Avventura in Germania al Vespa World Days 2017
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Anto.
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- sabato, 1 Luglio, 2017 alle 17:53 #1214

“Viaggio in Vespa perché a 80 km l’ora vedi tantissime cose che in moto ti sfuggirebbero. Perché non c’è elettronica e ci puoi mettere le mani, sapendo che ti riporterà sempre a casa.
Mi faccio tutto da solo, compreso il motore. E quando viaggio ho mezza Vespa di ricambio dietro: una borsa dedicata solo a quello. Ho viaggiato tanto con lo scooter della Piaggio, me ne sono successe di tutti i colori, e ho fatto una selezione dei ricambi più importanti da portare dietro”.Francesco Muroni, vespista e motociclista, è un fiume in piena. E’ appena rientrato dalla Germania, da Celle, dove è stato al VWD, il Vespa World Days, ed è entusiasta del viaggio, nonostante i tanti imprevisti e, soprattutto, l’acqua a secchiate presa nei tanti giorni di viaggio.
Conosco Francesco da un paio d’anni, grazie a un’amicizia comune. La sua è una famiglia di motociclisti. Oltre alla Vespa lui ha infatti anche una Moto Guzzi Breva, ma una moto ciascuna l’hanno anche la moglie e la figlia. E capita che si muovano in tre, ognuno con la sua moto.Lui in più ha questa passione per la Vespa. Per tanti anni ne ha avuta una 125, poi, nel 2016, ha preso una PX150X del 1981, appositamente per fare le superstrade e le autostrade.
“Non che io ami l’autostrada. Tutt’altro, di solito la evito. Ma lo scorso anno ho fatto il Giro d’Italia in Vespa, e sapevo che avrei avuto bisogno di un mezzo abilitato anche a quel tipo di strade”.Se ricordo bene fu un’iniziativa di beneficenza, vero?
“Si, abbiamo fatto il Giro d’Italia per raccogliere fondi per i bambini autistici. Siamo partiti il 3 settembre 2016 da Acquaviva Fonte, in provincia di Bari, e riapprodati il 2 ottobre a Barletta, dopo 7500 chilometri. Poi ti mando il link anche di quello. Sai, l’autismo è una malattia tremenda, che coinvolge tutta la famiglia, e noi volevamo trovare i fondi per sviluppare una App…”.Fermo Francesco, è ripartito il fiume in piena!
Torniamo al Vespa World Days: cosa ti ha spinto ad andare?
“La molla è il viaggio. È quello che mi piace. E mi prendo tempo. Non faccio programmi con tappe forzate. Preferisco viaggiare da solo. Gli altri dalla Germania hanno imboccato l’autostrada, perché volevano arrivare a Roma prima possibile. Io ho fatto lo Stelvio, l’Abetone e sono passato a Pontedera a visitare il museo della Piaggio. In questo ambiente ci si fanno tantissimi amici sui social network, tanti altri vespisti. Ed è un piacere incontrarli di persona. A volte durante il trasferimento, altre volte direttamente al raduno. C’erano circa 4000 Vespa a Celle quest’anno”.

Francesco, ti ruberò un po’ di foto dal profilo Facebook, lo sai?
“Si, magari! Purtroppo avrei voluto farne di più, ma quest’anno ho portato solo il telefono e con tutta l’acqua che ho preso non sono riuscito a fare tante foto. Però sono contento se ne pubblichi un po’, così si vede anche che sono vestito con abbigliamento tecnico. Per me è un chiodo fisso. Uso sempre giacca, paraschiena, guanti, casco chiuso e scarpe tecniche; perché cadere da una Vespa è come cadere da una moto. I vespisti sono forti e simpatici, ma c’è gente che va in autostrada con la magliettina”.C’è un report del tuo viaggio?
Una domanda che non dovevo fare… diciamo che ve ne offro una versione sintetica 🙂
“La partenza è stata il 20 giugno. Alle 13, con un caldo insopportabile! Roma-Ravenna, 366 km.
Il giorno dopo Ravenna-Bolzano su strade statali, poi autostrada del Brennero ed arrivo in Austria. E il primo bellissimo incontro con un amico, il Grande Peder, Pietro Esposti. Ma quanto è piccolo il mondo???
La tappa del terzo giorno è da ben 513 km. Partenza alle 10, arrivo alle 20.35, nonostante un nubifragio tremendo e un camionista polacco che per un pelo non mi ha fatto cadere. Nella fase peggiore del temporale mi sono riparato in un bagno con tettoia, dove ho chiacchierato con i camionisti. Uno di loro mi ha indicato un posto eccezionale dove andare a dormire, a 70 km da Lipsia.
Quarto giorno: 310 chilometri e l’arrivo a Celle. La giornata è iniziata benissimo, con una colazione che sembrava un pranzo. Poca pioggia e cielo coperto, ma tantissimo vento. Io e la Vespa abbiamo ballato parecchio.
In tutto il viaggio di andata è stato di 1689 km; 4 giorni e 3 notti.
Peccato: non c’era tempo di fermarsi e tutte le città dall’Austria alla Germania le ho viste solo per pochi minuti”.




Ora siamo al raduno.
“Si, qui è previsto il giro d’onore dei partecipanti al VWD. Un giro lungo, attraverso le campagna tedesche e i paesini che le interrompono. Durante il percorso, che per motivi di sicurezza era chiuso al traffico, abbiamo viaggiato fra tantissime persone che aspettavano il nostro passaggio. Una festa.
Tornati a Celle, ho dedicato un po’ di tempo per girare gli stand e fare qualche foto, incontrando parecchi amici. Pomeriggio in albergo e serata con cena di gala per oltre 1000 partecipanti!
Domani si riparte”.Siamo già al ritorno…
“Si, inizia il sesto giorno del mio viaggio, il 25 giugno. Ancora una tappa bagnata, ma dal finale fortunato. Da Celle a Gelnhausen, vicino Francoforte. 372 km, 7 ore, di cui almeno 3 sotto la pioggia. E meno male che avevo aspettato che finisse l’acquazzone della mattina! 😀
Avrei voluto fare un’altra strada, ma il meteo non me lo ha permesso e quindi: giù di nuovo in autostrada. 🙁
Partenza alle 13.00, dopo una ricca colazione (con quello che ho pagato mi sarei dovuto portare via anche la cena, quindi direzione Hannover e poi giù, verso Francoforte. Sono quasi le 20, quando decido di fermarmi al primo paesino: non vorrei trovarmi senza cena e senza letto.
Al primo benzinaio chiedo informazioni, ma mi rispondono che non ci sono alberghi li vicino. Esco deluso e incontro un italiano che stava ammirando la Vespa stracarica di bagagli. Parla un buon tedesco, si mette al telefono e mi trova un albergo con ristorante annesso. E le sorprese non sono finite: il proprietario dell’hotel è un Vespista (Francesco l’ha scritto maiuscolo… ndr) e da buon collega mi fa parcheggiare nella hall, quasi in camera!
Un pensiero all’amico italiano incontrato al benzinaio: grazie Paolo!!!”.


“26 giugno, settimo giorno. Da Gelnhausen a Fussen, località quasi al confine: si vedono le Alpi. 450 km sotto il sole, in otto ore e mezza di viaggio. Alla sera trovo un albergo bellissimo, ma non ho avuto neanche il tempo di fare una doccia, perché le cucine chiudono e prendono ordini fino alle 20.15. Me la godo lo stesso: con la Vespa al riparo è arrivato il consueto temporale.
27 giugno, ottavo giorno. Lo Stelvio. Sole, vento e pioggia: la tappa più bella!!!
Da Fussen a Malonno (BS), dove mi aspettava Domenico Gelmi, mio compagno d’avventura lo scorso anno al Giro d’Italia.


28 giugno, nono giorno. Da Malonno (BS) a Maranello (Ferrari!!!). Si comincia con una bufera di grandine prima di Brescia, poi pioggia e vento forte. Solo 287 km, ma devo ringraziare di essere arrivato. In 6 ore e mezza.
Anzi, partito da casa di Domenico, dopo 10 minuti sono tornato indietro: la Vespa non si guidava per le forti oscillazioni dello sterzo. Troppo peso sul posteriore. Rispetto al giorno prima è bastato mettere qualcosa in più nelle due borse e la Vespa si è squilibrata. Con una una borsa in mezzo alle gambe, la Vespa è tornata governabile.
Alla sera trovo un bell’albergo nella cui hall è esposta una… Vespa: il destino del Vespista!29 giugno, decimo giorno. Maranello – Passo dell’Abetone – Pontedera (Museo della Piaggio) – Roma!!!
531 km, la tappa più lunga.
Primo obiettivo di giornata: l’Abetone. Troppe volte ci ero passato vicino e non lo avevo mai attraversato. Un altro sigillo per me.
Inizio a scendere verso Lucca, faccio un po’ di curve e mi trovò un grosso albero schiantato sulla strada. Fossi passato poco prima, mi avrebbe preso in pieno: due foto e una sigaretta in più mi hanno salvato la vita!

Arrivano altre macchine e camion, si chiamano i soccorsi per riaprire la strada, si parla almeno di un paio d’ore di attesa. Spuntano due motoseghe, ma hanno la catena fuori posto. E io in Vespa ho una tredici e un cacciavite per aggiustarle. In pochi minuti almeno metà strada è libera, ci salutiamo e riparto.
A questo punto passo per Pontedera. Così vicina a Roma, eppure mai visitata. Ed eccomi nel museo Piaggio. Che spettacolo! Faccio un giro veloce e mi soffermo all’entrata, dove ci sono le Vespa dei grandi viaggiatori: Giorgio Bettinelli, Sean Jordan, Filippo Logli e (sorpresa!) c’è anche la “Corazzata” di Ilario Lavarra.
Basta, il tempo stringe: Firenze-Pisa-Livorno, poi giù verso Roma in autostrada. Arrivo alle 22, e mi ci vorrà almeno un’altra ora per scaricare la Vespa e la tensione di questo mio grande viaggio.
3.666 km indimenticabili!” - sabato, 1 Luglio, 2017 alle 18:29 #1217
Non abbiamo idea del numero di estimatori e appassionati della Vespa nel mondo, non passa giorno in cui ci siano manifestazioni anche a scopo benefiche in cui non sia coinvolta. In ogni famiglia ce n’è stata almeno una. Un po’ come la vecchia 500 della Fiat.
Imprese del genere non mi stupiscono più sinceramente. Però hanno il loro fascino.
- AutorePost
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