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Bob, ammazza quanto sei deluso.
Io a dire il vero continuo a divertirmi con le gare. Continuo ad ammirare dei piloti che fanno cose impossibili.
Certo che non c’è più il pilota che cade, si rialza e vince. Certo che non c’è più il pilota che lavora sulla moto. Ma già quando lavoravo con Rumi, i motori mica si aprivano in pista. Ce n’erano di riserva sul camion, e in caso di guai si montava direttamente un altro motore.
Il gesto tecnico da raccontare però, secondo me ci sarebbe ancora. Ci sarebbe molto da raccontare, se solo fosse possibile. Il problema è che non è più possibile. O quando sarebbe possibile, ci si limita a raccontare la superficie.
I tecnici usano il computer per calcolare molte cose, certo, ma alla fine insieme ai piloti scelgono ancora i rapporti, le gomme, le pressioni, e i settaggi delle sospensioni. La messa a punto di una MotoGP è un rompicapo impossibile, pensa se potessero raccontarci cosa spostano e come cambia la moto.
Pensa se potessero raccontarci le differenze di guida misurate fra Lorenzo e Marquez. Due piloti che guidano in maniera differente. O fra Rossi e Vinales, il vecchio e il nuovo. Il problema è che ci siamo livellati sul superficiale. Perché la massa quello vuole. E allora apri un po’ di siti che parlano di MotoGP e confronta gli articoli; per scoprire che scrivono tutti le stesse cose. Poi, se vuoi farti del male, prendi un Motosprint di 30 anni fa, e vedi quanto si scriveva di più.
Il nodo è qui. Ed è una tendenza partita 30 anni fa ormai. L’ordine era di non seguire più le specialità residuali, di non seguire i comprimari, sebbene a volte potessero fare notizia. Abbiamo iniziato a dimenticarci Chiodi che vinceva mondiali di Motocross, e oggi Cairoli che ne ha vinti 9 (e quest’anno complice l’assenza di Herlings potrebbe arrivare a 10) lo conoscono solo gli appassionati.
L’ordine era di seguire il vertice. Per me fu una rivoluzione, e cambiò il mio modo di lavorare. Sono sempre meno quelli che riescono ad approfondire. Sempre di più quelli che scrivono le solite cose. Questo piattume superficiale ci ha spento.
Ma sarà la millesima volta che la scrivo ‘sta cosa
