Rispondi a: E la Livewire?
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Il problema e’ che qui si parla di cosa ci affascinera’ e di cosa parleremo.
Ovvero di qualita’ umane legate a passioni, gioia, felicita’, senso del bello.
L’ assunto:
Il mondo cambia. Chi si ferma e’ perduto.
invece, si lega ad un’ idea di “progresso”, che mi tirate sempre fuori perche’ “non si puo’ arrestare” etc etc.
Il progresso NON e’ umano. E’ una sovrastruttura convenzionale che ci siamo creati ma che dipende solo da fattori quasi esclusivamente di carattere economico ed utilitaristico. Non e’ neanche scalfito da emozioni umane o da concetti come passione o fascino.
Infatti, il progresso – appunto – “non si ferma mai”. Un essere umano invece si ferma, va avanti, torna indietro, riparte. Esclusivamente in avanti ci vanno solo le macchine, i muli e … gli schiavi, se proprio vogliamo buttarla sul sociologico.
Adesso… che il progresso produca fascino e’ tutto da dimostrare. Andatevi a vedere la Sagrada Familia e guardate le differenze tra la facciata originale di Gaudi e le rimanenti tre, realizzate in tempi recenti peraltro con ben altri mezzi e tecnologia.
Proprio poc’ anzi mi son visto “The Magnificent Ambersons” di Orson Welles (lo dico perche’ sappiamo che il capo ha un debole per il buon cinema). Filate a vedere cosa si puo’ combinare con una telecamera di 80 anni fa e con una bella dose di genio. A proposito… una delle tematiche del film era … l’ avvento dell’ automobile (la “carrozza senza cavalli” 😀 ) e la reazione dell’ aristocrazia conservatrice. Manco a farlo apposta…
Ah… il progresso… mi ricorda i caffe’ in piazza San Marco a Venezia. Ti siedi per un aperitivo con l’ accompagnamento di un’ intera sezione di archi che ti suona Vivaldi. Roba d’ altri tempi… che ti ritrovi nel conto: l’ ultima volta (e’ parecchio che manco, adesso potrebbe gia’ essere cosa “estinta”) pagai 35 euro di solo “contributo orchestra”. In un qualsiasi localino moderno la musica o e’ un “one man band” di un tipo con una tastiera, un microfono ed una batteria di sequencer … oppure e’ un mp3. Ma e’ gratis.
Il progresso e’ cosi’: e’ conveniente ma difficilmente fascinoso.
Lo conferma, con riluttanza, anche Giangi:
l’IWC e lo Universal Geneve sono a riposo (assieme ad altri) e li tiro fuori solo per occasioni speciali.
Ecco: nelle occasioni speciali e’ ovvio il tipo di oggetto che si deve tirar fuori. Poco importa se Giangi lo faccia per soddisfare i propri criteri estetici o per incontrare quelli degli altri. Per entrambi e’ lampante quale sia l’ oggetto meritevole.
Poi c’e’ l’ oggetto “utile”, che viene valutato per il tipo di contributo che offre all’ esperienza dell’ utente in relazione a possibili alternative.
Ricordate quanto ci hanno messo le fotocamere digitali per soppiantare quelle a pellicola, no? Senza massiccia (ed AGGRESSIVA) campagna di propaganda su scala mondiale e sopratutto SENZA INCENTIVI economici…
Di un oggetto si giustifica l’ esistenza solo se e’ a)affascinante (in genere costoso) o b)utile (in genere economico). Non e’ necessario che siano soddisfatte entrambe le condizioni ma ALMENO UNA lo deve essere.
Insomma: il progresso non si ferma. Perche’? Perche’ purtroppo ci e’ sfuggito di mano ed ha una “sua volonta’”. Meno romanticamente: perche’ i benefici che porta corrispondono agli interessi della classe sociale che lo promuove e che e’ allo stesso momento esente dai suoi risvolti negativi.
E’ positivo per tutta la societa’? Boh. Bella domanda. Di certo, qualche punto di contatto con la presente crisi ambientale non si fatica a trovarlo. Giusto per fare un esempio…. perche’ potremmo parlare anche di crisi sociale.
Io continuo a credere che non e’ chi si ferma ad essere perduto. Lo e’ chi smette di coltivare il suo spirito critico e si rende inerte bersaglio delle mode.
