Rispondi a: Quando l'automobilista ti guarda, ma non ti vede

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Riccardo Matesic
Amministratore del forum

    E invece no, caro Claudio.
    Ti riporto qui brani di un mio articolo del dicembre 2016, che fa riferimento a due studi scientifici.

    “L’Istituto Belga per la Sicurezza Stradale ha fatto un esperimento di guida in autostrada con volontari che hanno risposto a delle chiamate telefoniche utilizzando sistemi vivavoce.
    Il confronto fra le registrazioni dei movimenti oculari dei guidatori durante le conversazioni telefoniche e durante le fasi di guida “non disturbata”, ha messo in evidenza come quando si telefona -con il vivavoce!- l’attenzione ai cartelli stradali sia inferiore del 44%; e quella nei confronti degli altri veicoli scenda del 28%. Chi parla al telefono tende inoltre a marciare più al centro della carreggiata; e a controllare meno spesso il retrovisore sinistro.
    Il report non manca di segnalare che nel corso dell’esperimento un guidatore ha preso una multa per eccesso di velocità, e altri tre hanno mancato l’uscita assegnata perché distratti!

    Risale invece al 2015 un’altra ricerca, condotta in collaborazione da due università inglesi e recentemente pubblicata dal Transportation Research Journal. Gli autori sono Graham Hole e Michael Land dell’Università del Sussex, e Gemma Briggs, della Open University di Milton Keynes. Due gli esperimenti effettuati, con un carattere di complementarietà.
    Nel primo caso, sessanta volontari hanno guidato al simulatore utilizzando due programmi, che proponevano al conducente situazioni di pericolo stradale. I volontari erano preventivamente stati divisi in tre gruppi. Il primo ha effettuato la prova senza distrazioni, il secondo lo ha fatto parlando al telefono, il terzo ha parlato al telefono con conversazioni che hanno indotto a pensare a immagini che richiamavano la memoria o la capacità d’immaginazione.
    L’altra parte dell’esperimento si è articolata invece nella proiezione di sedici brevi filmati di guida a quarantasei volontari. La metà dei filmati conteneva situazioni di pericolo. Anche in questo caso, la metà dei volontari hanno visionato i video mentre erano indotti a pensare a immagini alternative, mentre l’altra metà ha potuto concentrarsi sui video. Tutti avevano degli occhiali che registravano i movimenti oculari, per meglio comprendere il loro modo di guardare e processare le immagini dei video.
    Il risultato è che ai volontari impegnati in altre conversazioni, soprattutto quelli impegnati a visualizzare mentalmente altre immagini, sono sfuggite diverse situazioni di pericolo. E si sono sempre dimostrati più lenti nella risposta e nelle reazioni. Molto spesso hanno “guardato senza vedere” il pericolo, e hanno dimostrato di avere una visione a tunnel. Cioè hanno notato solo quanto succedeva davanti a loro, tralasciando i lati della strada. Che come ogni motociclista sa, sono spesso fonte di pericolo (incroci, cani che attraversano, auto che compiono inversioni a U senza segnalazione…).
    Il motivo di queste disattenzioni, spiega Graham Hole, è che “le conversazioni telefoniche spingono il guidatore a immaginare visivamente ciò di cui sta parlando. Questa immaginazione visiva compete però con le risorse mentali utilizzate per processare le immagini che i guidatori vedono mentre sono su strada”.
    Ad esempio, continua Hole, “la persona all’altro capo del telefono potrebbe chiedere qualcosa tipo ‘dove hai lasciato la cartella blu?’, spingendo il guidatore a una ricerca mentale per ricordare una stanza conosciuta. Ma il guidatore potrebbe anche solo immaginare l’espressione mimica della persona con la quale sta parlando”.”

    Personalmente ho sperimentato recentemente un paio di volte problemi ad azzeccare l’uscita giusta da un raccordo stradale per distrazione indotta. La cosa non è così inconsueta.
    Poi siamo attaccati alle nostre abitudini e siamo sempre convinti di essere più bravi degli altri. Quindi anche io quando guido continuo a telefonare, sentire musica ad alto volume, litigare, scherzare, ridere, raccontare cazzate…