Rispondi a: MotoGP 2023 – Ripartiamo da Marquez?

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Partecipante

    Ma figurati…. discutere sulle opinioni dovrebbe essere proprio “obbligatorio”! 😀 😀

    Certo che la domanda di Orso e’ retorica, lo dice lui stesso! Pero’ anche io insisto, un senso ce l’ ha eccome, proprio perche’ – come dici proprio tu – “un nome alle cose a volte viene dato in un certo modo solo per comodità/brevita/opportunismo ecc.”

    Ecco.. quando lo fai per comodita’ ed opportunismo, nascono dei problemi, perche’ il senso delle parole e’ importante e qualche volta (aehmmm…. spesso) viene male interpretato.

    Il punto qui e’ stabilire se il motociclismo e’ uno sport individuale o di squadra: se e’ uno sport individuale allora va bene chiamarlo “campionato piloti”. Me se non lo e’….

    In questo senso, gli sport motoristici sono sempre stati un’anomalia perche’ negli sport di squadra non vengono distribuiti premi individuali bensi’ solo “gratificazioni”. Top scorer, miglior giocatore, miglior difensore etc etc. Il trofeo e’ sempre di squadra e vince la squadra che ha battuto le altre o quella che ha fatto piu’ punti.

    Tralasciamo il sottilissimo dettaglio che anche negli sport individuali c’e’ sempre un velato contributo di una mini-squadra, fosse altro l’ allenatore, il manager o anche la semplice famiglia dell’ atleta (andate voi a competere dopo aver litigato con vostra moglie 😀 😀 :D) … ma resta l’ impressione che lo sforzo agonistico e’ puramente individuale, sopratutto negli sport che non richiedono strumenti tecnici particolari (atletica, tennis, nuoto e via dicendo).

    Beh? Gli sport motoristici? Sono sport individuali o di squadra? L’ ha detto anche zio Franco: nessuno puo’ stabilire quanto contribuisce il pilota, quanto il capo-tecnico, quanto il team manager, quanto i singoli meccanici e quanto la moto, che a sua volta e’ lo specchio del lavoro di tutto il team – tra ingegneri e operai/artigiani – che progettano e costruiscono ogni componente ed amalgano/affinano il tutto.

    Se dovessimo azzardare che siano sport di squadra (che non e’ balordo, anzi…) … beh…. allora il titolo assegnato di “Campione del mondo piloti” non mi pare esattamente azzeccatissimo e crea non pochi problemi. Pensate al pasticcio “Sepang 2015”: ce lo saremmo evitato molto volentieri! 😛

    Insomma: Sull’ albo d’oro della NBA tra il 1991 ed il 1998 spesso c’e’ scritto “Chicago Bulls” (e non Michael Jordan). Il mondiale di calcio 1986 e’ stato vinto dall’ Argentina (e non da Diego Maradona). I titoli in serie del Brasile ‘anni 70? Di fatto era la squadra di Pele’… ma non lo leggi sull’ albo d’ oro.

    Io dico che c’e’ un’ anomalia. Ma mica sto dicendo che bisogna cambiare qualcosa. E neanche Orso. L’ appassionato le sa leggere da se’ certe cose, le mette subito in prospettiva. Dell’ etichetta se ne frega un cazzo.
    A parita’ di moto Marquez darebbe una pista a ‘sti pischelli… campioni del mondo o meno. Ha ragione Ric.
    Il problema non lo crei all’ appassionato. Il problema lo crei al tifoso che non ne sa molto. Cosi’ come hai chiamato le cose….magari quello se la beve davvero che il pilota “campione del mondo” e’ davvero il pilota piu’ forte… cosi’ come si beve che esiste davvero “il pilota piu’ forte della storia”.

    E dato che gli appassionati sono sicuramente MOLTI di meno dei tifosi….

    Dobbiamo forse dimenticare che il pilota “piu’ forte del mondo” – nonche’ “piu’ forte della storia” – quando ha visto la mala parata se l’ e’ presa subito con la “moto di merda”, concetto LETTERALMENTE espresso da un noto giornalista di professione? (scusate la battutina velenosa…. ma quando ci vuole 😛 )

    Cambiate il nome, ascoltate Orso…. Non cambia nulla dal punto di vista tecnico/sportivo, ma sai quante magagne/cazzate/pettegolezzi/risse da bar ci risparmiamo?