Rispondi a: In giugno il mercato moto ha volato (+25,6%)!

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#1272
Riccardo Matesic
Amministratore del forum

    A parte la KTM, che va a gonfie vele producendo anche in Austria (e il suo presidente è appena stato eletto nuovamente presidente dell’ACEM), gli altri sono tutti migrati in Asia, dove si produce a costi inferiori. In Asia si stanno concentrando le maggiori produzioni.
    Perché l’Europa è un mercato residuale, con i suoi numeri ridotti. E i costruttori preferiscono produrre dove vendono. Quindi, oltre alla Cina, anche l’India, il Brasile e, per certe moto, il Nord America.

    Ero stato a Bruxelles qualche anno fa, a un’assemblea annuale dell’Acem, durante la quale l’allora segretario generale Compagne denunciò il fatto che se l’Europa non si fosse mossa, sarebbe gradualmente sparita l’industria motociclistica.
    Ecco, un po’ di anni dopo si intuisce che non aveva poi torto a lanciare quel grido d’allarme.
    E qui si parla di un indotto economico che sparisce, di decine di migliaia di posti di lavoro, di una voce importante dell’economia comunitaria che si spegne.


    La mappa degli impianti industriali adell’auto e dei veicoli pesanti in Europa (Fonte Acea)

    Va un po’ meglio nel settore automobilistico, che mantiene molte linee di produzione in Europa. Anche se molte sono nell’Europa dell’Est, dove la manodopera costa poco. Però, in linea di massima, l’industria automobilistica tiene di più. Perché è più importante, quindi ha beneficiato di aiuti pubblici in diverse fasi della sua vita, ma oggi deve contrattare con gli Stati la dismissione di linee produttive. E forse ha anche un sindacalismo più potente e agguerrito, perché ne va anche dell’immagine del gruppo. Così, se FCA si è scontrata con le polemiche qualche anno fa, nessuno ricorda lo stabilimento Husqvarna di Cassinetta d’Adda chiuso qualche anno fa.