Scegliere il miglior corso di guida sicura
Un articolo che nasce per rispondere alle vostre domande. Cosa aspettarsi da una formazione di guida sicura? Come capire se si sta scegliendo il corso giusto?
Sono molte le persone che ultimamente ci hanno chiamato, chiedendo informazioni sui nostri corsi. Curiosità legittime, che vanno oltre l’articolo di presentazione dell’attività didattica che già trovavate pubblicato qui sul nostro sito. Così ecco un secondo articolo, per rispondere a un po’ di domande ricevute nel tempo. Vediamole!
.
Perché fare un corso di guida sicura? E come scegliere quello giusto?
Si fa un corso di guida sicura per tre motivi fondamentali. Sicuramente per migliorarsi alla guida, perché tutti noi abbiamo sempre modo di migliorarci. Poi per fare il punto sulle proprie capacità di guida con il supporto di qualcuno che abitualmente insegna la guida sicura; una persona che ha abitudine a questo. Infine si fa un corso, o un nuovo corso, per ripassare quegli automatismi che con il tempo si annacquano. Perché certe cose, a parte le reali situazioni d’emergenza, è possibile provarle in sicurezza solo su piazzale.
.
Quali abilità si deve puntare a migliorare?
Sono tre gli ambiti sui quali si lavora nei nostri corsi. Il primo è la capacità di gestire il veicolo in tutte le situazioni. Il secondo è l’abilità nella “lettura” del sistema strada nel quale ci muoviamo. Il terzo è la capacità di fare fronte alle situazioni di emergenza che nostro malgrado ogni tanto ci “arrivano addosso”.
Il corso può essere mirato a uno, due o tutti e tre i punti citati.

.
Primo obiettivo: dare consapevolezza all’allievo
Consapevolezza di sé stessi, delle proprie abilità e dei propri limiti; consapevolezza del sistema strada nel quale ci muoviamo, consapevolezza di come e quanto si possa migliorare per godere di una maggiore sicurezza quando si guida una moto o uno scooter. Perché gli studi europei concordano sul fatto che molti motociclisti non si rendono conto di quali e quanti margini di miglioramento ci siano.
In questo contesto il nostro obiettivo è sempre quello di mettere l’allievo in grado di ragionare autonomamente e di guidare la propria crescita. Senza ricorrere a sistemi arcaici, tipo il “prova a venirmi dietro”.
Non manca ovviamente l’istruzione più tecnica, con molti esercizi su piazzale, che vanno eseguiti correttamente.
E la velocità? A parte gli esercizi di livello superiore, che bisogna affrontare a ritmo un po’ più elevato (60-70 km/h), per il resto non ci interessa. Ognuno va in moto come vuole e alla velocità che vuole.
Teniamo molto ai nostri esercizi, che potete vedere sulla nostra playlist di Youtube, ovviamente in una versione base, non adattata alla soggettività dell’allievo. Ma ci sono anche un po’ di immagini di allievi impegnati con le proprie moto.
C’è infine un motto che è un imperativo per ogni partecipante a un corso:
non fare con la moto una manovra da noi richiesta se non ci si sente di farla.
Fare istruzione non significa buttarsi a fare un qualcosa sperando che funzioni.
.
E alla fine?
Alla fine bisogna essere soddisfatti se un allievo ha mostrato impegno e miglioramenti. Certo che l’obiettivo deve essere quello di eseguire al meglio tutta la serie di esercizi. Qualcuno ci riesce al primo colpo, qualcun altro ha più difficoltà. È normale.
In ogni caso l’allievo deve andare via con una maggiore sicurezza che la moto lo assecondi nelle manovre che lui vuole farle fare. E a fine corso ci aspettiamo anche di aver svegliato in lui la coscienza del rischio, senza con questo avergli trasmesso paura. Perché la moto è gioia!

.
C’è un punto d’arrivo?
Non esiste! Chi scrive è anche un istruttore marzialista, e la risposta non può essere che questa. Perché anche io, a mia volta, sto ancora cercando di migliorarmi; sapendo che la perfezione è irraggiungibile. Però ci sono degli obiettivi da perseguire. Ne elenchiamo qualcuno?
- Migliorare la propria scorrevolezza fra le curve e nei tratti di strada che richiedono variazioni di ritmo
- Incrementare gli automatismi
- Migliorare la capacità di armonizzarsi con il sistema nel quale ci si muove
- Interpretare gli esercizi introducendo autonomamente delle modifiche nell’esecuzione, simulando situazioni differenti
Vi interessa il nostro approccio? Vi aspettiamo per parlarne assieme!

