Rispondi a: Lo strano caso della cintura di sicurezza
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Bello questo approccio differenziato di @zio-franco e @aquilasolitaria.
Lo aspettavo zio, e non ha tradito le attese. Di Aquila e della sua doppia personalità non sapevo.
Credo che nei nostri comportamenti, qualcosa ci deve scappare per forza. Siamo attenti a tutto, ma poi facciamo la cavolata coscientemente. Perché tutto non può andare. E anche @anto, che appare così ligio alla divisa aziendale e alle protezioni quando va in moto, da qualche parte qualche cazzata la fa. Perché è umano.
Allora, io adesso potrei pontificare con Aquila che le protezioni servono eccome in moto. Sperimentate anche sulla mia pelle, cadendo a velocità differenti (ho fatto molti test a riguardo) e scoprendo che protetto (l’ultima volta in scooter), posso rialzarmi e andare a fare una riunione di lavoro senza un graffio, solo con tante madonne.
Però poi mi concedo in estate il giretto in maglietta a maniche corte. Dico che vado piano, poi, la primavera, quel bel rettilineo dove il motore si stende così gradevolmente, la sensazione adolescenziale (perché in motorino andavo in maglietta) della maglietta che ti sbatte addosso e… ogni tanto la cavolata ci scappa. Raramente, sempre più raramente.
Mi piace questa piega della discussione.
Il mio articolo voleva proprio indagare nelle pieghe delle nostre personalità. Per capire perché non mettiamo la cintura, pur sapendo che serve.
Grazie
