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Fema e FIM Europe: no Speed Assistant sulle moto

Le due associazioni motociclistiche europee hanno diffuso un Position Paper comune nel quale esprimono forti dubbi sulla ventilata adozione dei sistemi intelligenti di adattamento della velocità anche sulle moto. Vi riportiamo i 7 punti fondamentali portati all’attenzione del Legislatore europeo

Dal prossimo mese di luglio i sistemi intelligenti di adattamento della velocità (ISA) diverranno obbligatori su tutte le nuove auto.
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Cosa sono gli Intelligent Speed Assistants (ISA)

Si tratta di ausili elettronici che avvisano il conducente con segnali diversi (acustici, tattili…) quando si supera il limite di velocità. E possono arrivare ad agire autonomamente per ridurre gradualmente la velocità del veicolo. Oltre che sul GPS e sulla mappatura delle strade, gli ISA funzionano “leggendo” i cartelli stradali e regolandosi automaticamente, anche sulla base di limitazioni temporanee della velocità. Al momento gli ISA sono “bypassabili” dal guidatore, che può scegliere di ignorarne gli allarmi o addirittura di disattivare il sistema.

Da più parti si è già proposto di estenderne l’adozione alle moto. E sebbene per ora non se ne sia fatto nulla, qualcuno si sta ponendo il problema di far capire al mondo politico che gli ISA sulle moto potrebbero addirittura rivelarsi pericolosi. Se ne parla sul “Position Papers 2022” di Fema e Fim Europe, rispettivamente Federazione Europea delle Associazioni Motociclistiche e branca europea della Federazione Motociclistica Internazionale.
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Pro e contro degli ISA sulle moto

I due enti, che rappresentano i motociclisti a livello europeo e che collaborano dal 2014, riconoscono in apertura del loro documento il contributo negativo della velocità. Che può essere causa diretta di incidenti, mettendo in difficoltà il pilota, o causa indiretta, impedendo al pilota di attuare eventuali manovre d’emergenza che possono rendersi necessarie in determinate situazioni. Infine, nel malaugurato caso d’incidente, la velocità può aggravarne gli esiti, aumentando l’energia cinetica da dissipare per fermarsi.

Tra gli aspetti positivi dell’adozione degli ISA, in maniera non ipocrita le due associazioni riconoscono che potrebbero ridurre l’incidentalità stradale del 30%, e la relativa mortalità del 20%. Inoltre con tale tecnologia ci sarebbero meno multe per eccesso di velocità, e guidatori più attenti, perché non più impegnati a tenere sotto controllo il tachimetro.

La moto però è un veicolo diverso, nel quale il pieno controllo della velocità (e della potenza del motore) è necessario per il pieno controllo del mezzo. E proprio questa argomentazione finora ha scongiurato la possibilità di obbligare i costruttori di motocicli ad adottare gli ISA. Ed è proprio questa la prima argomentazione portata dalle due associazioni, che hanno stilato un elenco di punti.
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ISA sulle moto: i 7 punti indicati da Fema e FMI Europe

  • Le moto hanno una dinamica diversa da quella delle automobili. Il pieno controllo della velocità è essenziale per il loro controllo e della direzione in cui vanno. Un sistema che proibisce l’accelerazione (ISAd) è pericoloso per i motociclisti a causa della riduzione della sicurezza attiva, quindi non è accettabile
  • Gli ISA per le moto dovrebbero essere implementati solo quando questo sarà vantaggioso per la sicurezza stradale
  • Questo lascia aperta la questione se gli ISA che richiedono solo uno sforzo maggiore da parte del pilota per accelerare (attraverso una maggiore resistenza dell’acceleratore) sono accettabili. Noi pensiamo che questo sia troppo pericoloso e quindi non accettabile
  • Qualsiasi forma di ISA dovrebbe essere implementata solo dopo essere stata completamente testata, e dopo che questi test abbiano dimostrato che non vi è alcun rischio aggiuntivo per il pilota
  • L’installazione di un dispositivo ISAs non dovrebbe comportare costi elevati e non dovrebbe essere complessa
  • Qualsiasi tipo di ISA dovrebbe essere superabile dal pilota, che dovrebbe anche essere in grado di spegnerlo
  • I sistemi ISA dovrebbero essere progettati e montati in modo standardizzato e funzionare allo stesso modo su tutte le moto.

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