Rispondi a: Andare forte in moto: conta più il cuore o la formazione?
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Renzo…. non ci piove che quello sul Serriola sta andando a spasso (ben fa, ovvio che non e’ una critica a lui), l’ ho detto prima di te…. ma quando parlavo del Serriola intendevo che e’ una strada molto bella ma e’ la classica “swinging road”, che vuole essere percorsa in velocita’ raccordando curve e – perlomeno il tratto del video – non mi pare avere dei punti tecnicamente difficili da eseguire. Che tu mi dici che ci si appoggia la quinta (quindi intorno ai 230+ kmh) mi dici solo che si va “velocino” e non ho nessun problema a crederti…. ma quando io penso alla “tecnica” non penso solo alla velocita’ bensi a roba tipo piff paff in velocita’, frenate complicate, curve a doppio apice, cieche…. ‘sta roba qua.
Per esempio…. sulla strada di Santorini al 5:05 fai un piff paff in velocita’ con cambio della posizione in sella in percorrenza e con la SS ci uscivo a 130kmh (50CV…. ) e caricavo quasi tutta la sesta nel breve rettilineo successivo. Ovvio che SS non andava un cazzo e gia’ con la 748 avrei solo appoggiato la quinta o forse sarei stato sul limitatore della quarta… non ricordo perche’ ero gia’ meno “ingrifato” (leggi maturo)… ma quello resta un punto “tecnico”. Come il gia’ menzionato 6:39… li si e’piegati a destra e si comincia a pigiare sul freno inclinati, cambio di inclinazione al volo per la successiva, trail braking ed allargamento della traiettoria per inserisi a sinistra, sempre freno fino dentro alla curva e poi raddrizzi e spari.
La velocita’ in se non e’ un fattore tecnico…. altrimenti lo vedi che il coglione di Perissa a 200kmh e’ un discorso che c’ entra eccome?!
Discordiamo su tante cose…. ad esempio io non riusciro’ MAI a capirti quando mi dici che la tua nuova Multi va meglio della 916. La nuova Multi sara’ potente ma e’ un tir alto, largo e pesante ed ha il manubrio largo. Per come la vedo io non c’e’ verso che si guidi meglio della 916 che ha la posizione di guida giusta per andar forte e per permetterti di usare il corpo al meglio.
Del resto lo dice pure Domenicali…. l’ evoluzione delle Ducati non e’ stata nel verso di fare delle moto piu’ efficaci (al netto della potenza e del rimanente equipaggiamento tecnico freni/sospensioni) bensi’ delle moto piu’ facili e meno estreme. Ho letto di tante persone che scendono dalla Panigale, salgono sulle 916 e dicono subito che e’ piu’ precisa e rigorosa. Va di meno, ovvio… ma e’ un telaio piu’ tecnico/estremo e non sono io a dirlo. Del resto tu decantavi anche la vecchia Multi – che io adoro – ma quella la conosco e non e’ assolutamente paragonabile alla 916, e’ troppo piu’ ballerina. Divertente… ma ballerina. Sopratutto al posteriore ma pure l’ anteriore e’ molto meno avvitato al suolo rispetto ad una sportiva vera.
Discordiamo… pazienza.
Appoggiare la quinta sul Serriola per me rimane tecnicamente una cosa mooooolto meno difficile dell’ inversione in derapata col burnout in pieno traffico cittadino. La quinta sul Serriola sono sicuro che l’ appoggerei al primo run… l’ inversione non avrei mai le palle neanche per provarla, neanche da solo alle 3 di notte. Ma neanche a parlarne…. e’ proprio assurdo fare il paragone.
Il pot pourri…. non e’ un pot pourri. Va capito che ci sono cose difficili da imparare… e cose meno difficili. Tutti riescono a guidare auto e moto…. TUTTI … con vari livelli di efficacia, certo. Pochi .. POCHISSIMI … riescono a progettare l’ acceleratore di particelle del Cern o a scrivere la Divina Commedia. Andare in moto e’ poco piu’ che imparare a camminare, e’ un fatto istintivo. Tutti ci riescono… poi qualcuno diventa Bolt e corre i 100 metri in 9 basso…..
Tantissimi imparano da soli ad andare su due ruote, ci fanno 50 anni sopra andando al lavoro ed in gite fuori porta con la fidanzata/amici. Senza problemi, divertendosi ed in sicurezza. Quello che puoi imparare in poco tempo ti basta per una vita in sella… estiquazzi se diventi o no il prossimo Fogarty. Non e’ una gara a chi ce l’ ha piu’ grosso e troppo spesso il discorso torna – completamente a sproposito – su questo parametro qua.
Lista esemplificativa di gentuccia autodidatta: Leonardo da Vinci… J.S. Bach… Frank Lloyd Wright… Hemingway…. si puo’ continuare per ore, Ric….
Ma veramente crediamo che fare un cazzo di pezzo di strada appoggiando la quarta o la quinta sia una discriminante?? Contenti voi…
Quando giocavo a basket andavo spesso a tirare in palestra per tenermi in forma. Una cosa puramente “accademica”, avevo la mia routine: 10 tiri da li, 10 dall’ angolo, turnaround fadeway dai gomiti dell’ area piccola, routine dalla distanza, i liberi…
Una volta ero in palestra e venne ad allenarsi Nikos Petrakis (Perakis… Petrakis… tutti uguali ‘sti greci?), ala forte titolare della squadra di Santorini, serie C. Una bestia di ragazzone, due spalle larghe cosi’. Si mette li e fa stretching, flessioni etc etc. Io tiravo. Lui e’ uno di quei burberi che dice una parola a settimana e non ride mai. Ad un certo punto si avvicina e mi fa: “te lo vuoi fare un uno contro uno? Se no non fa niente, io sono venuto solo ad allenarmi un po’”. “Come vuoi Niko, non ho problema”. Ma mentivo perche’ quando faccio la mia routine mi da fastidio interromperla. Cominciamo la tenzone…. lui 33 anni, troppo piu’ dominante fisicamente, potente, salta come una cavalletta e se ti prende ti butta per aria. Mi frega o dal (notevole) tiro da fuori o portandomi sotto canestro. Io (ai tempi 48 anni) lo frego perche’ so che a lui non piace dribblare sulla destra (mancino puro) e sopratutto non piace tirare quando gli metti il fiato il braccio sinistro. Me lo porto a spasso per il campo a botte di palleggi incrociati, finte e controfinte e tiri dalla media in movimento. Ma neanche ci provo a batterlo… per me gli stavo solo facendo un piacere, mi aveva interrotto la routine ed in fondo non me la sentivo di giocarmela perche’ lui e’ piu’ forte. Pero’… arriviamo a 19 per me e 14 per lui.. partita a 21. Check della palla a me, sul perimetro. “Se butti dentro il tiro da tre hai vinto”. Lo tiro… dentro. Lui fa un ghigno e si allontana, torna ad allenarsi. Io continuo a tirare. Senza una parola, entrambi.
Dopo una decina di minuti torna:” si pero’ non e’ che sei venuto qui, ci hai battuti e te ne vai… la rivincita?”. Ne abbiamo fatte altre due quel giorno … ed altre 5 o 6 in seguito. Ha sempre vinto lui ma sempre vicini, sempre giocate all’ ultimo tiro. Senza che ne’ io ne’ lui provassimo davvero a vincerle. Ci si divertiva a giocare assieme perche’ eravamo due ragazzoni che non piagnucolavano al primo contatto duro, ci mettevamo corpo ed anima … e ci piaceva fare quello che facevamo.
Lui rispetta me ed io rispetto lui. Non ho mai cercato di valutare se lui e’ piu’ forte di me o il contrario… e sono sicuro che anche lui pensa lo stesso e rispetta che gli davo del filo da torcere pur con 15 anni e svariati chili in piu’.
Che c’entra? C’ entra, c’ entra…. provate a ricordare il tipo di dialettica che si usava in questo o l’ altro forum… che palle, davvero….
