Andare forte in moto

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    • #19155
      Mastic
      Amministratore del forum

      Sono un paio d’anni che @lukethebike, in occasione del suo Technical Forum, ad Atessa, mi riserva uno spazio per parlare di sicurezza stradale.
      Quest’anno, insieme all’amico Andrea Padovani, abbiamo utilizzato tale spazio per parlare di sicurezza partendo dalla fine. Dal come si va forte. Anzi, dalla dote che accomuna tutti quelli che vanno forte sul serio. I professionisti.

      In Home trovate il lancio dell’intervento in video.

      Ogni vostro commento, critica o contributo sarà benvenuto. Anche ogni ulteriore domanda di approfondimento 🙂

    • #19158
      zio franco
      Partecipante

      Ce ne parlano Riccardo Matesic e….

      …e basta perchè Il Padovani non si vede e sopratutto non si sente 😉

      Seriamente ci sarebbe da fare un discorso molto lungo sulla strada,avendola frequentata da mezzo secolo e sopratutto avendo conosciuto da vicino chi ne ha fatto uno sport,il tema è molto vasto,a differenza della ripetitività della pista

      Il primo tema che mi viene in mente è il margine,il margine che ognuno di loro stradaioli si tiene e che a maggior ragione teniamo noi amatori
      L’ho imparato al TT,ho visto il mezzo metro che ognuno di loro,a propria scelta,si tiene dal “edge”,così chiamano il confine utilizzabile,il confine non è solo l’asfalto, è la sommatoria di tutte le variabili,materiali e mentali
      E questo è variabile appunto,puoi scegliere come ma non quanto,proprio per l’alternanza delle condizioni che in pista non sono contemplate
      Ecco la difficoltà degli stradisti a trasformarsi in pistaioli,la programmazione del gesto,essendo ripetitiva e calcolata non è una opzione,e quindi necessita di un cambio di mentalità di approccio che non sempre è gradita o possibile
      Cioè detta male,anche a me rompe le scatole ripetere allo sfininimento un gesto calcolato per piacere personale,perchè poi la competizione non c’è,trovi sempre chi lo fa meglio e prima
      In strada no,perchè c’è sempre quel margine da cui attingere,dipende da quanto sei disposto a erodere al tuo “edge”,il confine in cui si ha paura ma si fa lo stesso.
      E questa è anche una giustificazione mentale : “lo saprei fare molto meglio ma non voglio per scelta” che è appagante,giustifica sempre tutto e fa stare in pace
      Forse anche per questo siamo finora sopravvissuti 😉

    • #19161
      lukethebike
      Moderatore

      Pochi avrebbero potuto sintetizzare meglio di @zio-franco lo stato mentale e le differenze attitudinale tra strada e pista.
      Grazie!


      @mastic
      e Pado ci hanno parlato di attitudini e comportamenti con una naturalezza invidiabile dovuta alla grande esperienza professionale ed anni di Guida Sicura, Corsi e Competizioni.
      Grazie! E questo spazio all’interno del Technical Forum andrà programmato ogni volta che facciamo l’Evento e lo evolveremo.

      Poi c’è Lei, la Moto.
      Va dritta, curva frena accelera.
      Lo fa attraverso il contatto al suolo (cerchio di attrito) e risponde a leggi fisiche ben precise.
      I Nostri comportamenti per farLe fare tutto ciò bene sono invece Tecnica. Pura, sopraffina, sensibile.
      Un poco di umiltà farebbe frequentare corsi di guida sicura per apprendere tale Tecnica.
      E Voi, amici miei, che siete Saggi e grondanti di Esperienza, dimostrate che per assurdo Vi mettete in gioco e siete sempre i più attenti a queste “lezioni”. Ma quello che vedo in giro è superficialità, supponenza, e convinzione che si è imparato tutto. E se si sopravvive, la colpa è sempre di tutto e tutti tranne del vero responsabile.

    • #19162
      Mastic
      Amministratore del forum

      Imparare a mettersi in discussione, Luca, è una cosa difficilissima per tutti noi.
      Parlo in prima persona, perché ovviamente è un problema anche mio. Lo combatto. E ho la fortuna, insegnando, di essere un po’ costretto a mettermi in discussione. Perché devo confrontarmi con gli allievi, avendo subito il polso se le cose che dico e faccio fare sono corrette o sono cazzate. Anche il dover far vedere gli esercizi, mi costringe a mettermi in gioco.
      Però serve tanta elasticità mentale. E in molti non ce l’hanno.

      Serve mettersi in gioco? Racconto sempre un aneddoto. Nel 2015 mi sono iscritto al corso di guida in pista one-to-one con Freddie Spencer. Un regalo, visto che ero sempre stato tifosissimo di Fast Freddie. Non gli ho detto che anche io insegnavo. Abbiamo girato in pista assieme, poi lui mi ha fatto vedere il mio video e mi ha detto: “ti avviti con il corpo”.
      Ho risposto subito che non era possibile. Perché passavo il tempo a correggere questo errore ai miei allievi. E lui ha continuato: “ti avviti. Vieni a vedere il video con me”.
      Aveva ragione (ovviamente).
      Ecco, mettersi in discussione serve sempre. Anche quando si è stupidamente convinti di non averne bisogno.

      Ah, se siete curiosi di vedermi in pista con Spencer, ecco il video:

    • #19164
      lukethebike
      Moderatore

      Ciao @mastic.
      E’ esattamente quello che intendevo.

      Sono proprio i più bravi e paradossalmente coloro che ne hanno meno bisogno i più interessati a questi argomenti.

      E meno male che te e @zio-franco ci siete sempre per arricchirci con ottimi consigli. Sempre conditi con toccanti storie vissute.

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