a un buon angolo di piega e lei ti teneva. Ma dovevi fidarti. Ecco, questa era una differenza molto forte.
      Comunque , di solito i prototipi vogliono essere messi giù a schiaffo quando si arriva in curva. E non ripagano la mano poco decisa.
      Poi sono sensibilissime alle regolazioni. E si regola tutto. E ti serve uno bravo al quale racconti la moto quando ti fermi e lui la sistema. Una stradale va sempre abbastanza bene. Una moto da corsa va sempre molto male, finché non arriva quello bravo che te la sistema.
      Una forte differenza rispetto a una stradale è la cura maniacale che si sente quando le guidi. Tutto è perfetto.
      Quando corsi con Lenci, visto che l’anno prima il suo pilota mi aveva bastonato in tutti i versi nel trofeo classic, gli chiesi (in camera caritatis) se la sua moto fosse in regola o se anche lui avesse fatto modifiche extraregolamento.
      “No, la mia moto era perfettamente in regola. Però considera che io quando l’ho presa, prima ancora di accenderla ho aperto il motore, sostituito tutti i cuscinetti originali con altri che danno maggiore scorrevolezza, spessorato il cambio e riequilibrato l’albero motore”.
      Tutto è fatto così, con questa cura. Quando guidi rispetto alla moto uscita dalla catena di montaggio, senti un’altra moto.

      La VTR di Rumi era fra le più intrattabili. Il motore era prepotente e alzava parecchio la ruota anteriore. Ma magari l’ammortizzatore posteriore era arrabbiato per il mio peso.
      Alcune erano intrattabili. I 2T di una volta. Ho lavorato in officina con Livio Morbidelli (il papà di Franco), e ho lavorato sulla sua Kreidler 50. In basso quella era morta, e bisognava stare attentissimi a non ingolfarla (mai guidata eh, la scaldavo solamente).
      Oggi probabilmente una MotoGP grazie all’elettronica è trattabilissima e puoi andarci a spasso sul lungomare. Sono cambiate le moto da corsa.
      Con i 2T non c’era il minimo, quindi da fermo dovevi tenerla accesa tu con il gas. Con i 4T è stato messo il minimo a 2500 giri, per facilitare le scalate in ingresso di curva. Sembravamo tutti dei cretini con le moto ad alto regime al cancello ingresso pista. Invece si andava forte così una volta. Poi sono arrivate le frizioni antisaltellamento e il regime del minimo è tornato a scendere (ma sempre un po’ alto lo si teneva).
      Occhio che non mi fermo più e poi devo tagliare i miei interventi perché sono OT.
      😀

    • #22020
      cyrano
      Partecipante

      Occhio che non mi fermo più e poi devo tagliare i miei interventi perché sono OT

      … la famosa autocensura … ma che dici Riccardo, è un piacere leggerti.

      Cyrano

    • #22029
      Mastic
      Amministratore del forum

      Grazie @cyrano. Intanto come vedete ho creato una nuova discussione.
      Ah, dimenticavo, fra le moto provate, ho guidato nel miniautodromo di Piacenza la Grigiona di @multistrangola. Che non è affatto normale. Sapete che ha un 2300 turbointercooler. Ma comunque, al di là dell’ironia, ho considerato la cosa come un grande onore. Sapendo quanto Andrea tenga alla sua moto

      • #22067
        multistrangola
        Partecipante

        considerando che in 18 anni la mia moto l’ha guidata il mio trentennale amico meccanico e te….giudica tu!

        • #22071
          sec
          Partecipante

          gelosone……

          😀

          Vabbe’. Che hai combinato con quella grigiona, ce ne parli un po’?
          Cosa ci hai infilato, e dove? ‘na foto?
          Cos’e’, un compressore volumetrico tipo Kawasaki o e’ proprio sovralimentata? Problemi? Turbo lag? Che bestia e’ diventata?

    • #22031
      cla_lo
      Partecipante

      Confesso che il mondo delle corse non mi è mai piaciuto, ma leggerti lo rende interessante. Continua. Magari un giorno viene fuori un libro

    • #22036
      sec
      Partecipante

      si si, assolutamente, mi accodo agli altri: nessun problema, anzi, puoi andare avanti all’ infinito.

      E poi…

      <colpo basso>

      … ti si preferisce in questa veste piuttosto che a parlare di elettriche 😀 😀 😀
      Sei piu’ virile, ecco 😀
      (TIE!)

      Senti maaaa… al di la del fatto che sono strumenti per andare forte quindi sono molto concentrati sull’ obbiettivo e perdonano poco…. restano roba piacevole da guidare o piu’ che altro ti frustrano (sopratutto quando ce li hai tra le mani per una manciata di tornate)? Ovvero: scendi dalla sella e ti dici:”michia che figata” oppure sei tramortito dallo stress?

    • #22037
      Mastic
      Amministratore del forum

      Di stress confesso di averne avuto poco. Forse ero molto incosciente.
      Divertenti da guidare? Sì tantissimo, anche se io non ho mai apprezzato troppo la possibilità di fare prove di moto in pista. Perché si finisce per andare un po’ più piano e si guidano moto non messe a punto per te. Anche con la paura di romperle e di fare una brutta figura. Ho patito, ad esempio, quando Lenci mi ha fatto guidare la sua LM01 in anteprima. Mi ha chiesto di provarla, ma mi ha anche detto: “occhio è un esemplare unico, per favore stacci attento”.
      Certo, guidare quelle moto è stata un’opportunità unica nella mia vita. Anche un’emozione. Non sono state stressanti.
      E mi sono divertito anche, perché in quel periodo lavoravo molto nelle corse, ed ero amico con diversi piloti. Quando ho guidato l’Aprilia di Biaggi, con me ha girato il suo compagno di squadra, Loris Reggiani, e mi è piaciuto quando mi ha superato fra Arrabbiata 1 e Arrabbiata 2. La stessa cosa quando ho girato con la bimota yb4. Con me c’era Davide tardozzi. Ci ho scherzato prima di entrare in pista, gli ho detto occhio che ti passo, e lui per sfottermi mi ha dato una passata a vento fra curvone e Cimini. Diciamo che ho visto lo spettacolo da dentro.
      Un privilegio

      • #22038
        sec
        Partecipante

        …anche se io non ho mai apprezzato troppo la possibilità di fare prove di moto in pista. Perché si finisce per andare un po’ più piano e si guidano moto non messe a punto per te.

        Sacrosanto.
        Anche se vale anche con la propria moto, anche su strada.

        Diciamocela tutta: puoi guidare al limite, spensierato, solo se sei un pilota professionista. Ovvero quando sei psicologicamente cosciente che puoi ammortizzare ogni tipo di eventuali “danni”, sia meccanici che (gesti scaramantici) tuoi possibili danni fisici. Li ammortizzi perche’ “te li paga” qualcun altro.
        Il resto e’ tutto compromesso. O “follia”, presa anche nel senso poetico e positivo del termine.

        Resti un privilegiato. 😉

        • #22039
          Mastic
          Amministratore del forum

          In realtà la mia fortuna è che quando guido sono sempre scarico dai dubbi che tu citi. Non sto lì a pensare che forse sfascio la moto (per fortuna). Poi ho ovviamente l’assicella del limite che si sposta in alto o in basso a seconda delle situazioni.

          Quanto all’andare forte, ci sono anche qui secondo me un sacco di gradazioni differenti.
          La prima è quella della moto che va palesemente male ed è sgradevole. Non ti consente di tenere il ritmo che tu vorresti tenere. Succede sempre quando si entra in pista con una moto non settata per te. Tranne una che mi stupì tantissimo: la BMW S1000RR. Fino a un ritmo dignitoso, diciamo un 1’55” a Vallelunga, andava già bene di suo. Poi, per scendere con i tempi ci si dovevano mettere le mani.
          Il mio Suzuki 1000 invece quando lo presi era un cesso inguidabile. Presi una mezza giornata a Vallelunga per assaggiarlo. Marco Chini, che mi seguiva mi disse che stavo perdendo tempo, perché la moto sarebbe andata troppo male. Aveva ragionissima (quando si parlava di moto lui aveva sempre ragione…). La moto faceva schifo come era messa di serie. Poi, con un TTX dietro, la forcella rifatta e modificata nei pompanti, le quote giuste del SAG, è diventata una bella moto da guidare.

          Ecco, a questo mi riferivo.

          Ognuno con i suoi livelli. Ovvio che Quartararo (e non scrivo il neocampione della Superbike perché non mi ricordo come si scrive) con una Benelli Leoncino mi farebbero 3 giri intorno. Ma questo è ovvio.

    • #22051
      sec
      Partecipante

      No, per carita’, non intendevo parlare di paure. Io parlavo proprio di questa cosa qui:

      Poi ho ovviamente l’assicella del limite che si sposta in alto o in basso a seconda delle situazioni.

      Che credo valga per tutti.
      … pensa all’ HRC che imponga ad un Marquez un “limite di carene rotte per stagione”. Per non parlare di Crutchlow 😀
      Ovvio che un minimo di manetta si chiuda. Credo.. non ci giurerei… ma penso di si. 😛
      Non e’ paura, sono “remore”, “secondi pensieri”. Diciamo: “gestione delle risorse”. Se devi mettere in conto un parametro in piu’ allora l’ equazione diventa piu’ complicata, quindi ci vuole piu’ tempo per risolverla. L’ avro’ detta bene ‘sta cosa? 😀

      Per quanto riguarda le tue considerazioni sul setup, invece, capisco benissimo.
      In scala molto ridotta (ma assai) sono cose che valgono anche su strada. Le differenze di settaggio si sentono eccome anche se i limiti sono piu’ bassi.
      Figurati in pista, dove mandare una forcella a pacco e’ un gioco da ragazzi, se non e’ settata bene…

      • #22055
        Mastic
        Amministratore del forum

        Mi hai ricordato di quando, con l’amico Rivola che seguiva la Superbike, incontrammo un amico di BMW che orgoglioso ci anticipò che avevano preso Ruben Xaus. E Rivola: “Preparatevi a comprare tante carene”. Ci rimase male il tizio 😀

        Poi qualche anno fa ho reincontrato Oscar Rumi. E chiacchierando mi raccontò dell’anno che aveva Xaus e Garcia. Cadevano sempre e lui era incazzatissimo per i danni. Poi, una volta, in gara non è caduto nessuno dei due. Oscar mi ha raccontato di aver tirato un sospiro di sollievo. Solo che nel giro d’onore i due compagni di squadra hanno impennato uno vicino all’altro, si sono scontrati e…

        Di solito non mettono limiti alle cadute i team. A Marquez, che se ricordi teorizzava che bisogna cadere per sentire il limite della moto, meno che mai. Però, certo, che un pilota che cade tanto a un certo punto inizia a respirare un’atmosfera pesante

        • #22060
          sec
          Partecipante

          Di solito non mettono limiti alle cadute i team.

          … parli dei team “seri”, ovvio, perche’ nei campionati infimi o per l’ amatore da track day questi sono parametri che contano eccome. Era di questi che stavo parlando.
          Era un esempio “per assurdo”. Marquez l’ avevo tirato fuori proprio per quel suo atteggiamento di cercare di cadere apposta per trovare il limite. SE dovessero mettere il limite di carene (per assurdo), si comporterebbe alla stessa maniera?

          Mi qualificai per la gara togliendo 2 secondi (2 secondi!) dal tempo che facevo con la Showa. Poi ovviamente in gara… caddi

          Questo qui sopra, invece, credo si possa inserire in quel “tutto e’ resto e’ follia” di cui parlavo prima 😀 😀 😀

          (… e quella moto probabilmente andava proprio meglio meglio…. 😀 )

    • #22056
      Mastic
      Amministratore del forum

      Poi mi viene in mente anche il post scriptum.

      Nel 2008 a Vallelunga, pista per me molto ostica nel setup delle sospensioni, in prova non riesco a guidare. La forcella Showa non ne vuole sapere di sostenermi.
      Lenci, il boss del team, ordina a un meccanico di fare una corsa in officina a prendere la Ohlins buona. Quando arriva me la fa vedere e mi dice: ora ti montiamo questa. Però sappi che costa un occhio della testa, e se cadi dovremo fare un discorso.
      Mi qualificai per la gara togliendo 2 secondi (2 secondi!) dal tempo che facevo con la Showa. Poi ovviamente in gara… caddi

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