Rispondi a: La MotoGP 2021 – Sembrano passati anni
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gia’…
… e poi c’e’ la questione economica.
Il fatto che esiste un “mondo moto” e’ dovuto all’ economicita’ dei mezzi. Alla fine, noi ci appassioniamo alle RC45, le R1 e le Ducati ad alte prestazioni. Ma l’ unico motivo per cui questi modelli hanno potuto vedere la luce e’ perche’ le case che le producono hanno avuto in listino i VERI modelli che vendevano e supportavano i bilanci. Gli Honda Cubs, le XT ed i Kawasaki KLR. La Ducati, negli anni difficili, e’ stata salvata dal Monster e non dalla 916, per quanto fosse iconica, simbolica ed affascinante.
Insomma… la moto DEVE essere economica. Altrimenti non vende o comunque non vende abbastanza da giustificare un’ intera linea di produzione, per non parlare di una cultura popolare.
La moto e’ sempre stata una categoria “da giovani”. Una risposta economica alle esigenze della gioventu’ di mobilita’ e divertimento a buon mercato.
Gia’ ci sarebbe da spendere due parole sulle politiche delle case inerenti ai modelli tradizionali a combustione, che oramai sono diventati carissimi ed avulsi dalla realta’. Hanno qualita’ intrinseche estremamente SOVRADIMENSIONATE rispetto alle esigenze dell’ utente medio e di fatto, oramai, l’ utente medio e’ un utente di eta’ media o avanzata, di buon portafogli e palato fine. I giovani migrano su altri passatempi. Ed il GS da 20000+ euro e’ la moto dominatrice del mercato, al netto delle Benelli.
Il mercato, storicamente, premia la sostenibilita’. Non solo nel mondo moto.
A parole si sta tutti a discettare sullo 0-100kmh… ma al momento di aprire il portafogli il prezzo di vendita conta molto di piu’. E’ quello che porta mezzi sull’ asfalto.
Io non capisco a cosa stanno pensando i costruttori. Tutti ad inseguire plusvalenze e scorciatoie per arrivare ad un immediato successo. Ma questo modello economico non ha MAI funzionato. Devi soddisfare la massa, POI badi alla piccola fetta di clientela che vuole qualcosa di diverso.
Enzo Ferrari diceva che il nuovo modello lo devi prima “sognare”, poi chiedi ai tuoi tecnici di realizzarlo. Ma quella era la Ferrari, porca maiala, che alla fine e’ stata assorbita dalla Fiat che non sogna un bel nulla ma mette su strada utilitarie da pochi soldi che fanno il loro sporco mestiere e risolvono i problemi della gente.
Al di la delle noie intrinseche di cui stiamo parlando (che NON SONO ROBA DI POCO CONTO)… io dico che l’ era dell’ elettrico comincera’ per davvero solo quando i prodotti saranno sostenibili, che tradotto in soldoni significa che il prezzo deve scendere almeno del 50%. Parlo di moto, perche’ sugli scooters elettrici gia’ piu’ o meno ci siamo.
Bisogna fare qualche passo indietro e tornare al concetto “originario” di moto. Un mezzo “povero” e scanzonato che offre divertimento a buon mercato. Per farci girare tanta gente. E semplice, perche’ – al di la delle esigenze di mobilita’ – la PASSIONE nasce quando la semplicita’ ti permette di mettere le mani sul mezzo per giocarci su. Sostituire, da se, lo scarico e le teste del Si Piaggio. Gli appassionati nascono cosi’.
E’ il concetto originario che ha forgiato la ns. generazione. Te, Fuzz, Zio Franco…
Il vero divertimento e’ un mezzo IMPERFETTO che mette in strada te ed un paio di amici per qualche ora di spensieratezza. Che ti importa poco se cadi e lo graffi, tanto lo lasci cosi’ o lo sistemi con quattro soldi. Il CULTO del mezzo e’ un’ ossessione patologica che non aiuta la categoria, se non in modo apparente (e fallace).
I CV, l’ elettronica, le Ohlins e le raffinatezze tecnologiche servono in pista per fare il tempo. Su strada non servono, come non serve la Livewire da 35000 euro.
Secondo me, si intende.
Ad ogni modo:
A) Marquez. Non male, per essere un azzoppato.
B) Mamma che botto in Moto3. La Dea bendata, stavolta, si e’ dimostrata davvero indulgente. Ma proprio tanto.
C) Mi devo ufficialmente ricredere su Bastianini.
