Rispondi a: Il costo spropositato dei ricambi , un male antico che ha raggiunto il limite !!

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Partecipante

    Innanzitutto va detto che zio Franco ha tirato in questa conversazione la MIGLIORE argomentazione possibile: Pepe Mujica.
    Quell’ uomo andrebbe santificato SUBITO. Altro che il Papa…

    Premesso che Mujica aveva SEMPRE ragione… andiamo avanti.

    Sono ovviamente d’ accordo con Zio Franco sulla faccenda dei costi di produzione. Nessuno si aspetta di pagare ricambi al prezzo di costo. Viviamo nella societa’ in cui viviamo (una merda), va bene moltiplicare per 6. E’ speculazione pura perche’ – a naso – il ricavo netto e’ ingiustificato, ma va bene cosi’.

    Il problema e’ un altro: se puoi fare un lavoro con un pezzo che costa 10 euro e rivendi a 60… perche’ devi cambiare questo schema e sostituire quel pezzo con un pezzo che costa 100 e che rivendi a 600? In questa epoca – in teoria – i processi industriali sono molto piu’ ottimizzati che in passato e parlo di tutto lo spettro, dalla gestione delle materie prime alla logistica alla linea di produzione. Ed anche dalla riutilizzazione del pezzo: un tempo il pezzo era dedicato al veicolo. Sopratutto in campo automibilistico, oggi qualche pezzo viene utilizzato da 10 marche che a loro volta lo spiattellano su 10 modelli.

    C’e’ qualcosa che non torna. L’ impressione e’ che il fattore preponderante sia proprio quello speculativo. Portato all’ estremo dallo spudorato tentativo a spingerti e non manutenere bensi’ ad acquistare un nuovo prodotto.
    Risultato? Economia NON sostenibile.
    Se si guardano i dati del volume di debito pubblico, e’ curioso notare che tra i 10 Paesi piu’ indebitati al mondo la maggior parte sono i Paesi piu’ sviluppati. USA, Italia, Francia, Canada, Giappone… e pure Singapore, additato da tantissimi come un piccolo Paradiso ed un modello da invidiare. Ragazzi il Giappone ha un debito al 235% del PIL… e gli USA hanno un debito pubblico che in valore assoluto ti fa perdere i capelli al solo leggere il numero.
    Adesso… un Paese potrebbe anche avere le spalle per gestirla una situazione del genere… ma la singola famiglia che deve ammortizzare 1500 di acquisto del proiettore della VW?
    Un proiettore dovrebbe costare 100-300 euro. E’ quello un prezzo in media sostenibile. Il resto e’ cialtroneria e spinge un’ economia in generale non sostenibile. Anche perche’… se si rigira la frittata… se sei costretto a speculare cosi’ tanto su un proiettore o una guarnizione per portarti in attivo… allora vuol dire che il tuo core business e’ ALTAMENTE improduttivo. Dovresti cambiare radicalmente filosofia…. o chiudere i battenti. “Se non ce la faccio ad arrivare a fine mese… non mi resta che rubare”. Piu’ o meno.

    E … passi per un componente ipertecnologico. Ma la guarnizione di Stefano a 70 euro e’ un caso che meriterebbe l’ attenzione di un Pubblico Ministero. E mi domando sempre perche’ cio’ non succeda. Qual’e’ allora il senso di uno Stato? A cosa serve un organizzazione civile, se non a questo?

    Ric… non mi convinci sulla faccenda del colore. Io lo so che a quegli scriteriati piace giocare coi numeri. Ma.. tu sei davvero sicuro che quei malati di mente si sono presi la briga di rapportare i dati di incidentalita’ di veicoli di un particolare colore con la percentuale del parco veicoli circolanti di quel colore, rispetto a quelli di altri colori? Io ci giurerei che non l’ hanno fatto.
    Questa “fede” nei numeri proprio non la capisco. Per quanti parametri possano inserire nei loro studi… ce ne sono altrettanti che sono stati trascurati. La visione dei fatti che ne consegue e’ sempre parziale. Le statistiche sono “ingiuste” per loro intima essenza… arrotondano i miliardi di caratteristiche del nostro mondo a pochi parametri che sono facili da utilizzare ma sono SEMPRE sbagliati. Arrotondamenti, sempre. Immaginate di comportarvi alla guida in modo immacolato, sempre nei limiti, mai un’ infrazione, mai una disattenzione. Il vostro vicino e’ uno scriteriato. Poi viene il modello statistico e mette tutti e due sullo stesso piano, piu’ o meno nel mezzo. Il modello sbagliera’ a descrivere sia voi che il vostro vicino. Descrivera’ perfettamente la media dei vostri comportamenti… che pero’ non e’ un parametro riscontrabile nella realta’ e sopratutto e’ ingiusto nei vostri confronti, perche’ umilia l’ atteggiamento virtuoso. Se il vostro vicino ha l’ auto bianca, poi… verra’ fuori che le auto bianche sono piu’ soggette ad incidentalita’. Peccato che la colpa non era dell’ auto bianca: e’ il vicino che e’ passato col rosso… ma il modello non l’ ha capito perche’ la differenza tra un’ intelligenza umana ed un computer e’ che l’ intelligenza umana pesa automaticamente in modo differente il parametro meno influente, il computer no: se trova un parametro che gli piace ed ha un senso per il suo algoritmo, si ferma li’. Non sa valutarlo, non sa interpretarlo. Se contate che IA e Machine learning sono modelli puramente statistici… decidete voi se credere o meno a quelle fandonie delle assicurazioni e di quei piscioni che tirano fuori quei modelli. Quasi sempre ventenni freschi laureati che saranno pure bravini ad inserire due linee di codice Python in una macchina ma di vita hanno esperienza ZERO.

    Tornando alla speculazione… gia’, Stefano, anche a me pare di capire che il Marelli sia proprio l’ OEM. Il che vorrebbe dire che e’ commissionato proprio dalla VW e prodotto per la VW. Resta da capire perche’ lo stesso pezzo, uscito dalla stessa linea di produzione, costa quasi il doppio se e’ marchiato VW. Sara’ il costo dello scatolo…. 🙁