Io l’ho conosciuto Pfeiffer. A Motodays, una decina d’anni fa, feci un’intervista doppia. Portai il mio amico Massimo Trinchero, quello che 40 anni fa saltava gli autobus con il sidecar al Motorshow, li misi assieme e li intervistai. Fu divertente.
Pfeiffer era una persona affabile e simpatica. Mi sembrò un gran fico. Ricordo che eravamo in un’area recintata. Chiacchieravamo dopo l’intervista, arrivò un padre con un bambino, gli chiese se poteva fotografare la moto. Lui facendosi capire a gesti propose al bambino di fare la foto sulla sua moto. Lo prese in braccio e si fece fotografare mentre dava la mano al bambino.
Era un fico Pfeiffer, quel giorno mi colpì molto. Poi in moto faceva cose incredibili, ma questa forse è la parte più normale della storia. Quella che ti aspetti. Quella che non ti aspetti è che lui fosse anche una persona tanto acuta quanto sensibile. E purtroppo quelli acuti e sensibili sono soggetti a volte alla depressione. Povero Chris. Deve essere stato terribile