In moto mi sento vivo
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Taggato: Claiot, il bello della moto
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- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 15:40 #1442
Non c’è niente da fare, quando vado in moto mi sento vivo.
È quasi impossibile spiegare questa cosa a chi in moto non ci va, una somma di sensazioni talmente variegate che solo cogliendone la completezza possono dare una risposta.
Era sabato, la canicola terribile imperversava sulla pianura, allora ho deciso di fare un “giretto” in moto, in cerca di fresco.
La spesa settimanale era fatta, ho aiutato a sbrigare qualche faccenda di casa e sono partito, erano quasi le sei di pomeriggio, impossibile andare lontano.
Così ho seguito la rotta conosciuta: la Pietra di Bismantova, a circa 900 metri di altitudine. Lì, verso le sei e mezza, si cominciava a stare decentemente.
Mi sono rinfrescato un po’, ho fatto un paio di foto e poi sono partito per tornare a casa.
Però ho sbagliato strada.
O meglio, sapevo che non sarebbe stata la strada migliore, ma ho pensato di allungarla un poco.
Così, anziché tornare verso Castelnovo Monti e la statale 63, sono sceso dalla parte opposta, verso la valle del Secchia.
Erano anni che non facevo quella strada, la discesa è costellata di tornanti, ma su una strada ampia e ben tenuta, poi si arriva in una valle piatta, circondata dai monti, molto bella dal punto paesaggistico, quasi a ricordare certi scenari d’Abruzzo.
Una volta passato sul ponte sul Secchia, ancora una volta, invece di prendere la strada più breve, che porta verso il ponte della Gatta e la fondovalle, ho girato nella direzione opposta.
E lì, sì che mi sono divertito!
Dopo un po’ la strada ha ricominciato a salire, fino ad immettersi in quella che collega Villa Minozzo con Ligonchio. Decido di andare verso Ligonchio, erano circa le sette di sera, l’aria piacevolmente temperata, la strada un serpente che si snoda fra i boschi, completamente deserta.
Boschi enormi e quasi impenetrabili, alte montagne e i profumi di un mondo che pare dimenticato.
Ho la moto che è quasi un pezzo di antiquariato, ma si tratta pur sempre di una sportiva, con la sospensione posteriore perfetta per la pista, così su quella strada mi fa saltare come un grillo.
L’asfalto è spesso irregolare, con buche e pendenze strambe, diventa una piccola guerra.
E io che ho fatto? Ho aumentato il ritmo!
Ho preso il toro per le corna, l’ho voluto domare, ho pensato voglio essere io che guido, non farmi guidare!
Ormai questa moto ce l’ho da qualche tempo, ho fatto anche un paio di giorni in compagnia di persone che non lesinavano col gas, laggiù in Romagna, sono svezzato io e conosco lei, la uso finalmente con la sensazione di averla davvero in mano. Vado veloce e non rischio nulla.
E quando l’asfalto, per alcuni tratti, diventa bello liscio e scorrevole, mi diverto a piegare forte e ad uscire dalle curve col gas aperto.
Non è un portento di potenza, anzi, ma sul misto stretto basta davvero poco per metterti in crisi, la fatica si sente, le braccia e le gambe sono in tensione.
Ed è lì, in quel momento, in quello sforzo quasi atletico che mi sento vivo, che sto facendo quello che mi piace, che mi sto divertendo come un bambino.
E così giù per la valle dell’Ozola, poi su verso Ligonchio, di nuovo giù nel fondovalle del Secchia, per poi risalire di nuovo verso Busana, poi Cervarezza, da dove si vede la Pietra di Bismantova dall’alto. Eh, si, sono partito da quel posto che vedo là in fondo e sono ancora qui, dopo un tempo che sembra eterno.
Scendo per i tornanti della Sparavalle, un po’ infastidito da un alfista che vuole farmi vedere quanto è bravo a guidare, ma per me è solo un rallentamento, però la statale non è posto dove sorpassare senza problemi ed allora me lo sorbisco fino a Castelnuovo.
Da lì fino a casa, cercando di non perdere troppo tempo dietro ai bradipi a quattro ruote, ma senza mai perdere di vista il senso di una sana prudenza.
Arrivo a casa che sono le otto e mezza, il caldo è ancora afoso, ma sono sereno e soddisfatto, oggi è una giornata da ricordare.Per chi fosse interessato, metto il mio tracciato GPS dalla Pietra di Bismantova fino a casa, con Google Earth si può seguire il percorso, vedere il profilo altimetrico e le velocità, così come la strada fatta.
Tracciato percorso - lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 16:13 #1444
Bel racconto Claudio, la moto regala delle sensazioni uniche che chi non guida non riesce ad apprezzare in pieno, è veramente difficile far capire ai non motociclisti cosa si prova in sella a questi ferri.
In passato facevo anche io questi giri mordi e fuggi poi ho dovuto rinunciarvi, aspetto le ferie di Agosto per ritagliarmi un po’ di tempo per me e la moto, mi manca uno dei passo della vostra Emilia che porta a Reggio, adesso mi sfugge il nome ma ci devo andare.Ci si becca la prossimo raduno 😉
- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 16:24 #1446
La nostra provincia è decisamente “povera” di passi, ce ne sono solo tre: ad ovest il Lagastrello, vicino all’omonimo lago da dove nasce l’Enza, confine naturale fra le provincie di Reggio e Parma, al centro il Cerreto, sulla statale 63 che collega Reggio ad Aulla (MS) e ad est il Pradarena, che è anche quello più alto, 1579 metri, fra Ligonchio e Sillano (LU).
Altri passi non ce n’è. 🙂
- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 16:44 #1448
i profumi di un mondo che pare dimenticato.
Ed è lì, in quel momento, in quello sforzo che mi sento vivo
Ho volutamente riassunto per evitare le carie ai lettori,ma capisco benissimo 😉
- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 17:01 #1449
Anonimo
Un bel racconto, che starebbe bene in qualche pagina di una rivista 😉
- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 17:06 #1452
Bella Claudio! Serviva @Aleiot per farti tornare in moto!
A questo punto però le due foto che hai scattato potevi pure metterle, no???Si, quando hai sintonia con la tua moto la sensazione è proprio quella.
Da quando ho l’Aprilione, come dice @Fuzz, è una macchina del sorriso. Appena parto mi sento contento. E vivo!- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 17:29 #1457
A questo punto però le due foto che hai scattato potevi pure metterle, no???
Ah, metterle posso anche metterle, se vi accontentate… 🙂

La sosta alla Pietra di Bismantova
Il monte Cusna visto dalla Pietra di Bismantova
- lunedì, 10 Luglio, 2017 alle 22:32 #1473
Già, vaglielo a spiegare ad un automobilista 🙂
L’altra sera, avevo la moto sotto casa, dopo cena scendo con l’intenzione di metterla in garage…apro la serranda, me ne sto un attimo sulla soglia…poi chiudo e me ne vado fare un giro sui poggi della Castellina,
non c’era un cane in giro… silenzio 🙂 l’aria era tersa e fresca…si vedevano milioni di stelle, mi sono fermato e steso sull’erba.
A volte basta poco 🙂 per tornare in pace con il mondo.Datemi pure dello scemo.
- martedì, 11 Luglio, 2017 alle 00:02 #1478
Azz… Sei diventato un multistradista…
😛 - martedì, 11 Luglio, 2017 alle 09:19 #1494
Occhio che poi a Franco gli sale il diabete! 😀
Scherzi a parte, se non fosse così, se non facesse provare certe emozioni, cosa spingerebbe migliaia di persone a comprare un mezzo costoso, più scomodo di un’auto e molto più pericoloso?
- martedì, 11 Luglio, 2017 alle 08:08 #1482
- martedì, 11 Luglio, 2017 alle 08:57 #1490
È un po’ che non ci passo, non dovrebbe essere cambiato molto, bella l’ultima parte verso Reggio è ben tenuta, anche quella verso la Toscana, più in basso la strada ha qualche problema in più, ma mi par di ricordare nulla di eclatante.
È bella anche la strada che dal passo porta a Cerreto Laghi. - venerdì, 28 Luglio, 2017 alle 22:11 #2247
so che hanno riasfaltato completamente la Cisa lato Parma, dicono che è uno spettacolo
- martedì, 1 Agosto, 2017 alle 11:46 #2311
Domenica sono passato sia dal Pradarena che dal Cerreto.
Il Cerreto, salvo qualche caso isolato, è tenuto bene sia nel versante emiliano che in quello toscano, ce lo si può gustare.
Il Pradarena, invece, dalla parte reggiana è un delirio, probabilmente asfaltato l’ultima volta nel secolo scorso ed in alta montagna il ghiaccio ed il sale d’inverno distruggono anche gli asfalti più coriacei.
Un pochino meglio, ma non troppo, nella discesa toscana, anche se in una curva ho centrato una specie di cratere circolare, perfetto per farci stare la ruota di una moto: il risultato è stata una smaronata pazzesca! È vero che il mio compito riproduttivo ormai non è più essenziale per lo sviluppo dell’umanità, ma io ai miei testicoli ci tengo, porca miseria!- martedì, 1 Agosto, 2017 alle 12:45 #2314
il risultato è stata una smaronata pazzesca! È vero che il mio compito riproduttivo ormai non è più essenziale per lo sviluppo dell’umanità, ma io ai miei testicoli ci tengo, porca miseria!
Avresti un sacco di problemi in meno però!
- lunedì, 17 Luglio, 2017 alle 13:18 #1627
forse gia scritto altrove..moto bellissima.
Che belli i mezzi che vanno spremuti e tenuti un po a bada per far strada. - lunedì, 17 Luglio, 2017 alle 14:20 #1628
Bella Claudio.
Ci si vede presto.L
- venerdì, 28 Luglio, 2017 alle 22:09 #2246
Non c’è niente da fare, quando vado in moto mi sento vivo.
anche a tavola proprio morto non mi sembri 🙂 🙂 🙂
- sabato, 29 Luglio, 2017 alle 11:48 #2250
E niente, il ragazzo svicola, non risponde!
😀 😀 😀- sabato, 29 Luglio, 2017 alle 13:12 #2253
ahahahahahah
- martedì, 1 Agosto, 2017 alle 11:40 #2310
Minchia, non avevo letto questa sciabolata! 😛
In effetti morto non sono, anche a tavola mi difendo alla grande.
Ma è solo per essere di compagnia e non incupire i commensali con eccessiva morigeratezza! - martedì, 1 Agosto, 2017 alle 13:26 #2318
mi hai proprio convinto
ahahahah
- martedì, 1 Agosto, 2017 alle 13:43 #2319
Oh, ma chi sei tu? Ma come ti permetti? Sono mai venuto a mangiare a casa tua?
😀
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