Rispondi a: MotoGP 2023 – Ripartiamo da Marquez?

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Riccardo Matesic
Amministratore del forum

    Il problema @sec è trovare la giusta via di mezzo.
    Nelle corse da quando le seguo (purtroppo da tanto) è sempre così: si fanno dei regolamenti, si mettono delle limitazioni, e i tecnici bravi trovano il modo di aggirarle.
    In MotoGP hanno cercato strade diverse, e per una serie di motivi si sono infilati in un cul-de-sac.
    Non è solo l’elettronica. Sono le prestazioni che sono salite tantissimo, che hanno spinto la Michelin ha fare gomme di un certo tipo. Resistenti ai 300 cavalli e alle sollecitazioni estreme in curva create da una moto che va fortissimo. Poi l’aerodinamica è cresciuta, perché si poteva fare di più, e Dall’Igna è bravo a individuare le pieghe del regolamento nelle quali infilarsi per guadagnare in prestazione.
    Il risultato sono delle moto superperformanti, che magari alla fine non fanno neanche questi sfracelli sui tempi sul giro. Perché a volte con un po’ di semplicità si finisce per andare forte lo stesso. E infatti su questo Forum ogni tanto sono arrivati @fuzz o @zio-franco a farci vedere che il tempo totale di gara non è molto cambiato rispetto a una manciata d’anni fa. Perché magari passano mezza gara i piloti a risparmiare le gomme.
    E sorpassare è divenuto difficile.

    È difficile trovare la giusta via di mezzo. Di certo oggi serve un aggiustamento regolamentare. E non sarà facile trovarlo. Ci vorrà tempo. Nel frattempo confesso che degli ultimi gran premi forse ne ho visto uno. Perché non sono più così attratto dalla formula delle moto ferme, immobili, che vanno come su binari.

    Per certi versi era lo stesso anche prima però. 30 anni fa ho fatto due anni e mezzo nel Mondiale Superbike, ma già dicevo che mi divertivo di più ad andare a pulire la carenatura dell’amico Tamantini in Supertwins. Ed era un altro mondo. Ma era proprio un altro mondo.


    @sec
    , posso allargare il discorso? Si potrebbe aprire una discussione solo su questo e staremmo giorni a parlarne, probabilmente senza arrivare a una determinazione.
    Quando facevo la Superbike sono stato fra i primi addetti stampa a imporre al proprio pilota di concordare con me le dichiarazioni da rilasciare a fine gara. Aspettavo Fred (Merkel) nel parco chiuso, ci confrontavamo subito e poi lui parlava con i giornalisti. Che comunque non erano tantissimi.
    Per altri versi e in altri contesti giornalistici ho sempre spinto sul politicamente corretto.
    Oggi però – e non credo sia colpa della ricerca del politicamente corretto – c’è un’omologazione che annoia. È tutto omologato, tutto uguale.
    Dove li trovi Valentino Rossi e Max Biaggi che si tirano uno schiaffo sotto il podio? Dove trovi un Simoncelli che fa lo stronzo e poi vince? Non mi era manco simpaticissimo Simoncelli eh, però era un gran personaggio (oltre che un gran gran pilota).
    Dove trovi un pilota che va fuori dagli schemi tecnici, chiede di togliere il più possibile i controlli elettronici e guida a modo suo vincendo pure? Girando intorno a sua maestà Rossi, perché Stoner era molto più veloce.
    Tutto sparito, per una serie di motivi. Il lato folcloristico non è sparito solo per il politicamente corretto. Secondo me ci sono altre motivazioni. Il lato tecnico è sparito perché con le moto attuali il pilota conta sempre meno, e sono i tecnici a dirgli come deve guidare per andare forte.
    Spero che chi tira i fili del gioco tutto questo lo abbia capito e stia ragionando per trovare una via d’uscita. Perché la noia uccide la MotoGP. E non basta sapere che in rettilineo vanno a 360 km/h per eccitarsi.