Rispondi a: E l’Eicma?
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Sono stato in fiera giovedi con mia figlia, speravo in una “relativa” calma, ma vista l’affluenza o hanno avuto tutti la mia stessa idea o non oso immaginare i giorni successivi.
Comunque.
Abbiamo girato tutti i padiglioni, totalizzando a fine giornata una mezza maratona (letteralmente), ma ne è valsa la pena, e siamo riusciti, ciliegina sulla torta, anche a salutare il grande capo Mastic :D.
Generalmente stand belli o molto belli, alcuni un po’ angusti, ma comunque è stato possibile salire su, e osservare da vicino, quasi tutti i modelli presenti.
Non voglio discettare sulle “regine del salone”, ma approfitto per condividere con voi qualche impressione.
Le case europee sono vive e producono, oggi, secondo me, il meglio a livello mondiale, come tecnologia, design e qualità. Speriamo capiscano che non si vive di solo premium… Intanto qualcuna (forse) sta imparando che l’identità conta ma ci vuole anche la ciccia (vedi Piaggio con Guzzi), speriamo che dove c’è già la ciccia comincino a capire che serve anche l’identità (sempre Piaggio con Aprilia, per me sempre una mezza incompiuta).
Ducati, Triumph e KTM comunque sempre spettacolari.
Per le giapponesi vedo più tendenze: in generale tutti cercano di dare un tono ai propri modelli “poveri”, temo per evitare il confronto con gli omologhi cinesi (Honda probabilmente la più efficace, si vedano le Hornet e NX). Alcuni (Kawasaki in primis e ancora Honda) riscoprono le race replica, sempre una gioia per gli occhi. Nella fascia alta la competizione è con le europee, e si vede: qualità altissima.
Riepilogando: Honda e Kawasaki sugli scudi (CBR600/1000 e Ninja 400/600/1000 su tutte), Suzuki mezza delusione (a parte le “vecchie” Busa e V-Strom 1050, la nuova GX non mi ha convinto appieno), Yamaha a questo giro senza infamia e senza lode (non riesco a farmi piacere la MT09, comunque la declinino).
Le cinesi sono tante, forse troppe, e questo potrebbe essere un problema anche per loro, infatti in alcuni segmenti (crossover e naked piccole e medie) le proposte sono spesso, esteticamente e meccanicamente, quasi indistinguibili.
Per fortuna poi troviamo Kove, una (bella) rivelazione, dove si vedono un po’ di passione e sana follia (speriamo non disgiunti, come spesso è capitato e capita, dalla capacità di far quadrare i conti).
CF Moto sembra crescere bene, tutte le altre proposte, incluso il gruppo QJ/Benelli/Keeway/ecc. leader di mercato, continuano, nel migliore dei casi, a non dirmi nulla.
Le indiane, ossia Royal Enfield, una bella conferma, anche se hanno clamorosamente sottodimensionato lo stand: tante cose (belle) da vedere in troppo poco spazio. La nuova Hymalayan è molto carina e (almeno da ferma) comoda, sicuramente non “spompa” come la progenitrice, da provare. Le 650 tutte belle e sempre meglio rifinite. Forse stanno un po’ scimmiottando Triumph ma chissene.
Per finire una piccolissima nota sul futuro: c’erano tante low-cost, tanti scooter e tantissime elettriche, ma i ragazzi (mia figlia con loro) facevano la fila per salire sulle Ninja, proprio come me (noi) quarant’anni fa… Forse c’è speranza!
Ciao a tutti!
