Rispondi a: Andare forte in moto: conta più il cuore o la formazione?
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In fondo la discussione dovrebbe vertere non intorno a due bensi’ tre parametri: tecnica, cuore (inteso proprio come incoscienza) e volonta’ di comportarsi in un certo modo.
La tecnica e’ proprio la capacita’ di controllare il mezzo. Si impara, si evolve ed in parte e’ frutto di doti naturali ed una certa forma mentis, la “personalita’”.
Saper frenare, correggere sovrasterzo e sottosterzo, gestire la posizione del corpo in moto, conoscere il mezzo ed i suoi limiti, aver capito quello che si puo’ fare e quello che non e’ adatto al mezzo in questione… ma anche automatismi, capacita’ di fare cose mentre si guarda altro, guardare tutto, prontezza di riflessi e velocita’ di esecuzione di movimenti e comandi che spesso ha a che fare anche con la condizione fisica (lo spostamento del corpo velocemente in un piff paff e’ pure quello).
Cuore/incoscienza: prendersi certi rischi o adottare un ritmo quando coscientemente/incoscientemente non e’ alla nostra portata. Tanta gente lo fa… e passi da zero a hero o da hero a zero in un battito di ciglia. E’ anche parte del fascino dell’ andare in moto, quella scintilla di follia che crea adrenalina e ti resta dentro… quando le cose sono andate bene. Ma le cose possono andare male o malissimo…. secondo me il 90% di quelli che prendono la zuccata fanno parte di questa categoria, indipendentemente dal livello di bravura. Ci sono fior di manette che per un istante non hanno saputo azzeccare l’ interpretazione giusta o si sono presi il rischio sbagliato… e manette modeste che restano in piedi perche’ gestiscono il parametro molto meglio.
Volonta’: e’ un parametro piu’ “globale”, il motociclista o utente della strada che si sente parte di una comunita’ e che capisce che ci sono regole, convenzioni e limiti oltre i quali eticamente non ci si deve spingere. Sempre indipendentemente dal livello di bravura tecnica.
Ognuno di noi e’ un misto di tutti i parametri di cui sopra ed il cocktail e’ estremamente personale.
Quello che si spara il rolling burnout e l’ inversione nel traffico visto da fuori e’ un pazzo. Solo lui sa cosa sta facendo e potrebbe benissimo essere che sia un finto pazzo… uno che si sente talmente preparato e sicuro che la manovra non la percepisce come estremamente pericolosa…. esiste ‘sta gente qua. Pero’ resta un deficiente dal punto di vista etico quindi l’ uso del parametro volonta’ resta se non altro … criticabile.
Alla fine… quello che resta e’ il nero su bianco: quanti casini hai combinato e quanti danni hai arrecato, a te ed agli altri. Perche’ le statistiche sono cosi’…. nero su bianco, numeri.
All’ occhio di quello che ne capisce, pero’…. ecco, lui guarda le cose in un altro modo. Quello che ne capisce e’ un “esteta”, per lui e’ piu’ importante il “come” e non il “cosa”.
Solito esempio fuori tema: Basket (scusate, a me quello piace e magari Ric ci fa un esempio col pugilato). Oggi nel basket va di moda il tiro da tre. Se non sai tirare da fuori non sei nessuno, e’ un simbolo un po’ come la piega per il motociclista. Il problema e’ che e’ diventato un must e tutti vogliono tirare da tre. Se sei uno specialista vero allora nessuno ti dice niente se tiri da tre contro una doppia marcatura, perche’ probabilmente c’e’ una forte probabilita’ che il tiro va dentro comunque. Se non sei il top dei top… se sei doppiamente marcato allora hai matematicamente un compagno libero: cercalo e dagli ‘sto cazzo di pallone perche’ se sai giocare e’ questo quello che devi fare. Meno spettacolo, maggior efficienza. Oppure prendili in controtempo, una finta, un dribbling e prendi una cazzo di linea di penetrazione che ti porta ad un appoggio facile a canestro. E’ un tiro che ha una media di realizzazione del 65% contro uno che ne ha il 35%….
Saper guidare e’ molto di piu’ di una gomma performante: e’ fare la scelta giusta con il materiale e propria disposizione ed e’ coltivare il proprio talento per essere nella posizione di gestire la situazione imprevista quando non avrai il materiale giusto a disposizione. Una gomma rovinata ce l’ avrai, ad un certo punto… ed una gomma la puoi pure forare all’ improvviso.
Poi si, certo … anche Quartararo va piu’ veloce / va piu’ in sicurezza con gomme fresche e performanti… ma questo e’ assolutamente lapalissiano e non vale la pena soffermarsi.
Il nocciolo della questione e’ QUANTO una gomma o il mezzo in se sia un fattore assolutamente necessario per divertirsi, prendersi delle liberta’ e portare la pelle a casa, il tutto rapportato al ritmo che per PER SCELTA (indipendentemente da incoscienza e tecnica) ti sei scelto.
Io, con le gomme vetrificate di cui sopra, ci prendevo anche curvoni a parecchi (parecchi!) kmh senza particolari patemi e senza che sentissi il bisogno di cambiarle. Quello che volevo fare lo facevo, e mi sentivo sicuro.
Gomme performanti? Gomme “fresche”? Pfttt…..
Poi.. per carita’… ognuno fa le sue… di scelte.
Tu, Ric, prendi le Mitas e vieni preso per il culo.
Io mi fido della tua parola e ci credo che le Mitas vanno piu’ che bene, sopratutto se detto da te.
Io credo che chi sa andare sa andare pure sulle tele (anche se andrebbe di piu’ con materiale migliore).
Fare un buon caffe’ dipende tanto dalla manetta e molto meno dalla caffettiera e dalla miscela….
