I migliori film sulla moto
La moto è chiusa nel box e vi manca? C’è un modo per portare un po’ di passione in casa. Che ne dite di un film ad argomento motociclistico? Ecco di seguito la segnalazione di alcuni titoli scelti
Nella foto d’apertura la Norton utilizzata per girare il film “I diari della motocicletta”
Fra moto e cinema c’è un rapporto strano. Sono molti i film nei quali capita di trovare scene girate utilizzando motociclette. Vengono in mente Matrix, con l’inseguimento in autostrada, Top Gun, Rambo, Altrimenti ci arrabbiamo.
Sono scene girate da stunt men, funzionali a una sceneggiatura che parla di tutt’altro. E l’errore più frequente che ci fa accapponare la pelle, manco fosse lo stridio del gessetto sulla lavagna, è il rumore di un motore a due tempi appiccicato su una maximoto a quattro cilindri.
Molto meno frequenti sono i film che raccontano storie motociclistiche. E spesso, ammettiamolo, sono cazzate inguardabili. Film che nascono per il grande pubblico, e per questo hanno una sceneggiatura pensata per coinvolgere chi è di bocca buona. Così, alla fine, i titoli “giusti” che girano sono pochi. Proviamo a elencarli.
Il film di cui negli ultimi anni i motociclisti hanno più parlato è probabilmente Indian, la grande sfida; Uscito nel 2005, vede un anziano Anthony Hopkins interpretare una storia vera. Quella di Burt Munro, un pilota neozelandese che nel 1967 si è recato a Bonneville per segnare un record mondiale di velocità. Un’impresa teoricamente non alla portata della sua vetusta Indian del 1920 da lui preparata; che però riuscì.
La seconda proposta è un titolo del 1969: Easy rider. Protagonisti Peter Fonda e Dennis Hopper, che attraversano l’America in sella a due chopper, le antesignane delle moderne custom. Loro sono due hippies che hanno venduto una partita di cocaina, e usano il ricavato per questo grande viaggio nel quale avranno occasione di raccontare gli States dell’epoca. E chissà se gli Stati Uniti vi sembreranno tanto diversi da quelli odierni?
Restiamo sui grandi classici? Che ne dite de La Grande Fuga, con un cast di attori stellare, a cominciare da Steve McQueen? Anche questo è ispirato a una storia vera, con l’evasione di circa 50 militari alleati da un campo nazista. Celebre la scena della fuga in moto di Steve McQueen, girata da lui stesso, senza controfigure. Rimanendo con Steve McQueen sarebbe bello trovare (io non ci sono riuscito) Il Rally dei Campioni, un documentario del 1971 sulle gare motociclistiche americane in fuoristrada. Il titolo originale, decisamente più noto, è On any sunday.
Si affonda ancora di più nella storia dei motociclisti con Marlon Brando ne Il Selvaggio. Un film del 1954, che si rifà ai fatti del 1947, quando un raduno di bande di motociclisti creò forti disordini nella cittadina californiana di Hollister. Fu allora che l’AMA, la federazione motociclistica americana, rilasciò un comunicato per ribadire che il 99% dei motociclisti erano brave persone. Fu un errore clamoroso, perché portò alla nascita del movimento degli 1% (onepercenter), i cui principali rappresentanti sono ancora oggi 4 MC: Hells Angels, Bandidos, Pagans e Outlaws.
E se invece fosse I diari della motocicletta? Anche in questo caso il film (del 2004) è il racconto di un viaggio, quello del 1951 di due amici, Alberto Granado e Ernesto “Che” Guevara, in sella a una Norton 500 soprannominata “La poderosa”. Dall’Argentina di Buenos Aires al Venezuela di Caracas (non tutto in moto però), per un viaggio di formazione che ha molto contribuito a far nascere due uomini – uno soprattutto – che sono stati a modo loro protagonisti nel Novecento.
Cambiamo completamente genere con TT3D Closer to the edge, un film documentario che racconta l’edizione 2010 del TT dell’Isola di Man. Il protagonista principale è Guy Martin, e con lui Ian Hutchinson, che nel 2010 ha letteralmente trionfato. Moltissime scene di gara ovviamente, ma anche molte immagini dell’avvicinamento all’evento. E poi gli incidenti, ovviamente.
Torniamo al cinema puro con Mammuth, un film del 2010 che racconta la storia di un operaio, interpretato da Gerard Depardieu. Quando va in pensione Mammuth scopre che molti suoi vecchi datori di lavoro non gli hanno pagato i contributi pensionistici. Parte allora per andarseli a riscuotere da solo in sella a una vecchia moto che non usava più. Una moto che quando ero bambino mi attirava tantissimo e che non ho mai visto dal vero: la Munch Mammuth. Si tratta di una moto costruita intorno al motore automobilistico NSU 1200. Per quanto mi riguarda quella moto è un capolavoro per quanto l’ho sognata da bambino, e per la sua originalità. Certo, non deve essere stata altrettanto eccezionale nelle prestazioni, lo ammetto. Ma che conta? Il film, interessante ancorché drammatico, è una buona occasione per vederla camminare nelle mani del corpulento attore francese.
Se invece cercate un film diverso, dove magari non ci sono le moto ma è pur sempre un road movie, guardate Una storia vera, di David Lynch. Narra la vicenda realmente accaduta negli Stati Uniti di un 73enne partito dall’Iowa su un tagliaerba con un piccolo rimorchio, per andare nel Wisconsin a trovare il fratello, con il quale non parlava da dieci anni. Un viaggio di oltre 500 chilometri!
Dove vedere i film in streaming? Le piattaforme più note sono Netflix e Amazon Prime. Potete cercarne anche su Raiplay (dove sono gratis), su Chili.com o su mymovies.it, che ha l’interessante funzione Trovastreaming. Molti titoli sono disponibili anche su Youtube, sia gratuitamente che a pagamento.

