Rispondi a: Considerazioni dopo le elezioni politiche del 2022
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Io credo che non chi fa politica non sappia più cosa fare e a chi correre dietro. Una volta era più facile: c’erano 3 grandi blocchi: gli operai, i borghesi e i nobili. Portavano con loro delle preferenze politiche ben definite, avevano un ben preciso peso percentuale, e tutto sommato sapevi a chi parlavi e per ottenere cosa.
Oggi il panorama davanti al politico è frastagliato. Ci sono persone agiate e progressiste, persone meno abbienti e conservatrici, alcuni guardano alla possibilità dell’uomo forte, altri guardano ai valori tradizionali, a volte alla religione. Il dato di fatto è che gli strateghi hanno un’idea della composizione della popolazione e impostano una linea politica come un puzzle, per acchiappare consensi e cercare di allargare la loro base.
Kamala Harris si è trovata davanti il problema di Israele, ad esempio. C’è tutto il mondo contro la politica guerrafondaia di Israele, ma ci sono anche molti ebrei che invece l’approvano. E si finisce per fare il pesce in barile. Idem con l’aborto. Si, la Harris s’è schierata, è vero, ma troppe volte ha cercato di strizzare l’occhio all’altra parte.
Ho letto la lettera di Bernie Sanders post elezioni (cercatela), e dice che la sinistra non ha più il coraggio di fare la sinistra. Come da noi il PD, che da 20 anni è il miglior alleato della destra.
E allora è difficile. La politica oggi si fa per slogan, perché tutto si gioca sui social, con messaggi facili e brevi che arrivano a destinazione.
E se guardiamo all’Italia chi ha avuto successo? Berlusconi, Renzi, Grillo. Tutta gente che lanciava messaggi da 140 battute, slogan che non dicevano un cazzo, non spiegavano nulla, non approfondivano niente, ma erano dirompenti sui social. E pure un certo Salvini, che però poi si è rivelato tanto stupido da implodere su sé stesso.
Quindi, secondo me in America è difficile. Molto difficile. I dem dovranno trovare il coraggio di alimentare nuovamente un’ondata di fiducia e di ottimismo. Come fece Obama nella sua prima campagna elettorale. Fu geniale. Ma anche casuale.
