Rispondi a: Mi farebbe uno sconto del 60%? Ah no? Come mai?
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Grazie per le vostre interessanti opinioni. Era ciò che cercavo.
Parto dalla fine, dalla frase di Bob sui figli. I figli si fanno perché nonostante tutto abbiamo una speranza, e sogniamo di vivere una vita normale, stile mulino bianco. Poi ti fai tante domande, ti fermi a pensare e ti senti in colpa. Perché magari ragionando ti viene il dubbio che li hai fatti per egoismo. Certo.
Giada legge e aggiunge: se i figli li facessimo fare solo a quelli che pensano davvero che il mondo sia un bel posto, saremmo certi che questo posto resterebbe sempre quello che è. O forse peggiorerebbe anche. 😉
Quanto al dubbio di Sec (Resta sempre un dubbio, che ti lavora entro e forse condizionera’ le scelte future. Per adesso goditi il momento. 😉).
No, questo dubbio l’ho avuto molti anni fa. Molti molti. Perché è dal 2008 che per noi giornalisti è partita la campagna dei saldi. La mia professione è passata dall’essere una professione di privilegiati (ho preso anche 2.200 euro per un articolo in passato) a una professione di accattoni, con i grandi giornali che a volte ti propongono di lavorare gratis o a 3-5-7-12 euro a pezzo. Un collega mi ha chiamato poco tempo fa. È un altro come tutti noi freelance che cerca uno sbocco (io lo sono per scelta da sempre, ho rifiutato diverse proposte d’assunzione, perché guadagnavo molto di più ed ero libero. lui lo è diventato per scelta subita). Spera in una buona proposta di collaborazione, e mi ha chiesto consiglio su un’offerta che ha avuto. Compensi bassissimi, ma la possibilità di fare 4-5 articoli al giorno.
Gli ho risposto che così deve necessariamente abbassare molto la qualità del suo lavoro. Cosa che evidentemente all’editore e al direttore, e al caporedattore, non interessa. Ma la firma in fondo all’articolo è la sua.
Io a queste condizioni ho scelto di non lavorare molti anni fa. La scelta è digerita e non ho neanche ripensamenti. Lo sconto (che comunque ho fatto) non può diventare eccessivo. Altrimenti cali con la qualità e piano piano vai al livello di un ragazzino alle prime armi.
Tra l’altro, seguo delle newsletter specifiche che denunciano le bufale sulla stampa e gli errori delle pubblicazioni. La verifica delle fonti non si fa più, i grandi giornali si copiano. Se uno fa una traduzione sbagliata dall’inglese, escono tutti con quella traduzione sbagliata.
Due giorni fa ho letto una notizia succosa. Su un quotidiano molto molto autorevole che uso quotidianamente per essere informato su cosa sta uscendo dal Palazzo. Mi sembra un po’ strano non averne sentito parlare. Chiamo il dirigente di un ente che segue al Ministero quella materia e… hanno preso una toppa. Hanno rilanciato per errore una cosa vecchia. Ovviamente non ho fatto nessun articolo rilanciando una notizia sbagliata. La cosa è morta lì. Chi mi pagherà per un articolo che non ho fatto? Eppure sono stato serio, ho fatto la verifica delle fonti, ho fatto il bravo giornalista e ho evitato al mio editore di uscire con una notizia falsa.
Infine racconto una storiella sentita in una puntata di Quarck, sempre molto attuale. Qui poi c’è Stefano, che fa il meccanico.
Una signora porta la macchina dal meccanico per un difetto di funzionamento. Il meccanico alza il cofano, la guarda, prende un martello, dà un colpo su un componente e la macchina torna a funzionare perfettamente.
La signora felice chiede: quanto le devo?
10 euro
Ma come, dieci euro per una sola martellata?
No signora, la martellata costa 10 centesimi. Gli altri 9 euro e 90 sono per sapere dove darla la martellata.
Buonanotte a tutti
