Rispondi a: Gli scarichi rumorosi NON salvano i motociclisti!
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… voi due fate piu’ casino di un raduno di Harleysti con gli scarichi bucati! 😀 😀
Ve ne siete accorti, vero, che state dicendo la stessa cosa? 😀 Avete ragione – da vendere – entrambi.
A dirla tutta… e’ chiaro che ci si fa notare piu’ facilmente con uno scarico rumoroso. Ed e’ chiaro anche che ci si fa notare di piu’ indossando una tuta a led tipo Tron, o avvitando un riflettore da stadio sul serbatoio.
Ma serve a qualcosa? No, appunto. Chi NON VUOLE vederti, non ti vede. Chi NON VUOLE sentirti, non ti sente.
Colpa … “loro”, quindi? Ni. Qualche volta colpa loro, qualche volta siamo noi che non ci mettiamo nelle condizioni giuste per essere visti, o sentiti. O per essere EVITATI.
A me, nei centri abitati, piace “armonizzarmi”, comportarmi “da auto”. Non dribblo la coda ai semafori. Mi adatto alla velocita’ media degli altri in quel tratto di strada, in quel preciso momento. Non sto a bordo (uno qualsiasi) carreggiata ma mi spiattello al centro e prendo quanto piu’ spazio possibile, cosi’ a qualcuno non viene l’ idea di venirmi a fare la barba alle gambe: e’ un po’ come “gonfiarsi”, come dei pesci palla o dei porcospini, farsi percepire piu’ grossi di quello che si e’. Lo scarico non serve piu’ di tanto… e’ una sorta di “drone”, un “rumore di fondo” a cui ci si abitua – sopratutto in citta’ – ed a cui non si fa caso, per quanto possente sia. E’ semmai il clacson l’ oggetto da usare per segnalare una situazione pericolosa. Quello e’ un suono piu’ “fastidioso”, “penetrante”, che il cervello riconosce subito come richiamo all’ attenzione. Magari anche il fuorigiri di Ric… ma non il fuorigiri in se, piuttosto l’ improvviso transitorio verso il fuorigiri. Lo sgasatone, insomma, per attirare l’ attenzione.
Ma se si e’ bravi psicologi, come dice Mirko, non ce n’e’ neanche bisogno. Impari a prevedere. Io dico che si deve essere “scacchisti”: bisogna prevedere le prossime 10 mosse di tutti i “pezzi” che stanno attorno a te. Insomma: e’ chiaro che e’ necessario sapere eseguire correttamente un panic stop… ma chi guida davvero bene, si ritrova molto raramente nelle condizioni di doverlo eseguire.
La sicurezza parte in testa. Concentrazione, intuizione, esperienza, intelligenza e prontezza sensoriale.
