Salisburgo e Germania, la Zingarata 2022

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    • #23791
      ICE2000
      Partecipante

      Ancora una volta , con il solito gruppo di amici, abbiamo organizzato il ns giro in moto. La classica zingarata , giunta ormai alla 13° edizione. Per il 2022 la scelta è caduta su Salisburgo, con una capatina in Germania.
      L’edizione del viaggio di quest’anno privilegia piu’ le visite a luoghi naturalistici o d’interesse piuttosto che i km.
      Come da tradizione, la genesi del viaggio è lontana, in genere l’argomento si affronta nell’ultimo giorno del viaggio dell’anno precedente. Si butta lì una meta, si vede che ne pensano i partecipanti e poi ci si lavora su per tutto l’inverno. Le navigate su google maps sono un passaggio fondamentale del viaggio, sono esse stesse viaggio.

      [in fondo al report trovate una scheda con il planning dell’itinerario!]

      1° giorno giovedi’23/6
      Il mio giovedi’ mattina parte con una bella pensata: stendo il varadero in garage, garage che è piastrellato quindi grip zero. Aggiungete che ho un problema al serbatoio, dopo un certo livello di benzina, questa esce da buco del troppo pieno. Sommate le 2 cose e pensate di sollevare una balena spiaggiata di 240 kg, che piscia benzina, su di una superficie liscia come il vetro…..
      Chiamo uno dei ragazzi che si stava recando all’appuntamento e grazie a lui, altro 2 mt, riusciamo ad alzarlo.
      un po’ di bestemmie, pieno fino al punto in cui non mi esce benzina dal serbatoio e con un po0′ di ritardo incontriamo altri 2 partecipanti che hanno avuto la possibilità di partire al mattino.
      Saliamo per l’autostrada del brennero ma usciamo ad Affi, cosi’ abbiamo ridotto al minimo la noia della pianura padana e continuiamo per la ss12 fino a rovereto per prendere una provinciale tortuosa per raggiungere il lago di Cei, in cerca di un po’ di fresco.
      Erano anni che non passavo di qui, ma la siccità del 2022 si fa sentire pure qui; il lago che ricordavo pieno di persone che facevano il bagno è solo un ricordo, lasciando invece spazio ad una specie di pozzanghera verdognola.
      Il ritardo che ho fatto accumulare al gruppo ci ha fatto capitare in zona che ormai è ora di pranzo, iniziamo a guardarci intorno ma è giovedi’ è quindi è tutto chiuso.
      Ad un incrocio ad Aldeno sbagliamo a girare e ci troviamo nell’inferno della tangenziale di Trento con una temperatura infernale, dobbiamo puntare a salire verso il lago di Tovel, seconda tappa della giornata, per cercare di mangiare al fresco.
      LA strada è obbligata, salendo da Tuenno, e per arrivare al lago c’è da pagare un piccolo pedaggio di 5 euro.
      Mai visto prima il lago, anche se non c’è traccia della colorazione estiva rossa dovuta alle alghe, è molto bello. Sarà il caso di tornare per fare tutto il giroa piedi con calma; noi siamo un po’ in ritardo, abbiamo mangiato un boccone al volo allo chalet vicino alla sponda e bevuto una sacrosanta forst ghiacciata.
      Che buona la birra ghiacciata.
      Di nuovo in moto sotto un caldo infernale, proseguiamo per Cles, lago di Santa Giustina e Revo’ per imboccare poi la strada per la Val d’Ultimo, da qualche anno raggiungibile anche da sud, grazie alla nuova strada con le comode e fresche gallerie, quello che ci vuole con sto caldo.
      L’idea era di arrivare fino alla fine della valle e poi raggiungere la ns meta di giornata ma il mio contrattempo ha fatto perdere tempo, l’aver ridotto la percorrenza autostradale all’sso ha fatto perdere tempo, le birrette e le soste per il caldo altrettanto.
      Appena entrati in valle quindi, giriamo a destra e ne usciamo in direzione di Postal, dove ci attende un garni prenotato random su booking che si rivelerà invece una struttura di gran livello: garage per le ns moto gratuito, camere enormi per le ns esigenze, addirittura un parco con piscina ( nessuno aveva portato costume, amen) e colazione il mattino successivo talmente abbondante da sfare un reggimento.
      Il tempo di docciarci, scendere nel ristorante, lounge bar di fronte all’hotel a bere e ci raggiungono i 2 ritardatari, partiti da Reggio alle 17 per esigenze di lavoro.

      2° giorno venerdi’ 24/6
      Sveglia presto, colazione maxi, pieno alle moto e si parte in direzione del passo Resia, contornati dalle coltivazioni di mele e dagli arcobaleni artificiali che nascono dal sistema di irrigazione dei meleti.
      Ci sono dei lavori in strada, un traffico allucinante di trattorini che trasportano mele, piu’ simili a quelli della peg perego per i bambini piu’ che a quelli grandi, le ns moto sono piu’ ingombranti per la presenza delle borse laterali, ma riusciamo a sfilare tutti prima delle rapide e morbide curve della ss40 e saliamo di buon passo. Foto di rito al campanile nell’acqua, con bandiera del ns gruppo e procediamo verso il confine di stato. Al primo distributore incontrato acquistiamo la vignetta per l’autostrada, refill di benzina, a prezzi maggiori che in Italia, e di un caffe poco buono.
      Seguiamo la strada che costeggia il fiume Inn in direzione est, fin quasi al paese di Prutz, per seguire le indicazioni che ci portano al ghiacciaio Kaunertal, che si raggiunge con una comoda e veloce strada a pagamento che sale fino ai 2.750 metri, direttamente al ghiacciaio Weißseeferner.
      L’aria è piu’ comprensibilmente piu’ fredda e le nubi non fanno presagire nulla di buono, qualche goccia di pioggia è già portata dal vento. Alla base degli impianti di risalita del ghiacciaio, un bellissimo centro turistico ospita una mensa self service; vediamo se con una buona scodella di gulaschsuppe riusciamo a vincere il freddo.
      Non piove ma ste nuvole grigie mi convincono poco, scendiamo di quota fino a prendere l’autostrada in direzione di Innsbruck, ignorando le indicazioni per la Germania ed il Fernpass.
      Ci sta dicendo culo con la pioggia, passiamo 5 dopo che ha smesso di piovere; procediamo senza neppure mettere l’antipioggia.
      Uno dei partecipanti desidera non transitare in Germania, cosi’ anche oggi si allunga un po’ la strada procedendo per tutta l’Austria fino a Worgl dove lasciamo l’autostrada. Breve consulto su cosa fare, ma dopo una telefonata all’hotel di Salisburgo, con il mio inglese scolastico, scopriamo che la reception è aperta h24, non abbiamo fretta. Ci spostiamo su strada normale molto bella e panoramica per andare a prendere l’altra autostrada, l’ A10, che do Villach porta a Salisburgo.

      Abbiamo esaurito la buona sorte, o stiamo viaggiando troppo veloce ed abbiamo raggiunto la coda del temporale. Tocca fermarsi e mettere antipioggia. decida il lettore la divinità monoteistica da associare nell’imprecazione ai vari animali della fattoria.
      Arriviamo a Salisburgo che ormai ha smesso di piovere, raggiungiamo il ns hotel (Neutor Hotel Salzburg Zentrum, https://www.neutor.com/) e riuscimo a mettere quasi tutte me moto nel piccolo garage che, secondo accordi avrebbero dovuto garantirci.
      Solo il tunnel ciclo pedonale, che buca lo sperone di roccia sulla cui sommità sorge il castello, ci separa dalla città vecchia. ho avuto cura di trovare un hotel dalla logistica impeccabile, unico vero vanto della struttura, e tutto il centro storico si raggiunge comodamente a piedi.
      Per gli standard locali si sta facendo tardi per cenare, ci guardiamo un po’ intorno ed adocchiamo una bella birreria tipica, con la cucina ancora aperta, la Zipfer Bierhaus (https://www.zipfer-bierhaus.com/) e via con il tripudio di carnazza e birrette.
      Niente giretto della Salisburgo notturna, torniamo in hotel sotto un forte acquazzone, senza ombrello e senza nulla di impermeabile. Avremo modo di recuperare.

      3° giorno sabato 25/6
      Nella programmazione del percorso e dal breve confronto tra i partecipanti, era emersa la necessità di fare un po’ piu’ i turisti e non fare 12 ore di moto tutti i giorni. Scelta saggia per un anno nel quale la benzina sfiora o supera i 2 €/lt, quindi cio’ che si risparmia in percorrenza lo mettiamo in esperienze e visite.
      Il planning della giornata prevede l’escursione alla grotta di ghiaccio per la mattina e le miniere di sale di Hallein per il pomeriggio. Le 2 località sono a sud di Salisburgo, a meno di 1 ora di strada la piu’ distante delle tue, tappe imperdibili se si è a Salisburgo a dormire.
      Saggiamente avevamo fatto i biglietti on line da casa, risparmiando tempo e soldi, e fissato la visita per il primo orario utile,la sveglia presto non è un problema.
      Pezzettino di autostrada A10 per non perdere tempo, usciamo a Werfen e seguendo le indicazioni saliamo tra le nuvole per una ripida strada che in pbreve ci porta ad abbracciare con lo sguardo tutta la valle del fiume Salzach ed a superare in altezza addirittura Fortezza di Hohenwerfen.
      Lasciamo le moto nel parcheggio del centro visitatori, ci siamo solo noi e ci incamminiamo per un primo pezzo a piedi di 20 minuti. La camminata in montagna in salita non è la mia passione, neanche male che mi sono vestito piu’ da escursionista che da motocislita, e la salita è troppo ripida per i miei gusti.
      MA le brutte notizie non sono finite, si arriva infatti alla stazione della funivia, 3 minuti di paura e delirio per una salita quasi verticale. Per fortuna le nuvle basse non mi fanno percepire l’altezza.
      Altri 20 minuti di faticosa camminata, fatta con giacca da moto addosso, e si arrivo all’imboccatura della grotta.
      LA grotta di ghiaccio non c’entra nulla con il sale e le miniere. E invece l’apertura di un sistema di km e km di gallerie che scende nel ventre della montagna. LA differenza di temperatura tra dentro e fuori e le gallerie una sopra l’altra creano un incredibile effetto camino per l’aria che nel primo km della grotta crea un fantastico mondo di ghiaccio che sembra di stare nel film Frozen.
      Il problema di sta roba, che una volta entrato, dopo aver affrontato un impressionante vento, è che si sale per una serie infinita di gradini, con la temperatura a 0 gradi. Altro che covid, se non mi è venuta la polmonite a sto giro non mi viene piu’. La guida sale come uno stambecco raccontando in tedesco ed inglese lo spettacolo a cui stiamo assistendo.
      Contro i pronostici dei bookmakers non ci lascio le penne a fare i gradini, e neppure a rifare 20 miniuti in discesa. Il problema è la funivia: il sole ha scaldato l’aria e dissolto le nuvole della salita, la montagna si staglia sulla valle del fiume in tutta la sua belezza. Non sono solo a non gradire la vista, io faccio la discesa con la testa appoggiata alla piega del gomito, un altro dei miei soci guarda in alto. Spariamo cazzate tra di noi per dissimulare il disagio, 2 crucchi che dividono con noi 6 la cabina a momenti si pisciano sotto dal ridere.
      Analisi semiseria di sto cazzo di grotta a vantaggio di chi volesse replicare l’esperienza, comunque assolutamente imperdibile: a mio parere il sito internet non pone sufficiente attenzione su abbigliamento ed attrezzatura per escursione. Io metterei un bell’adesivo tipo i cd rap con il parental advisory.
      Danno solo informazioni giuste sui tempi di percorrenza. Dentro ci sono 0 gradi reali, 1400 fotutti gradini. non c’è un punto dove fermarsi e riposare un attimo. I pezzi in piano sono solo poche decine di centimetri. Da una parte si sale e dall’altra si scende. La guida è solo 1 e sta davanti. Vengono distribuite una lambada ogni 2 persone. Servono le scarpe da trekking, chi di noi aveva scarpe da moto con suola liscia, in alcuni pezzi ha rischiato di cadere; non scarterei i bastoncini, anche se non li ho mai usati, per le 2 camminate di 20 minuti( moltiplicare per 2 a/r).

      Siamo in perfetto orario sulla tabella di marcia, di nuovo in moto per una mezzorata di strada, risaliamo verso nord fino ad Hallein e appena si viaggia verso il paese le indicazioni per la miniera sono abbondanti ed a prova di idiota.
      PAssiamo il sito della miniera per salire un po’ di quota e trovare da mangiare. Il dehors di un ristorantino ci consente di gustare il giusto mix di birra fredda, carne zuppe e trota.
      Hallein è solo una delle molte località della zona famosa per le miniere di sale, non so se la piu’ bella, a noi tornava comoda per il ns itinerario e l’abbiamo inserita per questo motivo.
      Anche per le miniere avevamo prenotato in anticipo on line, quando ci sono tutti gli iscritti al ns slot temporale delle 15.00, ci fanno accomodare in un camerone e ci fanno vestire tutti come i minatori: 50/60 persone tutte vestite di bianco, sembriamo piu’ che altro i pazienti di un manicomio piuttosto che i visitatori della miniera.
      Il primo pezzo si affronta a bordo di un trenino dove si sale a cavalcioni di una specie di tronco, poi si passa ad affrontare il pezzo a piedi.
      LA guida, che parla ancora una volta prima in tedesco e poi in inglese, si alterna nelle spiegazioni a filmati proiettati sulle pareti e ad alcuni oggetti usati nella miniera in epoche piu’ o meno moderne. Solo da pochi anni il sito ha smesso di cavare sale perché ormai antieconomico
      C’è da scendere di un livello per alcuni metri, risolviamo il problema usando uno scivolo in legno come facevano i minatori. Tra di noi ci dividiamo in 2 squadre, 3 contro 3 e scendiamo, lungo la discesa si viene fotografati con l’auto velox, troppo divertente. La mia squadra supera i 20 km orari, gli altri addirittura i 27, ma hanno barato: uno di loro c’era stato con la famiglia e lo sapeva.
      Si prosegue e oltrepassiamo, non so quanti metri sotto terra, il confine con la Germania. Speriamo non scoprano il ns amico….
      Altro scivolo, stavolta senza velox e poi tocca salire su di una barca che attraversa la vasca dove decantava l’acqua usata per l’estrazione del sale. Uno spettacolare gioco di luci ricrea un castello e segna la fine della visita.
      Bella anche questa visita, dal carattere molto piu’ ludico della precednete, abbiamo fatto stra bene ad inserirla nel nostro programma.
      Riconsegnati gli strani vestiti da carcerato/minatore non ci resta che tornare in hotel a saliburgo, docciarci e prepararci ad uscire per la citta by night.
      La movida si concentra nella parte della città sulla sponda destra del fiume Salzach, nel primo locale che ci ispira ci beviamo qualcosa, prima di andare a cena in un’altra osteria tipica, la Sternbrau(https://www.sternbrau.at/) che alterna vetrate di design a spazi piu’ tipici ed un fantastico biergarten ricavato in un chiostro con alberi, per garantire l’ombra durante il giorno.
      Consueta strage di birre chiare e ciccia e facciamo 2 passi per il centro. gelatino di livello in una gelateria nella quale il gestore è venuto in Italia ad imparare l’arte del gelato.
      Arriviamo ai piedi della rocca del castello, ma la funicolare ormai ha terminato il servizio, sappiamo cosa fare domani prima di cena.
      A letto che pure domani ci si alza presto

      4° giorno Domenica 26/6
      Stiamo facendo piu’ fatica a fare sta vacanza che ad andare a lavorare: alle 8 e qualcosa siamo già pronti a partire.
      Il Cassa non è interessato alla meta di giornata, ci ribecchiamo dopo pranzo sui laghi salisburghesi.
      Il resto della banda naviga verso la Germania e Berchtesgaden: saliremo al nido dell’aquila, lo chalet fatto costruire da Hitler.
      Si arriva al terminal dei bus e facciamo il biglietto per salire al nido dell’aquila che ha perso , giustamente, ogni riferimento al , infatti ora ospita un ristorante.
      La strada sale ripida sul fianco della motagna e dopo poco si arriva al primo punto panoramico: un affaccio sulla pianura, cosi’ vasta da far percepire la curvatura dell’orizzonte.
      Un tunnel porta all’ascensore d’epoca che porta allo chalet. Ancora piu’ in alto la vista si completa: il Konigsee da un parte, basse collinette e la pianura per tutto il resto che lo sguardo puo’ abbracciare.
      Un finto burbero cameriere ci fa accomodare ad un tavolo. Paese che vai usanza che trovi: a qualsisi ora del giorno, appena si siedono, i tedeschi/austriaci sorseggiano birra e noi non vogliamo essere da meno. Un po’ di salumi e formaggi per fare fondo e via che ci lanciamo nel ns brunch d’alta quota.
      Abbiamo un orario ed un bus assegnati per il ritorno, volevamo anticipare la corsa ma tra la merendina e l’ascensore, ora che c’è molta piu’ gente, non avrebbe piu’ senso, avvisiamo Beppe che arriveremo lunghi all’appuntamento al lago ma già mangiati.
      Benzina, la piu’ a buon mercato del viaggio, e saluto ad Alan che da qui deve rientrare per dormire a Reggio, per lui fine della vacanza.
      Noi torniamo in Austria e con l’autostrada A1 cerchiamo di recuperare un po’ di tempo perso, fin a giungere a Unterach am Attersee.
      Ora capisco perché ai crucchi piace tanto il lago di Garda, è cio’ che hanno a casa loro ma in salsa italiana.
      E’ domenica e fa un caldo infernale. Le coste dei laghi qui sono un’ alternanza di accessi al lago privati e pubblici, la superficie del lago è pina di barche, vele e sup. Peccato non aver portato il costume, un bagnetto ci stava da dio.
      Ma noi duri e puri motocilcisti, ma anche un po’ stronzi, ci rimettiamo in strada, per raggiungere Bad Ischl e poi di nuovo, in un orario piu’ che decente, il nostro hotel a Salisburgo

      Per l’aperitivo optiamo per il Castello, quindi funicolare per salire e ci godiamo la vista dall’alto della città.
      L’enorme castello, che occupa in pratica tutta la rupe che sovrasta la città, è una città nella città e c’è da visitare un mucchio di roba. Per fortuna hanno pensato bene di dotarlo di un bar che offre una terrazza meravigliosa sulla citta, ci godiamo la vista facendo aperitivo.
      Verso ora di cena , il bar chiude tutto il personale si trasferisce al ristorante attiguo; noi preferiamo riprendere la funicolare e cercarci da mangiare in centro.
      E’ domenica sera e la metà dei locali è chiusa, c’è la metà della gente in giro; evidentemente in Austria la domenica sera st sta in casa. Giriamo e non troviamo nulla che attiri la ns attenzione, metti che chiudano anche prima le cucine… torniamo nella birreria della sera precedente visto che siamo stati ottimamente.

      5° giorno Lunedi’ 27/6
      Dopo colazione e rimesse le moto in assetto da viaggio, di nuovo siamo sull’autostrada A10 verso sud in direzione di Villach. Non abbiamo pero’ nessuna intenzione di arrivarci e rientrare via Tarvisio, piuttosto usciamo un paio di “caselli” prima e saliamo per una strada in mezzo al bosco, in cerca di un po’ di quota e fresco.
      Scolliniamo ed entriamo nella valle del fiume Gail, per salire poi rapidamente per la Nassfeld Strasse fino al passo di Pramollo, ultimo confine di stato Italia Austria che mi mancava per completare la collezione.
      Appena arrivati In Italia, al primo bar ci beviamo qualcosa, e salutiamo Michel che ha urgenza di tornare, per lui autostrada scelta obbligata.
      Noi 4 reduci, cercando di rinviare l’inevitabile caldazzo che ci attende in pianura, andiamo in direzione di Tolmezzo e poi del Cadore, cercando di viaggiare con qualche grado di meno.
      Il passo Muria ci porta sfiga ancora una volta, tutto chiuso e solo a Lorenzago, all’alba quasi delle 15, troviamo un ristorante aperto per mangiare un insalatone fresco e leggero. Abbiamo cosi’ caldo e cosi tanta strada da fare che andiamo ad acqua, cosa mai vista.
      Con il caffè, aggiungo l’ennesima spesa alla ns fida app justsplit e tracciamo la riga per dividere le spese, cosi’ vediamo chi deve dei soldi a chi.
      Come da tradizione facciamo finta di buttare li’ mete per il 2023, ma sappiamo tutti benissimo che è la Corsica che ci attende per una nuova zingarata, dobbiamo tassativamente inserire il monte Cinto e Corte, tralasciati in occasione del ns ultimo soggiorno sull’isola.
      Nel tratto di statale che lambisce Longarone, sono piu’ attento a vedere quando spunterà il grigio profilo della diga del Vajont che la strada. E’ sempre impressionante vedere la diga, sopravvissuta in pratica a sé stessa.
      Ultimo rifornimento e ci salutiamo con gli altri ragazzi, l’ultima delle ns tradizione e che si torna a cazzo di cane, ciascuno in base alla voglia che ha, alla fretta ed alla sopportazione al caldo.
      VA cosi’ in archivio il ns viaggio 2022,siamo stati bravi abbiamo organizzato un bel viaggio e ci simao diveriti un mucchio. E’ emerso che per il futuro, dovremo avvicinarci a casa con il pernottamento dell’ultima notte via, il tappone marathon da 700 km con il caldo infernale ci ha ufficialmente rotto i coglioni.
      Google maps mi attende per iniziare a sognare già sul viaggio 2023 e la Corsica.

      Ed ecco il planning del nostro viaggio



      E qui c’è anche la scheda con le nostre moto e le zingarate precedenti 😀

    • #23795
      Mastic
      Amministratore del forum

      Che poi, per quello che ho capito, domani arriva anche una raffica di foto?!?!? 😀

    • #23799
      ICE2000
      Partecipante

      lago di tovel

    • #23804
      zio franco
      Partecipante

      Lo aiuto io ?

      Così non pensa di avere avuto sfortuna col meteo

      1° Maggio

      Lo scivolo delle miniere di sale

      I fondamentali ragazzi !

      Il circuito caxxo !!

    • #23811
      ICE2000
      Partecipante

      Un po’ di foto!

      foto del gruppo al passo Resia

      salita al ghiacciaio

      Kaunertaler Gletscher

      rimedio al freddo

      ciò che resta del ghiacciaio

      la grotta di ghiaccio

      dopo il pranzo, è stata la volta delle miniere di sale

      Salisburgo

    • #23825
      Mastic
      Amministratore del forum

      Ma che bello!

    • #23827
      ICE2000
      Partecipante

      nido dell’aquila

    • #23948
      Mirco Marzotto
      Partecipante

      Gran bel giro, complimenti. Qualche anno fa ci sono passato anch’io da quelle parti … però fatto solo strade

    • #23952
      ICE2000
      Partecipante

      ciao guru

    • #23953
      Mirco Marzotto
      Partecipante

      Grossomodo questo

      P.S. qualche giorno fa, fatalità ho fatto anch’io un giretto al lago di Cei, però il periodo migliore per visitarlo è l’autunno per il foliage. Scriverò due righe con qualche foto più avanti

    • #23963
      lukethebike
      Moderatore

      Nicola,
      senza parole….

      Bravissimi tutti e grazie della condivisione.

      Ciao ed alla prossima Zingarata!

    • #23986
      ICE2000
      Partecipante

      sei tornato dal giappone luke? devi spentolare alla sagra del peperone d’altino

    • #23991
      lukethebike
      Moderatore

      Eh si devo spentolare…
      Stasera prove con tutto il Team…
      Mi sa che mi devo prendere qualcosa per il fegato… stanno dicendo che ognuno deve portare una boccia di vino…

    • #23993
      Fuzz
      Partecipante

      Bravi! 🙂
      bel giro, però…di a Santi, di non farseli i primi piani, potrebbero esserci dei bimbi 😉

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