Tutto per scegliere l’abbigliamento migliore per moto o scooter

Vestiti di tutto punto o casual? E come si riconoscono i capi omologati da quelli tarocchi? Come sono le etichette delle omologazioni? Una guida per fare la scelta giusta in un mercato che propone prodotti specifici per chiunque, dallo scooterista urbano al motociclista superspecializzato

Che abbigliamento bisogna comprare per andare in moto? La domanda arriva puntuale quando si fa un corso di guida a un neomotociclista. La risposta spesso è difficile. Perché a uno che vuole andare in pista è facile rispondere che serve un completo specifico. A una persona che vuole fare lunghi viaggi è facile consigliare il completo da mototurismo. Ma a chi ha una moto di cilindrata mediopiccola che vuole utilizzare tutti i giorni per spostamenti disimpegnati, cosa si può consigliare?
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Etichetta omologazione Giacche Rev'It
La Rev’It ha pubblicato sul suo sito degli schemi su come leggere le etichette d’omologazione. Li trovate tutti in fondo a questo articolo. Con un ringraziamento alla casa olandese che che ne ha concesso la pubblicazione

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L’abbigliamento moto/scooter giusto c’è sempre!

Le case d’abbigliamento tecnico non propongono solo tute in pelle o giacche pesanti per grandi macinatori di chilometri. Non ci sono solo stivali poco agili. Tutte le case hanno oggi in catalogo prodotti dal taglio casual, se non addirittura elegante, che non vengono facilmente distinti dai prodotti non specifici per moto. Si comincia dai giubbini e si continua con i jeans protettivi, passando per scarpe che somigliano a delle sneakers.

moto fuoristrada guado
Un completo specialistico è sicuramente necessario per un uso intenso
Giubbino Alpinestars casual
Ma esistono anche capi più casual adatti all’uso di tutti i giorni
Sscarpe da moto Alpinestars
E scarpe più eleganti e leggere dei classici stivali

Dimenticate anche il paraschiena rigido, oggi ci sono i nuovi materiali soffici che si induriscono al momento in cui vengono percossi da un corpo rigido. Prodigi della chimica. E i tessuti traforati fanno miracoli, regalando addirittura una sensazione migliore quando si viaggia sotto il sole rispetto alla possibilità di utilizzare esclusivamente la maglietta.

Dunque potete muovervi tutti i giorni in moto o in scooter fighetti e protetti. Con un solo risvolto negativo: l’abbigliamento tecnico costa caro. Inutile girarci intorno, dietro questi prodotti che tanto tornano utili nel malaugurato caso di un ‘incidente, c’è molta ricerca tecnologica, e ci sono materie prime pregiate. Non illudetevi allora di poter trovare affari particolarmente convenienti. A meno di improbabili rimanenze di magazzino svendute, se gli sconti sono troppo elevati, drizzate le antenne; perché a parte i canali ufficiali di distribuzione, l’offerta pullula di contraffazioni.
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Cosa serve per andare su due ruote?

Dando per scontato un buon casco (possibilmente integrale o apribile), giacca, pantaloni, scarpe, guanti e paraschiena. Anche per andare in scooter? O a fare la spesa? Dobbiamo rispondere di si. E non vogliamo addentrarci nelle motivazioni di questa risposta: preferiamo che continuiate a leggere questo articolo, senza parlarvi di statistiche d’incidenti e situazioni di pericolo.

Ovviamente c’è una giusta via di mezzo! Uno scooter utilizzato in città richiede una giacca leggera, molto casual. E anche per i guanti o le scarpe si può optare per capi tecnici ma comunque semplici; sebbene dotati di protezioni nascoste nei punti nevralgici. Del resto, pure le norme d’omologazione distinguono in livelli differenti l’abbigliamento tecnico.

Il resto valutatelo voi.
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Le norme d’omologazione

Dal 21 aprile 2018 i capi tecnici destinati all’uso motociclistico per il tempo libero, per essere commercializzati debbono essere conformi al Regolamento UE 425/2016. Tutti eccetto gli antipioggia, il cui unico compito è riparare dall’acqua, e non proteggere in caso d’incidente.

In commercio (fino all’aprile 2023) si trovano però ancora indumenti protettivi omologati secondo una norma europea del 1989, la Dir 89/686/CEE, le cui routine di prova erano descritte dal protocollo EN 13595. Il problema di questa norma era la formulazione che la rendeva obbligatoria per i “Dispositivi di Protezione Individuale” (DPI). Cosa che l’ha resa bypassabile semplicemente dichiarando che un determinato capo d’abbigliamento non era da considerarsi DPI.

Dunque l’omologazione del 1989, la EN 13595, sarebbe stata obbligatoria solo per i guidatori professionali, come il postino o il poliziotto motociclista. Ma probabilmente è rimasta spesso non applicata pure fra queste categorie.

Per dire che quando andate a comperare una giacca da moto, potrete ancora trovare qualcosa marchiato EN 13595. Più probabilmente però, troverete capi omologati secondo il Regolamento UE 425/2016, la cui routine di prove è contenuta nella norma comunitaria armonizzata EN 17092.
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Guanti da moto Alpinestars
La norma d’omologazione dei guanti è la EN 13594:2015

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Riconoscere e scegliere la giusta omologazione?

Per i capi d’abbigliamento tecnico da moto esistono tre livelli per il vestiario: A, AA e AAA.

Le prove previste prevedono resistenza all’abrasione da impatto, resistenza allo strappo, resistenza delle cuciture, stabilità dimensionale (il capo non deve ritirarsi dopo un ciclo di 5 lavaggi a condizioni ben precise) e innocuità delle sostanze utilizzate.

Il livello A è quello richiesto per i prodotti destinati all’uso urbano. Lo si trova dunque soprattutto sull’abbigliamento più casual, quello dedicato a chi si muove con lo scooter in città. Valutate questa classe di vestiario da moto se fate solo brevi tragitti urbani, a bassa velocità. E se avete poca simpatia per quei capi più connotati come tecnici.

Il livello AA è proprio dell’abbigliamento destinato al turismo su strada. Quello per tranquilli macinatori di chilometri.

Il livello AAA è quello dei capi più raffinati, quelli più protettivi, perché destinati a usi specialistici.

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zone di rischio abbigliamento tecnico
Per mettere a punto i test d’omologazione, sono state individuate e classificate diverse zone di rischio del corpo umano legate all’uso della moto

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Significa che un prodotto AAA è più sicuro di uno AA?

Non è detto! Si tratta di una classificazione più legata alla destinazione d’uso che alla effettiva protettività. E i test d’omologazione sono differenti. Quindi un capo è omologato AA e non AAA perché il suo produttore ha scelto di affrontare il protocollo AA, ritenendolo più adeguato dell’AAA; ma magari avrebbe potuto fare pure quest’ultimo. Oltre tutto, l’omologazione resta ovviamente solo indicativa della qualità di un capo tecnico. Perché i test vengono fatti in laboratorio, con macchine che producono esclusivamente un tipo di stress per il tessuto. Ma gli incidenti si caratterizzano per avere infinite variabili, e sarebbe impossibile proporre delle prove di laboratorio che le riproducessero e prevedessero tutte.

E l’airbag? Nato con il cordino a strappo, che in caso di caduta attivava meccanicamente il gonfiaggio, oggi è gestito da sensori elettronici. Serve moltissimo, perché gonfiandosi protegge la cassa toracica e la parte superiore delle spalle. Oltre che il rachide cervicale, in caso d’impatto frontale che comporti un’estensione indietro del collo. Peccato si tratti di una tecnologia ancora costosa: lo propongono diverse case, con prezzi medi che partono dai 500 euro, per arrivare ai 4mila dei top di gamma.
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Le altre classificazioni

La gamma delle possibili etichette è molto ampia.

  • La classificazione B è specifica dei capi per i quali non è prevista la presenza di protezioni antiurto
  • La classificazione C è relativa ai capi in rete, come quei gilet che trattengono le protezioni rigide e si indossano sotto la giacca
  • Gli stivali devono essere conformi alla EN 13634:2015
  • I guanti alla EN 13594:2015
  • I protettori per gomiti, ginocchia, fianchi e spalle alla EN 1621-1:2012
  • La EN 14021:2013 regola infine i protettori specializzati, come quelli usati nel fuori strada
  • I paraschiena alla EN 1621-2:2014
  • La EN 1621-4:2013 copre i protettori airbag con cordino attivatore
  • Manca ancora una norma per gli airbag di ultima generazione, quelli che si attivano con sensori di crash.

Ultima annotazione: l’etichetta deve riportare delle specifiche ben precise, accompagnate dal simbolo CE e dalla normativa di riferimento. Nella confezione deve esserci anche un opuscolo che spieghi in quale classe è stato certificato il capo che state valutando.
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Così le etichette d’omologazione

Come riportato in apertura, la Rev’It ha pubblicato sul suo sito una guida alla lettura delle etichette d’omologazione, che ringraziamo per averci concesso di riprendere. Ecco qui tutte le “label” che dovete cercare sui differenti capi d’abbigliamento al momento dell’acquisto.
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Etichetta omologazione Giacche Rev'It
Created with GIMP
label omologazione guanti da moto
label protezioni moto
label protezioni moto petto
label paraschiena moto

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