Rispondi a: Motopaure
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Siamo diversi perche’… siamo diversi!
E’ pure bello cosi’, c’e’ piu’ gusto a confrontarsi.
Quando si parla di paura, mi tornano sempre a mente le parole di Falcone: “Chi non ha paura non e’ coraggioso, e’ incosciente. E’ chi ha paura e decide di combatterla che e’ coraggioso”. Sto andando a braccio, la citazione potrebbe non essere esattissima… ma il senso era quello. Quindi, CAPO: tu sei incosciente! 😀
Ovvio che Falcone parlava di cose ben piu’ serie, ma in fondo e’ un concetto quasi universale. Poi, alle moto si adatta particolarmente bene, in fondo anche tanti professionisti del manubrio hanno un rapporto molto dinamico con la paura. La riconoscono, insomma, o comunque entra a far parte della loro equazione. Ci si convive.
Anche io sono stato testimone oculare di un incidente come quello descritto da Claudio. Autostrada, stessa dinamica contro un guard rail, sul tratto preponderantemente rettilineo della Firenze-Roma… temo un po’ piu’ crudo di quello di Claudio.
Non credo mi abbia lasciato molte tracce: piu’ che quello che e’ successo, mi spaventa sempre di piu’ quello che POTREBBE succedere. Ma sono cose che ho sotto controllo, difficile che mi lascio condizionare. Infatti, direi che piu’ che paure in se io soffra di paure “preventive”. Tutti i pensieri che ti girano in testa PRIMA di mettere le chiavi nel blocchetto. Inserite le chiavi va tutto via. Non perche’ me ne dimentico… riesco a non pensarci, ecco. Tolte le chiavi dal blocchetto, pero’, talvolta ho “paure consuntive”. Ovvero ripensi ad una particolare situazione o manovra e ti dici “caspita che *oglione, quella me la potevo risparmiare”. Oppure “pensa se quell’ auto avesse svoltato un secondo prima”. Ecco, cose cosi’. Pensieri inutili, ovvio, ma quella tendenza ce l’ ho.
Del resto… mi sono fatto piu’ male in bici che in moto. Ed i segni piu’ importanti sul mio corpo, cose anche (moderatamente) limitanti, sono piu’ che altro derivati dal basket, che NON e’ in teoria uno sport pericoloso.
Insomma… siamo in balia del destino. O del caso, fate voi. L’ importante e’ solo assecondarlo manipolandolo un po’, ovvero non si deve mai spegnere del tutto il cervello. Anche nei momenti in cui ci si concede un minimo di “sana incoscienza”. Ho detto “minimo”, eh! 😀
