Rispondi a: Perchè hai venduto quella moto?
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Certo che sei tosto te eh 😀 😀 😀
😀
“de coccio”, direi. Ma ci sto andando piano, potrei esser pure peggio! 😀
Guarda… diciamo che innanzitutto per me e’ sacrosanto il principio K.I.S.S. (“Keep it simple, stupid”) che, a differenza del carattere scanzonato, e’ un principio del design tecnologico che in genere e’ preso in altissima considerazione quando si tratta di cose “serie”, professionali.
Poi ci sarebbe anche Leonardo da Vinci ed il suo “la semplicita’ e’ la piu’ alta sofisticazione”. E’ Leonardo, per Giove. Gli ingegneri moderni saranno anche bravi…. ma Leonardo e’ DIO.
Ma non si parla neanche di questo. Va bene azzuffarsi su quanto va bene il “modello nuovo”…. se si e’ dei sedicenni che hanno tra le mani la rivista preferita con la presentazione della nuova CBR. Ma se si e’ un cinquantenne/sessantenne e si ha la relativa esperienza? L’ unico motivo che ti dovrebbe spingere a sostenere l’ acquisto del modello nuovo e’ un vezzo personale o la volonta’ di sfoggiarlo tra gli amici o nel vicinato. Che poi e’ l’ unico motivo che spinge ad acquistare anche il Porsche – locomotore che ti sta tanto antipatico ( e pure a me!).
A 50/60 anni usi qualunque cosa senza problemi. Ti adatti alle caratteristiche e vai. A vent’ anni, prima di cominciare un viaggio, controllavo SEMPRE la pressione delle gomme. Adesso neanche me ne fotte, se c’e’ qualcosa che non va ci guido sopra o me ne accorgo in seguito e ci metto una pezza.
Il divertimento non dipende dall’ oggetto su cui posi le chiappe, bensi’ dallo spirito con cui lo monti.
Guidare X o Y non fa differenza alcuna… anzi, e’ probabilmente piu’ divertente avere a che fare con un mezzo “imperfetto” perche’ ti spinge ad adattarti ed ad affrontare dei problemi. E’ piu’ coivolgente. Il mezzo NON deve essere buono… ti deve solo ispirare.
Guarda… mi ripeto perche’ di certo ‘sta cosa gia’ ve l’ ho raccontata… ma tanto ci ripetiamo tutti quindi vale la pena essere ridondanti.
Una delle avventure su due ruote che piu’ mi sono restate nel cuore e’ avvenuta in occasione del mio esame per la patente A.
Napoli, appuntamento presso la scuola guida, 6 del mattino. Mi sveglio e… nevicava! Vado – in auto – all’ appuntamento alla scuola guida. In auto: quindi senza casco, senza guanti e … col cappotto. Credevo che avrei dovuto recarmi alla motorizzazione in auto. Arrivo li, ed ero solo. Dopo un po’, arriva il tipo della scuola guida. “Ma perche’ ci sono solo io? E perche’ non mi hai dato appuntamento in Motorizzazione?”. “Perche’ gia’ sai guidare, quindi siccome dobbiamo portare il Transalp E la Vespa per gli esami, mi fai il favore di venirmi dietro con la Vespa”. “Ok”.
Ovviamente non avevo mai guidato la Vespa, machissenefrega.
Quindi: gradi sotto zero, neve a terra, il cappotto non e’ che “sigilla” benissimo, senza guanti e casco …jet gentilmente offerto dalla scuola guida. Salto in sella, partiamo, arrivo al primo incrocio dopo 150 metri, freno e…. vado luuuuuuuuungo….niente freni! Mi affianco al tipo: “scusa… ma lo sai che ‘sto coso non frena?”. “Certo che lo so, smolliamo i freni apposta altrimenti gli allievi fanno frenate da panico e si ribaltano”. “Si… ma nel piazzale, mica per strada! A parte che me lo potevi dire prima… ma tu mi stai dicendo che io devo attraversare tutta la citta’ (non una qualsiasi… NAPOLI!), con la neve, col traffico del mattino….. SENZA FRENI?”. “E’ un problema”? “Neanche a parlarne! FACCIAMOLO!”. 😀
Non vi dico cosa provai seguendo il tipo (che guidava molto “alla napoletana”), assolutamente congelato, copiando le sue traiettorie nevrotiche e spesso non esattamente “legali”, contemporaneamente “pensando” 50 metri prima, perche’ quello era il margine che dovevo tenermi per possibilmente provare a rallentare in caso di eventuali necessita’. Senza contare che dopo qualche minuto ero assolutamente MORTO dal freddo ed avevo le mani completamente gelate e prive di una qualsiasi sensibilita’. Arrivati alla Motorizzazione, ci volle almeno un’ ora di strofinio in una saletta semi-riscaldata per riavere l’ uso delle dita. Stavo letteralmente piangendo dal dolore. Mentre cercavo di recuperare l’ uso delle mani, gli altri allievi stavano provando il percorso ed il famigerato “8”. Che io eseguii direttamente all’ esame, senza averlo provato neanche una volta in tutta la vita.
Insomma: Mezzo assolutamente “imperfetto”, divertimento assolutamente garantito, esperienza assolutamente indimenticabile. Capisc’?
A differenza di Bagnaia, non siete pagati per abbassare il tempo sul giro. Avere un mezzo che e’ piu’ adatto a farlo non significa automaticamente che vi divertite di piu’. Anche un mezzo piu’ “sicuro” e’ solo un mezzo piu’ …. noioso. La “perfezione” e’ sempre stata noiosa. La si puo’ apprezzare e rispettare… ma si ride solo dei difetti e ci si ricorda solo delle disavventure. Il divertimento nasce sempre dall’ imperfezione e l’ avventura non e’ mai “pianificata”.
Insomma: ci sono moto che mi piacciono e moto che mi piacciono meno. Lo stesso si puo’ dire di ogni altro strumento. Ma usare uno o l’ altro per me non fa ASSOLUTAMENTE nessuna differenza e l’ unica discriminante e’ il modo con cui lo strumento “mi parla”. Credo di essere capace di usare di tutto, o almeno adattarmi a farlo. Tanto ….gli strumenti qualche imperfezione ce l’ hanno sempre. Tutti. Indipendentemente dall’ anno di costruzione.
Insomma…. non rompete i cojoni ma, sopratutto…. NON FATE I CHIACHIELLI, che c’ avete n’ eta’!
Usate le moto che volete ma non parlatene come degli sbarbatelli alle prime armi. Renzo e’ uno che e’ capace di usare senza problemi anche un caballero scarburato degli anni ’80.
Sempre ribadendo gli auguri a Puzz per la motorella nuova, eh! Che se la possa godere senza menate, perche’ se l’ ha scelta vuol dire che gli piace.
