I primi 20 anni…in Corsica.
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Dragonair.
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- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 00:50 #2921

Continua, la striscia dei compleanni con mia figlia Marta 🙂
Stavolta siamo andati in Corsica, dal venerdì 18 agosto fino al 20… Pochi, troppo pochi purtroppo… Ma il lavoro è tiranno e non potevo fare diversamente.
Sbarcati a Bastia alle ore 14, abbiamo puntato verso Capo Corso (la poveretta 🙂 continua a lasciare fare a me…). Scorci di mare notevoli.
Nei pressi di Santa Severa, abbiamo trovato i resti di un recente ed esteso incendio…un classico purtroppo delle estati corse.
Arrivati a Macinaggio, puntiamo verso Centuri, questo pezzo di strada (cosa che poi succederà spesso 🙂 ) è un invito alla bella guida,
un susseguirsi di curve ideali dove lasciar scorrere la moto, divertendosi 😉 il fondo stradale…’na bellezza.
Scendere verso San Florance, è una gioia per gli occhi, cale, calette…le spiagge nere di Ogliastro, Nonza, che ve lo dico a fare?
Arrivati a San Florance, potevamo farci mancare il deserto degli Agriates?…che domande, no 🙂 anche qui, la D81 fino a quando non arriva ad incrociare la N1197,
è un invito a delinquere…ma siamo in due, quindi velocini 😉 ma con giudizio, Fino a Calvi strada a scorrimento veloce, paesi, rotonde…du’palle, insomma 🙂
Da Calvi, prendiamo la litoranea (D81?) in direzione Porto Ota, dove abbiamo prenotato l’albergo (ci arriveremo alle 19,30…) anche qui, le occasioni per fermarsi ce ne sono a bizzeffe, Capo cavallo, la spiaggia di Galeria…ecco, da qui parte il mio pezzo di strada preferito :-)) sale fino a col di Palmarella…che luna park ragazzi!
Ma siamo in due…quindi, buoni e (quasi) calmi, proseguiammo verso Porto, comincio a vedere la stanchezza di Marta, quindi guida a tappeto volante e via verso l’albergo.
IL giorno !9, compleanno…in relax 😉 anche perché, se pronuncio la parola “moto” sicuramente verrò giustiziato 🙂
Auguri Marta!Quindi asciugamano e mare, sulla spiaggia di Porto, poca gente acqua cristallina…cosa volere di più?
All’ora di pranzo, mentre ci mangiamo un panino, butto lì: sai che siamo ad un tiro di schioppo dalle Calanche del parco naturale di Piana?
Mi fa giurare che siamo veramente vicini e partiamo, 10 minuti davvero e siamo li…spettacolo, Marta becca anche quella che pare un’aquila,
grande era grande, le punte delle ali erano bianche ed il verso che emetteva mentre girava in tondo, sembrava di aquila…boh?
Dopo una passeggiata e due foto, si torna in spiaggia…avevamo detto relax, se non sbaglio.
Domenica, si torna a casa…l’imbarco è alle 14,00, quindi partiamo presto, alle 8,15 siamo in strada, decido per la via più breve,
Saliamo verso il passo di cima Vergiù (1477 mt) anche qui ci sarebbe da divertirsi, ma la figlia 🙂 i maiali, le mucche e le capre, consigliano prudenza,
poco male, il panorama merita. Scendiamo verso Francardo costeggiando il fiume Golo…verrebbe voglia di farci il bagno, ma è in basso, troppo, rispetto al piano strada,
strada che scorre incastonata nella roccia, fino a pochi chilometri da Francardo, poi diventa a scorrimento veloce, sempre costeggiando il fiume,
fino a Casamozza, dunque autostrada fino a Bastia…dove arriviamo in tempo per vedere il mercato nella piazza centrale. Terribili le donne 🙂
anche se sfinite, la forza per andare fra le bancarelle la trovano sempre.
Bello, peccato che sia durato troppo poco.Ps: ricordarsi e scriverlo 100 volte “SOMARO, NON andare in Corsica con mezze gomme, che torni sulle tele!”
PPs: le (poche) foto le ho inviate a Riccardo, se le mette bene 😉 altrimenti ciccia.



- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 11:17 #2931
Eccomi. Ora sono più attento e anche loggato con il mio account.
Bello l’articolo. Poi mi ha incuriosito questo nostro parallelismo, di padri che si portano la figlia dietro.
Un figlio seduto dietro è qualcosa di particolare. Per molti è un fardello pesantissimo. Io fortunatamente (o sfortunatamente?) guido sempre allo stesso modo. In moto sono leggero di testa, abbasso la visiera e non mi ricordo più nulla. Quindi… vado tranquillo e me la godo.
Devo dire che ho vissuto anni bellissimi, trovando un qualcosa da condividere con la figlia. Lei, non guida, ma è come se guidasse. Si accorge quando una ruota perde un po’ aderenza e riconosce se è partito l’anteriore o il posteriore, me lo dice nel casco. Insieme a qualche parolaccia se si è spaventata.
Abbiamo il nostro codice, nato prima che le comprassi l’interfono. Se tengo una marcia su di giri per 2-3 secondi senza cambiare e senza dare strappi, significa che mi sta per partire la ciavatta (i non romani capiscono?) e che si deve tenere. E’ automatica ormai lei. Del resto, ha iniziato a venirmi dietro che aveva 5 anni. Ora ne ha un po’ di più.Mi piacerebbe che su questo rapporto padre-figlio in moto assieme scrivesse anche qualcun altro. Mi sembra che nei giorni scorsi anche @claiot abbia portato sua figlia in moto. E poi, qui c’è pure la presenza silenziosa di @olgamarilyn95. Speriamo di non aver fatto male a evocarla, che a volte è meglio che resti silenziosa. C’era un periodo che si divertiva a farmi le foto la sera mentre dormivo sul divano e a pubblicarle su Internet…
P.S. il racconto di Fuzz mi ha proprio ispirato. Ne ho tratto un articolo che trovate QUI
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 14:00 #2941
Cinque anni.
Solo cinque anni.
Così mi ripetevo quando è nata Marta. Così ho atteso trepidante che le sue gambette si allungassero abbastanza per raggiungere un qualunque tipo di supporto per i piedi, come richiesto dalla legge, col cuore diviso tra il non voler che crescesse troppo in fretta e la bramosia di dividere con lei uno degli aspetti emotivamente più belli della mia quotidianità. Ed eccola lì, nel luglio di quest’anno, seduta dietro di me mentre salutava tutti i partecipanti alla Milano-Taranto dopo aver raggiunto il gruppone che percorreva l’ultima tappa prima dell’arrivo. Le pedane sono ancora lontane dai piedini, tuttavia ho un dispositivo (babyrider) che la fa star sicura, ho montato il tourpak con schianale imbottito e lei usa rigoramente un casco integrale “serio”…
Morale della favola: un giro in moto per lei è un premio, attesa, gioia all’uscita da scuola.
Per me, insieme a lei, batticuore puro.
Marta, in moto insieme a meMastic, help, non riesco a caricare la foto
[Fatto! Non ho compreso la sintassi del comando che avevi usato per caricare la foto. Non so dirti perché non funzionava. Personalmente uso Imgur.com, e il tasto IMG che c’è qui in pagina. Riportandoci il link diretto. Mastic]
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 14:35 #2944
Tema bellissimo!
Mi piace il @mastic che si porta dietro “Olghita” e mi piace @fuzz che si porta dietro Marta.
Io ho due figli, uno di 21 (Giovanbattista) e l’altro di 12 anni (Silvio).
Appena potevano aggrapparsi, li ho sempre portati in moto.
Mai un peso. Sempre gioia loro e mia.
A dire il vero Giovanbattista mi ha messo in moto il VTR smarmittato nel garage da solo a 1,5 anni!!
E lo portavo steso sul serbatoio intorno casa. (no no no… non si fa…).Ora Silvio continuo a portarlo appena posso.
Mi manca Giovanbattista. E’ in Dialisi da Febbraio 2016 in attesa di trapianto e ha l’impianto per la dialisi peritoneale in pancia. Sarebbe un rischio troppo grosso anche solo per lo sfregamento.
Ecco.E’ proprio quando non puoi che ti accorgi quanto ti mancano certe cose con i figli.
Mi guarda con gli occhioni quando mi vede con la moto o vede salire il fratellino.
Allora cerco di limitarmi nel farmi vedere in moto.Ma il bello è che è temporanea la cosa!
Arriverà il “dono”, e con esso il regalo di Giovanbattista ancora in sella. - martedì, 22 Agosto, 2017 alle 14:43 #2946
Bella la Corsica, belle le foto, emozione unica (ne sono sicura) poter condividere la propria passione con un figlio (o con un genitore).
bravi 🙂 - martedì, 22 Agosto, 2017 alle 14:47 #2947
Ecco,
così mi tirate fuori il lato tenerone.Ciao @Eddyilpolso, felicissimo di ritrovare qui un vecchio amico! Il pollice alzato di tua figlia è spettacolare!
@Lukethebike, visto che Giovanbattista lo conosco bene, diciamo che appena possibile saremo felici di organizzare qualcosa assieme in moto 😉 - martedì, 22 Agosto, 2017 alle 15:01 #2948
Che belle storie, quella di Fuzz ormai è un appuntamento fisso di ogni anno, la foto di eddyilpolso è spettacolare, complimenti a tutti????
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 15:49 #2951
Anonimo
Ciao a tutti. Per chi non mi conoscesse io sono Olga, la figlia del @Mastic. Innanzitutto voglio complimentarmi con @Fuzz e mio padre per l’intervento, perché è interessante sapere il punto di vista dei padri che portano i figli in moto. A questo punto, invece, voglio parlare del mio punto di vista, ovvero, quello dei figli. Io appunto, come ha accennato mio padre, vado in moto da sempre. Ho sempre vissuto questa cosa come un momento nostro. Gli altri padri portano i figli allo stadio a vedere la partita e noi, invece, andiamo in moto e occasionalmente alle serate di match di kickboxing (ma questa è un’altra cosa). Andare in moto mi da un senso di rilassamento e mi fa sentire libera. Andando in moto ho visto cose stupende e fatto delle esperienze che probsbilmente,se nessuno mi avesse mai portato in moto, non avrei mai vissuto. Andando in moto ho visto paesaggi meravigliosi e conosciuto persone altrettanto meravigliose e ho fatto centinaia, anzi no ma che dico? Migliaia di kilometri credo ormai!! Sono andata in moto in tutti i modi possibili e sono salita su tante moto diverse, dalle moto da turismo fino ad arrivare addirittura sui custom e ahimè!! il mio sedere quest’ultimo se lo ricorda ancora bene!! ?
Viaggiando in moto ho imparato anche ad adattarmi in molte situazioni considerate strane o scomode, come dormire per terra nei traghetti o infilarmi un costume senza uno spogliatoio ecc…
Non ho paura di andare forte in moto e non so se è un bene questo! ?. Alla fine dell’ultimo giro in moto mio padre mi ha chiesto se preferivo tornare a casa in autostrada o se fare una strada più lunga, ma con le curve e gli ho risposto che l’autostrada mi fa venire dolore al sedere! Con questa frase credo di aver descritto bene il tipo di personaggio che sono.
Andare in moto fin dalla tenera età, da sola con il mio babbo o in gruppo con altra gente, mi torna utile anche da quando sono alla guida della macchina, perché per strada spesso prevedo i movimenti dei motociclisti e degli scooteristi!! per concludere, credo che per un figlio l’andare in moto con il proprio genitore sia un qualcosa di speciale e unico che va coltivato con il tempo e con la voglia costante di fare nuove esperienze da parte di tutti e due e che per il futuro di un figlio possa tornare anche utile dal punto di vista delle conoscenze stradali!! Con questo vi saluto e chiedo a mio padre di mettere qualche foto anche al mio intervento!!!E il babbo interviene.
Dunque, ho cercato qualche foto tua. Confidando che il Telefono Azzurro ormai non mi denuncerà più…
Questa è del 2003
Questa è del 2015. E la stessa moto la tieni tu adesso
Qui mi dovevi proprio denunciare…Basta che mi si cariano i denti
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 15:55 #2953
E si, mo io sono quello che mette le foto a tutti!
Cominciamo a tornare a casa e a spicciare la camera, poi vediamo cosa si può fare 😉
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 16:36 #2955
Gran bel tema…… provo a portare qualcosa di mio.
Fino al 18 Marzo scorso ho avuto un papà formidabile, e solo da quando mi ha lasciato ho cominciato a rendermi conto, tra le altre cose, di quanto completo fosse come motociclista. Sì, perchè oltre a comprare, truccare e vendere moto di tutti i tipi, ha fatto qualche gara con la Suzuki Titan, per poi passare al motocross con Matchless e KTM e decidere, alla fine, di mettersi a fare il turista, con la Guzzi California.
Per 13 anni, insieme a mamma, hanno percorso l’Europa in lungo e in largo; poi sono nato io, e queste zingarate in moto si sono trasformate in campeggio con auto e carrello tenda. Ma papà voleva passarmi la sua passione per le moto, così quando avevo sei anni mi regalò una minuscola Cimatti, non omologata per girare su strada, che un’estate mise comunque sul carrello tenda… andando verso la Sardegna, dove avremmo alloggiato in un campeggio che mi sono girato più e più volte con la mini moto.
Ma i ricordi più belli appartengono ad un altro periodo della mia vita, quando avevo 16 o 17 anni ed una vecchia Honda Shadow: un cinquantino col quale feci il mio primo motoraduno, arrivando a Ferrara da Ancona, con papà che mi accompagnava sulla Guzzi… e giù, con la salama da sugo!
Passa il tempo, cambiano le moto e mi ritrovo giovane ventenne a fare dei bei giri per tutte le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo con la V35 Florida, sempre insieme a papà nei finesettimana e nei giorni di festa: strade che ora conosco come le mie tasche e che, anche quando papà non potè più accompagnarmi causa ictus e conseguente paralisi, continuai e continuo a percorrere.
Con un’altra moto ancora: la Guzzona dei miei genitori, che quando ci salgo su è come se avessi ancora papà al mio fianco. Fa un certo effetto, anche perchè mi ha lasciato anche degli spartiti per chitarra scritti da lui: li leggo, ed è come se ci parlassi ancora; metto in moto la dinosaura, e me lo rivedo di fianco, su un’altra moto, pronto a partire. Mi dispiace, quello sì, di non avere grandi foto di quei giri; ma del resto le fotocamere digitali cominciavano appena ad affacciarsi sul mercato, e la moda dei selfie era ancora di là da venire. Ma nel cuore ho tutti i colori, gli odori e i rumori di quelle belle domeniche passate in sella.
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 17:24 #2959
Anonimo
@OMeGA Mau È bello vedere che tu fai le stesse strade che facevi con tuo padre. Leggendo la tua esperienza confermo quello che ho scritto io alla fine, ovvero che sono momenti unici che restano impressi nella mente. Riguardo ai momenti magici tra padre e figlio voglio un attimo staccarmi dalle moto adesso. Ieri mio nonno paterno (@elix), grande marinaio appassionato di barche a vela che ha anche partecipato alle regate, mi raccontava di quando andava in barca con il @Mastic e dal suo racconto ho dedotto che l’andare in barca per loro era come per me e mio padre andare in moto. Questo mi fa dedurre che anche mio padre ha avuto un attività con il proprio genitore che rendeva unico e irripetibile il loro tempo quando la praticavano e che forse abbia voluto trasmettere a me la stessa cosa con la moto.
P.s. Nonno ancora si fa trascinare dalle emozioni quando ne parla!!
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 17:28 #2965
Decisamente ho smosso qualcosa di inaspettato con questa discussione.
Forte OmegaMau, vai dritto al cuore pure tu eh!
Bello!@Olgamarilyn95, sono stato tentato di metterti nel profilo un tuo primo piano con i baffi disegnati. Sappi che mi sono trattenuto a stento perché hai le mie foto mentre dormo sul divano 😀
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 17:49 #2970
No, beh, dai ragazzi, siamo seri.
E tu, Mauro, anzi @omega-mau vedi ben di spiegare a tutti che vai in giro con una moto che non frena, di conseguenza vai massimo ai 50 all’ora e per questo ti poni domande sui motociclisti che “frenano troppo”! 😛Scherzi a parte, in effetti domenica scorsa ho chiesto a mia figlia se voleva fare un giro in moto e lei mi ha risposto di si.
Non è abituata a salire con me, l’unica altra volta è stato quando siamo andati allo Speckstube a Malcesine, sul lago di Garda, nel ferragosto del 2016, dunque un anno fa.
Però come passeggera è perfetta, s’è incollata a me senza problemi e senza paura, alle prime curve ho sentito che “tirava” giù in piega, così ho aumentato il ritmo.
Come sua madre, quando andavamo in moto eravamo una coppia perfetta, un corpo unico, non ho mai dovuto limitare la velocità a causa sua e lei, d’altro canto, si fidava ciecamente di me.
Una volta arrivati in montagna ho trovato mio figlio, @aleiot, anche lui in moto con la Multistrada 1100 con la sua ragazza ed allora i ritmi sono sensibilmente calati, non so se fosse lui che non si sentiva sicuro o lei che gli dava i cazzotti nelle costole.
In fondo ognuno vive la moto a modo suo e non è giusto forzare chi ha paura della velocità.
Personalmente non rientro fra i padri che hanno portato in moto i propri figli fin dalla piccola età, ho venduto la mia ultima moto, prima di questa, nel 1992, quando mia figlia più grande aveva solo tre anni e Alessio solo uno, per inutilizzo e per contenere le spese. Però adesso pare ci siano gli estremi per rimediare, seppur in ritardo, a questa mancanza.
Vi terrò aggiornati.- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 19:55 #2980
@claiot (come skakakazzo funzionano sti richiami!!!!)
“No, beh, dai ragazzi, siamo seri.
E tu, Mauro, anzi @omega-mau vedi ben di spiegare a tutti che vai in giro con una moto che non frena, di conseguenza vai massimo ai 50 all’ora e per questo ti poni domande sui motociclisti che “frenano troppo”! ?”Io freno col freno motore. A 150 scalo una marcia, il motore rimane lì e io e il resto della moto voliamo 300 metri più avanti 😀
@Mastic……. cazzi quella gomena!!!!!(questo discorso sulla vela lo approfondiamo, un giorno…)
Per quanto riguarda la Corsica: purtroppo ci sono stato solo una volta, in nave….. e ero di guardia 🙁
Però a bordo c’era la Chiabotto….. io mi sono promesso di ritornarci, in Corsica, magari sento se mi ci viene 😀 - martedì, 22 Agosto, 2017 alle 20:31 #2981
A mia discolpa dico che è stato il primo giro in moto fatto in due in montagna, peraltro su strade che non conoscevo mentre tu, @claiot, ne conosci tutte le buche a memoria 😛
A parte gli scherzi, io e Anita abbiamo fatto pochi giri in moto e vogliamo rimediare, e un fatto positivo è che domenica non ci siamo affaticati e avremmo potuto continuare 🙂Per il discorso giro in moto genitori-figli non ho molte esperienze perché gli unici giri che abbiamo fatto finora erano con due moto diverse. Però credo che anche così si possa creare un legame e sarebbe bello farne di più (sempre che @claiot faccia la regolare manutenzione 😛 ).
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 17:57 #2971
Vorrei dire anche che stiamo divagando troppo, il tema era il viaggio in Corsica, seppure con la figlia, forse sarebbe bene disgiungere i due argomenti, se possible.
In Corsica ci andai tantissimi anni fa, quando ancora avevo il Pantah 600, con Patrizia, una borsa enorme sul serbatoio ed uno zaino militare contenente non solo la nostra roba, ma anche tutta l’attrezzatura per la moto, ovvero una bella serie di chiavi inglesi ed altri attrezzi. Il tutto su un portapacchi di fortuna, sul quale troneggiava anche una bella tenda canadese con tanto di paletti e picchetti.
Ho mille aneddoti per quel viaggio indimenticabile ed ovviamente non vi sto ad annoiare.
Ma la Corsica m’è rimasta nel cuore e prima o poi ci devo tornare, anche se oggi non è comodo come allora, che si poteva prendere il traghetto a La Spezia. Siamo partiti alle 4 e mezzo di mattina e a mezzogiorno eravamo a Bastia. E poi i tanti luoghi visti e vissuti in una intensa settimana.
Lo devo rifare…- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 18:29 #2974
In realtà a Fuzz avevo chiesto un qualcosa del suo viaggio con Marta. Perché mi interessava sviluppare l’argomento genitori/figli.
Disgiungere è possibile, ma penalizzerei Fuzz. La lascerei così
- martedì, 22 Agosto, 2017 alle 19:18 #2978
Che poi, la parte più bella è l’organizzazione del giro…che ovviamente, non deve essere mai uguale,
quando facciamo il piano di viaggio, ci comportiamo come carbonari in famiglia 🙂 che ovviamente ci regge il gioco,
fare i piani di viaggio, decidere dove andare e cosa andare a vedere, diventa quasi la parte più divertente.
Poi in moto lei è bellissima 🙂 mi asseconda sempre, mai un mugugno…come l’anno scorso, quando mi sono inventato una “scorciatoia”
per scendere a Pigna (Imperia) da Ceriana…dico solo, che ad certo punto siamo entrati dentro un minuscolo borgo quasi disabitato,
la via centrale, pavimentata ciottoli, era larga solo 20 cm in più del manubrio della XT600…e finiva contro una gradinata, che saliva e curvava a 90°…
per tornare indietro ho dovuto rinculare la moto nel vano di un portone e girarla a braccia…lei mi guardava e sorrideva 🙂
probabilmente, stava pensando : che babbo grullo, mi ritrovo…
Comunque a lei piace andare in moto, si…ma ci deve essere un qualcosa di “serio”, il giretto di mezza giornata non la soddisfa. - martedì, 22 Agosto, 2017 alle 23:20 #2982
Bell’argomento, bel post, belli i commenti dopo, non posso essere d’aiuto, mio padre gran motociclista in gioventù ha smesso per necessità di lavoro, la mia passione per le due ruote è del tipo Dna e non per esempi famigliari. Dissi a Renzo quando passarono a mangiare da me lui e sua figlia al ritorno della via del sale con l’XT: mi fai rimpiangere di non aver voluto figli quando era tempo, e continuo a trovare eccezionale il feeling tra padre figlia e voglia di avventura, certo quest’anno su asfalto e con il multi la povera passeggera si sarà sentita in prima classe, però è bellissimo che loro due riescano a ritagliarsi del tempo solo per loro collezionando ricordi indelebili.
Ancora bravi, bravi, bravi
- mercoledì, 6 Settembre, 2017 alle 16:57 #3387
Madri e figli va bene lo stesso? 🙂 Quando ho potuto riprendere la motocicletta, mio figlio l’ho portato con me fin da subito. Aveva sei anni. Inizialmente facevamo giri corti, quasi dietro casa, anche perchè complice la comodità del mezzo, tendeva ad addormentarsi.
Cambiata la moto, cresciuto lui, anche i giri si sono allungati. Mi è sempre piaciuto averlo come passeggero, credo che l’ultima volta sia stata un paio di anni fa per andare al Mugello a vedere una gara del CIV.
Adesso la moto l’ha presa anche lui e qualche volta un girettino assieme ci scappa.


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