Rispondi a: MotoGP2025: si lotta fino all’ultimo GP?

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#27997
sec
Partecipante

    …scusa nè. Ho mangiato uno spaghetto di merda e mi gira così oggi.

    😀 😀 😀 😀

    No ma la mia non e’ una critica.
    So che sai quello di cui parli, figurati se non rispetto le tue opinioni.
    Non dissento con te… diciamo solo che volevo “aprire” un po’ la conversazione.

    Potrebbe avere ragione Albesiano… potrebbe anche non averla. Lo capiremo, in qualche modo.
    E’ un po’ come l’ anno scorso. Erano in tanti a dire che le differenze tra la Ducati GP23 e GP24 non erano cosi’ grandi. Compresi quelli in Ducati. Ecco… diciamo che dopo aver portato un po’ di pazienza adesso l’ abbiamo capito quanto era quella differenza 😉 . E non parlo di Marc ma di Alex.

    Dai… “sgrossare” i pezzi non e’ un lavoro da poco. Devi essere abbastanza veloce e sensibile da capire differenze spesso piccolissime. Pero’… anche qui… Marquez potrebbe aver voluto parlar bene di Bradl per mille motivi. La nostra impressione e’ che lo sviluppo della Honda era andato a quel paese da anni. Quando si giocava i mondiali con Dovizioso, era probabilissimo che Marquez montava su una moto inferiore ed era lui a metterci la pezza. Infatti i compagni di marca erano staccati di secondi e secondi.

    Che poi… come abbiano fatto Honda e Yamaha a perdere tutto quel terreno resta sempre un mistero. Anche perche’ continuano a muoversi in modo caotico: fresco l’ ultimo scazzo di Quartararo che chiede un po’ di “costanza” e di non cambiare sempre tutto. Ed in Yamaha hanno Bartolini, ex-Ducati considerato un pezzo da 90 da Dall’ Igna stesso.

    Casino pazzesco, davvero, difficile cogliere i particolari.

    Si, capisco la problematica delle flessioni sul telaio per gestire il grip, capisco quello che dici. E’ il dannato modo in cui lavorano le sospensioni in moto, quando si e’ al massimo angolo di piega: l’ anomalia dell’ asfalto agisce sul punto di contatto della gomma in perpendicolare ma le sospensioni sono inclinate a 60 gradi e non assorbono che una piccola frazione della sollecitazione. Non e’ un caso che un’ auto anche normalissima, in curva, se la mangia una moto: sulle auto le sospensioni lavorano sempre in perpendicolare o quasi, in modo ottimale. Sulle moto e’ impossibile fermare quelle sollecitazioni… l’ unica e’ cercare di evitare che si propaghino a tutto il mezzo usando quei punti di flessione di cui parli.
    Strano pure questo: su queste problematiche le case giapponesi erano molto ben preparate, da tempi lontanissimi. Le Ducati, ai tempi, erano di marmo: era tutto ancorato sul motore (cannotto/telaio anteriore ma pure il forcellone) quindi flessibilita’ zero. Parlo delle primissime desmoquattro, ante-916 ma sono capitati pure strafalcioni come la gp07 di Stoner, con il motore assolutamente portante e praticamente senza telaio. ZERO punti di flessione. Ma quella la guidava solo lui…. infatti.
    Ovvio che fecero retromarcia prima ancora dell’ arrivo di Dall’ Igna… ma persero un mucchio di tempo e furono anni difficili. Se non vado errato… fu proprio Rossi durante la malaugurata vacanza al Borgo a chiedere un perimetrale in alluminio… lui che era abituato a quel gioiello telaistico della M1.
    Su una desmosedici di oggi… le rare foto “scarenate” che si sono viste (dopo qualche zuccata…) danno un’ immagine diversissima, con tanti montanti “gracili”, di fatto punti di flessione intenzionali. Ed anche una gestione delle masse moooooolto differente dalle “solite” Ducati, con motore avanzato ed apparentemente ruotato. E quest’ ultima scuola mi sa che e’ proprio nata sotto Dall’ Igna. Pero’ non e’ che ci parlano molto di queste cose. “Segreti industriali”.
    Nonostante questo, si continua a parlare di Ducati (loro, non io 😉 ) come di una moto non agilissima e prestante di avantreno bensi’ come un oggetto stabile e puntato sul posteriore, come da tradizione. Anche Marc ha detto di aver dovuto modificare il suo stile. E si vede, adesso non guida come durante gli anni in Honda, con traiettorie creative e conseguenti sorpassi letteralmente inventati. Li’ lo poteva fare perche’ il forte di quella moto era l’ anteriore agile e piantato. Pare. Ci dicono. Mica le ho guidate quelle moto 😛

    Che poi Marc lo adorano li’ in Ducati non ci piove… chi non vorrebbe lavorare con il meglio del meglio?