Il mio battesimo della pista

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    • #4515
      Tomas84
      Partecipante

        Parte 1
        Come richiesto da Anto in un altro tread, eccomi qui a fare un resoconto della giornata di domenica 15 ottobre 2017 che è coincisa con un evento importantissimo per il mondo delle moto, secondo solo alla vittoria di Dovizioso a Motegi: il mio battesimo della pista!
        Premetto che mi sono avvicinato al mondo delle moto in età avanzata: a 29 anni ho comprato la mia prima moto con l’intento di utilizzarla solo per turismo e per spostamenti di natura pendolare, senza pensare minimamente ad un utilizzo pistaiol-smanettonistico.
        Col passare dei km e dei giorni trascorsi in sella ho iniziato ad apprezzare sempre di più il gusto della bella guida veloce su strada. Ecco quindi che la moto turistica con cui ho iniziato è stata sostituita da naked leggermente più pepate (una SV650 prima e una Street Triple poi) che alleviassero in parte i miei “pruriti” al polso destro.
        Dopo qualche mese di utilizzo della Street, però, il fattaccio: una caduta dovuta ad una buca dietro ad una curva cieca su una strada di montagna in Sicilia.
        La caduta non ha avuto grosse conseguenze per me; qualche conseguenza un po’ più grave l’ha riportata la moto (forcella da cambiare e bozzo al serbatoio). In ogni caso, questo episodio ha instillato in me la convinzione che la Sicilia e le sue strade non sono adatte a moto dalle sospensioni a corsa corta né ad un utilizzo smanettonistico della moto.
        Quindi, in considerazione di ciò e del fatto che in moto vado spesso in due, ho sostituito la Street con una moto dalle sospensioni a corsa lunga, abbastanza comoda ma dalle discrete doti stradali: la mia attuale Triunzella.
        Quando mi sono trasferito a Roma e ho portato con me la mia Tiger, si è riacuito il prurito al polso destro (in realtà mai del tutto sopito, anche dopo l’episodio con la Street): gli asfalti del Lazio e delle regioni limitrofe sono spesso paragonabili a quelli delle piste, con una gripposità e una mancanza di dossi sconosciuta al 99% delle strade siciliane (solo il fondo delle strade sull’Etna, al netto della polvere vulcanica, è paragonabile per bellezza agli asfalti che si trovano tra basso e alto Lazio, Umbria, Abruzzo e bassa Toscana).
        E’ in parte cambiato anche l’utilizzo che faccio della moto: accade spesso che un giorno del fine settimana lo dedico ad uscite più o meno teppistiche senza zavorrina al seguito.
        Nelle uscite del genere l’unico limite al divertimento è il pensiero del rischio che si corre ad esagerare col gas su strada.. Allora mi sono chiesto: come si può ridurre drammaticamente quel rischio? È possibile farlo? Ma certo, esistono le piste per quello!
        Da qui la voglia di provare la pista e di confrontarmi con le curve, la moto e me stesso in una situazione in cui non devo stare attento a chi potrebbe venire dal senso di marcia opposto.
        Per la scelta della pista ha giocato un ruolo fondamentale la logistica (ho preso in considerazione solo piste nei dintorni di Roma) e la mia totale mancanza di esperienza: ciò mi ha portato ad escludere i pistoni veloci (Vallelunga) e ad optare a qualcosa di più lento; nei dintorni di Roma le alternative sono l’ISAM di Anagni e il Sagittario di Latina. La scelta è ricaduta sul primo per una questione di sicurezza.
        Era un po’ che tenevo d’occhio l’apertura di date per turni liberi ad Anagni così che poche ore dopo l’apertura delle iscrizioni avevo già prenotato due turni in pista (dalle 10 alle 14) e la moto a noleggio.
        Per la scelta della moto da noleggiare sono stato indirizzato dai gestori della pista di Anagni: mi hanno dato il contatto di Marco, un noleggiatore di moto/istruttore che mi ha proposto in alternativa il noleggio di:
        – Ninja ZX-7R,
        – Yamaha R6 pronto pista,
        – Triumph Daytona
        – BMW S1000RR.
        Su consiglio dello stesso Marco ho optato per la ZX-7R.
        Ricordo ancora il giorno della prenotazione: ero felice come quando all’età di 5 anni mi regalarono la pista Polistil ?

      • #4517
        Anto
        Moderatore

          E mettiamola una fotina meritata.

          È fantastico Tomas veramente una bella esperienza, grazie per aver accolto l’invito ???

        • #4519
          Anto
          Moderatore

            Certo che se questi circuiti fossero più diffusi sul territorio e a prezzi accessibili potrebbero far togliere parecchi sfizi alle persone invece di fargli prudere le mani sulle strade

            • #4520
              Riccardo Matesic
              Amministratore del forum

                Mah… i circuiti spesso ci sarebbero. E i prezzi per girare sono anche scesi rispetto al passato. Sempre che non è economico, ma si può girare.
                Ho paura che sia una cultura che ci manca. E torniamo al solito discorso: i motociclisti 30enni di oggi non sono cresciuti con il mito delle corse e fanno gli scemi con le naked su strada. La pista non passa molto nei loro pensieri.

                Poi, io ho sempre trovato diverse e complementari le due cose. Sono sempre andato un po’ troppo su strada. Quando correvo gli amici piloti mi dicevano: “almeno adesso su strada non vai più”. Invece è un gusto diverso, e a me piace l’uscitina spiritosa su strada

            • #4522
              Tomas84
              Partecipante

                Parte 2
                Dal giorno della prenotazione non ne è passato uno in cui non ho guardato video di gente che gira all’ISAM. Ho visto video di soggetti che girano in 1.07.400 e video di gente che non indovina una traiettoria; ho visto video di qualità pessima e video ben fatti, video di supersportive e video di motardoni..ho visto anche qualche video di e con personaggi conosciuti ?, di pistate in cui avrei voluto partecipare anche io ma alle quali gli impegni e la lontananza non mi hanno consentito di esserci…
                Domenica scorsa finalmente è arrivato il grande giorno per tutto il motociclismo italiano, ma che dico italiano, MONDIALE. La sera prima mi sono mantenuto leggero e sono andato a letto presto: volevo farmi trovare all’appuntamento in una forma psico-fisica almeno decente.

                La mattina apro gli occhi prima della sveglia (con i morsi della fame, dato che la sera prima avevo mangiato solo un paio di fette di melenzane arrostite), mi preparo e parto da Roma (la mia ragazza, pora donna!) in moto già intutato. Arrivo di buon’ora davanti ai cancelli della pista, che però sono ancora chiusi (troppo buona questa ora, eh! ?).
                Di lì a poco aprono i cancelli, entro nel circuito e cerco di orientarmi per capire dove sono le curve che fino ad allora avevo visto solo su Youtube. Posteggio nello spiazzale vicino al paninaro e attendo con ansia (e un po’ di cagotto ?) l’arrivo di Marco che porta con sé quella che sarà la mia moto del debutto.

                Riconosco Marco perché entra in uno spiazzale con un SUV con dietro un carrello con la Yamaha R6 con delle grafiche bellissime e la “mia” Kawa ZX-7R.
                Dopo aver scaricato le moto dal carrello, insieme ad altri ragazzi iniziano le operazioni di preparazione delle moto: montaggio termocoperte, spurgo freni, riscaldamento motore, misurazione pressione, regolazione leve.
                Tra una chiacchiera e l’altra si fa insieme anche un piccolo briefing. Si fanno presto le 10 e noi ancora stiamo a parlare quando nel frattempo in pista si iniziano a sentire alcune moto che passano sul rettilineo al termine del loro primo giro. Dopo averle sentite la voglia di dare gas è tantissima e cerco di tagliare corto e di velocizzare le operazioni di ingresso in pista: mi infilo il casco e i guanti ed entro in pista dietro Marco e altri due ragazzi.

                Il primo giro è già ad un ritmo molto allegro, anche se ben sostenibile, ma tale da farmi strisciare già le ginocchia sull’asfalto.
                Dopo 4 giri appresso al trenino guidato da Marco, i ritmi via via crescono e noto che il ragazzo davanti a me con una Ducati 749 mi rallenta un po’ nel tratto misto di metà tracciato mentre va via su quello più veloce.

                Dopo qualche giro esco per riprendere fiato.. non appena mi tolgo il casco non vedo l’ora di rimettermelo per rientrare.. mi si è chiusa la vena… rientro subito ma stavolta da solo, senza Marco a farmi da lepre…e questo un po’ mi spaventa. Supero subito la paura una volta fatta la prima curva dopo l’ingresso nel circuito e vado beato e felice per i fatti miei.
                Cerco di girare da solo senza nessuno davanti ma nel frattempo le moto nel circuito diventano sempre di più, molte mi passano da tutti i lati, altre mi rallentano.
                Resto impressionato quando qualcuno mi supera, specialmente se lo fa passandomi all’esterno quando io sono col ginocchio per terra in mezzo alle varianti di metà circuito credendo di essere alla massima velocità fisicamente raggiungibile… mi impressiona ma non mi impaurisce. Mi crea più grattacapi la situazione opposta, quando qualcuno mi rallenta e sono io a doverlo superare. Ho paura di centrarlo o che non mi veda e che finiamo per toccarci.

                Ogni volta che inizio ad avvertire un minimo senso di affaticamento, come consigliato da Marco, esco dalla pista e faccio una sosta rigenerante (acqua e gatorade). Ma ogni volta che esco non vedo l’ora di rientrare. Mi sento come i bambini che vanno a mare e che vengono richiamati fuori dall’acqua dalle loro madri ma che scalpitano per rientrarci subito.
                In una di queste pause ne approfitto per parlare con Marco ed avere una sua impressione sulle mie doti di guida: credo che in parte il suo intento era quello di richiamare sulle mie spalle altre 15 scimmie urlatrici (se mai ci fosse stato ancora spazio); comunque nel darmi il suo feedback ha sottolineato che non si aspettava da me una tale confidenza con moto e pista sin da subito. Mi ha fatto notare anche l’usura delle gomme dalla quale si notava come queste abbiano lavorato bene e come entrassi forte in curva. Insomma, mi ha ulteriormente gasato!
                Effettivamente, a mente più fresca, anche io mi sono stupito del fatto che mi sono trovato subito a mio agio con la Kawa, nonostante la mia esperienza con i semi-manubri si limitasse ad una ottantina di km fatti su una Ducati Supersport S gentilmente messa a disposizione da Ducati Roma durante un test-ride.

                L’adrenalina è tanta e tra un ingresso e una uscita dalla pista le prime due ore passano rapidamente… verso la fine del primo turno la pista si svuota un po’ e ne approfitto entrare e andare al mio passo, chiedendo a Giovanna di prendermi il tempo per 2 o 3 giri. Prendo un ritmo che credo essere discreto salvo poi, dopo essere uscito, appurare che sono praticamente fermo rispetto a quelli che nei video su Youtube fanno 1.07.400! ☹
                Il secondo turno va via più o meno come il primo…qualche dolorino si inizia a sentire ma l’adrenalina è un ottimo antidolorifico!
                Esco per l’ultima pausa e rientro con la consapevolezza che quella sarà l’ultima sgasata della giornata. La sgasata però si interrompe prima del previsto: la Kawa inizia a borbottare e proprio all’ultima curva prima dell’ingresso ai box si spegne. Segnalo il problema ai commissari che mi spingono fino al box e mentre mi accompagnano penso che mi sono fatto fuori un pieno in 4 ore.
                In totale i km percorsi in pista saranno stati quasi 200, con lo stupore di Marco che, vedendomi ancora fresco e pimpante mi diceva che se avessi avuto una moto più leggera e moderna di km ne avrei potuti fare 400!!!
                Al termine dei due turni non ho ancora mangiato niente e non ho neanche fame… ho solo un sorriso che prende tutta la mia faccia e che mi accompagna nel viaggio di ritorno a Roma sulla mia Triunzella. A proposito, ma che strana la posizione di guida della mia Tiger?? In mezza giornata mi sono già abituato alla Kawa???

              • #4524
                Tomas84
                Partecipante
                • #4526
                  calus
                  Partecipante

                    Secondo me sei un talento assoluto!
                    Te lo dico perche’ trasformare la adrenalina del primo giorno di pista in energia tutta positiva ha dell’incredibile.
                    La mia prima volta e’stata meno positiva, troppe aspettative, troppa tensione nelle gambe e nel petto. Mi sono limitato al compitino e non vedevo l’ora che finisse il turno a volte.
                    E avevamo pure l’istruttore davanti.
                    Poi mi pare che ci stai pure decentemente in sella, davvero complimenti.

                    Posso dire che il Kawone ha dalla sua una spettacolare stabilita, un motore indicatissimo per la pista (vuoto in basso e cattivo in alto ma non troppo), non sbacchetta mai, in frenata sta li come una roccia, davanti e dietro. Frena benissimo ma non in modo aggressivo.
                    Difetta nelle S o nella guida anche solo lontanamente diversa da quella rotonda.

                    Secondo me ci sei andato meglio di come ci saresti andato con una R6…non ti resta che riprovarci con la 600!

                  • #4545
                    Tomas84
                    Partecipante

                      Grazie Cal ?
                      Mò, però talento assoluto mi pare eccessivo!
                      Sono solo entrato da semi-sprovveduto, senza pensare troppo a cosa stavo facendo (ero più concentrato sul disegno del circuito).
                      L’unico mio intento era quello di divertirmi senza voler dimostrare niente né a me né agli altri.
                      Poi la voglia era talmente tanta e covava da un bel pò di tempo che avevo la testa solo a girare e girare e girare.. ?

                    • #4548
                      zio franco
                      Partecipante

                        – Ninja ZX-7R,
                        – Yamaha R6 pronto pista,
                        – Triumph Daytona
                        – BMW S1000RR.
                        Su consiglio dello stesso Marco ho optato per la ZX-7R.

                        Qui Marco è stato un pò stronzetto 😉
                        Ti ha mollato quella che non vuole nessuno
                        Il Daytona era perfetto per te ed Anagni

                        • #4550
                          Tomas84
                          Partecipante

                            In effetti il motore della Daytona lo conosco già..e poi è sicuramente una moto di concezione più moderna rispetto alla Kawa, quindi avrei faticato meno. Però Marco ha agito in buona fede, dato che io per primo gli ho detto che era la mia prima volta in pista e lui quella moto la riserva ai neofiti.
                            Poi, però, al termine dei due turni ha ammesso che, nonostante fossi andato bene con la Kawa, sicuramente mi sarei trovato meglio con una moto più leggera (tipo la R6).
                            Vabè, sarà per la prossima volta!

                        • #4561
                          OMeGA Mau
                          Partecipante

                            Bravo Tomas, ben scritto, mi hai fatto incazzare la scimmia 🙂
                            Grazie anche per il numero, appena posso chiamo Marco e mi metto d’accordo….. devo solo sistemare alcune cose con il lavoro, per fortuna 🙂

                          • #4572
                            Tomas84
                            Partecipante

                              Mauro (e chiunque fosse interessato), per domenica 29 ottobre è programmata un’altra giornata di prove libere ad Anagni.
                              Io ancora non so se ci andrò ma la tentazione è forte…

                          Visualizzazione 9 filoni di risposte
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