Rispondi a: Andare forte in moto: conta più il cuore o la formazione?

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#24094
Riccardo Matesic
Amministratore del forum

    Dunque, come detto, il culo serve sempre. Però, se c’è quello bravo che riesce sempre (o quasi) a tirarsi fuori dalle situazioni d’impaccio, un motivo deve esserci.
    La realtà è che anche in situazioni come questa c’è molto da fare.
    Mi riesce sempre? Col cavolo!
    Non riproverei il numero di ieri, manco sapendo che arriva la macchina e preparandomi per tempo.
    Però non posso negare di essermi compiaciuto con me stesso per aver reagito nella maniera migliore.

    Ho fatto quello che ha scritto @fuzz. Ho raddrizzato il più possibile e il più velocemente possibile. Ho cercato la traiettoria diagonale rettilinea più lunga possibile. E mi sono attaccato ai freni. Ricordandomi anche che il posteriore del Beverly fa schifo, e blocca subito la ruota. Mi è scivolata la gomma un po’, ma sono riuscito a modulare.

    Ice ha tradotto quello che ho scritto nel messaggio più su.
    Schemi motori. Noi utilizziamo schemi motori nei nostri movimenti. Sono movimenti più o meno semplici dei nostri arti e del nostro corpo che noi abbiamo acquisito e facciamo con un costo neurologico bassissimo.
    Pensate di portare la tazzina di caffè bollente alla bocca senza averlo mai fatto. Sarebbe difficilissimo azzeccare la misura per arrivare alla bocca senza scottarsi, senza tirarselo addosso, senza mettere la tazzina un po’ più in alto o un po’ più in basso. Invece tutti noi abbiamo questo schema motorio ben caricato e oliato nel nostro cervello e lo ripetiamo senza problemi quando serve. Lo mettiamo in atto.
    Anche il violinista, che con le dita azzecca la nota al decimo di millimetro, senza avere una tastiera. e lo fa in maniera velocissima.

    Limitarsi a spiegare a qualcuno cosa fare in una determinata situazione, senza farlo provare per creare poi lo schema motorio, è inutile. Avere uno schema motorio e smettere di fare pratica, fa arrugginire lo schema motorio. A meno di aver fatto quella determinata cosa tutta la vita.

    Quindi bisogna imparare cosa fare, creare lo schema motorio e continuare ad allenarsi.

    Solo facendo così quando si presenterà una determinata situazione la riconosceremo istintivamente e agiremo mettendo in pratica il corretto movimento di reazione. Il nostro cervello andrà a pescare il file dello schema motorio giusto e lo eseguirà spontaneamente.

    Ice tocca anche un altro argomento che mi è caro. Siete fighi ragazzi!
    Dice che quando esegui un gesto che è nella memoria muscolare, si libera memoria per pensare ad altri aspetti di ciò che stiamo affrontando.
    Verissimo.
    Se mi passate la semplificazione, il nostro sistema nervoso centrale, che porta le informazioni dalla periferia al cervello, ha una determinata larghezza di banda. Porta un tot di informazioni e non oltre. Anche il cervello, riesce a processare un certo numero di informazioni. Quando si è padroni di un gesto, si “scaricano” le informazioni inutili.
    Esempio: prendete una moto nuova. State lì a sentire il rumore, le vibrazioni, guardate il contagiri, cercate di capire a che regime è meglio usarla, valutate quanto tiene la traiettoria e quanto sia sensibile alle sconnessioni stradali. Quando quella moto è vostra tutte queste informazioni non vi servono più e vi dedicate alla guida, alla strada, agli altri guidatori o al paesaggio.
    Succede anche nelle situazioni d’emergenza. Infatti si cerca di simularle per allenare la reazione.

    E tutta sta pippa perché?
    Perché sono un rompipalle, no?!?
    E perché sono convinto che la formazione fatta bene sia utile eccome. Proprio per affrontare le emergenze. Magari anche per prevenirle il più possibile. E qui si aprirebbe un altro discorso, ma sicuramente avrete già cambiato pagina e sarete andati sul sito dating per anziani (Google continua a propormi questa stupida pubblicità da tempo e non capisco perché ;-))