Rispondi a: 2020: "l'altra guerra"
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Premetto che forse i media stanno orientando molto la nostra attenzione su questo fenomeno, creandone un caso. Ho il sospetto che incidenti simili succedessero anche prima, ma ci si faceva meno caso.
Purtroppo debbo dirvi che la cultura del “io lo tengo, io mi regolo, io riduco la velocità” è fortemente sbagliata. Non che io sia uno stinco di santo. In passato ho fatto delle cazzate enormi. Però se vogliamo essere onesti, già a 0,2 g/l nel sangue si rilevano in laboratorio riduzioni dell’attenzione e dei riflessi.
Andare piano aiuta? Certo. Essere vigili aiuta? Certo. Però ci sono le emergenze. Ci sono i bambini che ti si buttano in strada all’improvviso. E a volte un decimo di secondo in più fa la differenza. E in quel caso puoi recriminare dopo sul fatto che non eri al 100%.
Ci sono anche i cretini che girano vestiti di nero in bicicletta o in motorino senza neanche un catarifrangente, nelle notti di pioggia e su strade di campagna buie (successo a me due mesi fa, e non sono diventato un assassino stradale per un pelo).
Poi ci sono i deficienti che bevono e se ne fregano. E se gli fai notare la cosa tu sei lo stronzo trombone e intollerante. Anche se c’hanno la macchina piena di bozzi che manco loro si sanno spiegare. Tutti casi “fortuiti”.
La realtà è che ci manca la cultura. Mentre rimane la cultura dello sballo (per carità, legittimo se non guidi). Purtroppo ci sono pochi controlli.
Non si tratta di condannare tutto e tutti. Io stesso faccio delle cazzate e non posso certo scagliare la prima pietra. Si tratta di alimentare una cultura positiva per ridurre al massimo certi rischi.
Ieri siamo usciti in moto, abbiamo bevuto solo acqua a pranzo, e ci siamo divertiti tantissimo lo stesso. Abbiamo mangiato bene lo stesso.
