Rispondi a: Quei fantastici pazzi del TT dell’Isola di Man
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Pezzo interessantissimo sulle differenze tra preparazioni per la pista e per il TT
Sul sito della nostra Marta Covioli
Nel dettaglio: le differenze tra moto “da pista” e moto “da TT”

Articolo scritto da Fabio Mapelli, per anni capotecnico nel Mondiale Supersport per Yamaha Motor Italia e Bimota con piloti quali James Whitham e Fabien Foret; poi capotecnico Team Franciacorta Corse al Tourist Trophy con Marco Pagani.
In sintesi, la moto da Mountain è molto “piatta e lunga”, non deve mai essere nervosa o imprevedibile nelle reazioni, non deve essere un’arma da corpo a corpo da utilizzare contro l’avversario all’ultima staccata (si corre a tempo…) o un’animale da chicane da prima marcia.
Deve, inoltre, avere un motore elastico e prevedibile, insomma più vicina ad un compromesso che ad una moto estrema con, magari, limiti più alti ma molto impegnativa a livello psicologico e stancante. Al TT il pilota deve solo pensare a guidare una moto magari non perfetta in alcuni tratti, dove saprà tenersi un piccolo margine sapendo che forzare non servirebbe a nulla, ma “almost ok” su gran parte del tracciato; una moto che in condizioni climatiche ottimali e con pilota tranquillo possa permettergli di fare il giro buono o la gara da top 10 e soprattutto (cosa che chi scrive condivide al 100%) che segua la filosofia tutta inglese che “quello che non c’è, non si rompe”.
