Rispondi a: Dati ACI/Istat 2017: forte aumento della mortalità stradale dei motociclisti

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#10030
Riccardo Matesic
Amministratore del forum

    Mi hai fornito l’occasione per chiarire un po’ di cose di cui si parla parecchio e spesso. Non avertene, uso il tuo messaggio per dire la mia

    La distrazione specie da cellulare si cura solo con la repressione e la tecnologia. GPS che rivela l’ora esatta delll’impatto e tabulato telefonico o cronologia del telefono che rivela cosa si stesse facendo.Multa esemplare 10 punti patente e in caso di incidente grave sospensione patente per minimo un anno. In caso di secondo incidente grave causa telefonino ritiro a vita. Per chi parla al cell senza auricolare o viva voce multe a partire dai 250€ in poi. Fattibile come cosa ma non si farà perchè le lobby telefoniche perderebbero una marea di soldi di tutto il traffico che si sviluppa in auto. Campagna mediatica dura e me ne frego del terrorismo psicologico…chi guida ha in mano un arma carica e ne deve essere cosciente.

    Mi sono occupato di questo argomento, e m’è venuta una domanda. Quando la polizia interviene sono passati di solito almeno 15 minuti. Ammesso e non concesso di avere il tabulato telefonico o l’accesso al telefono della persona che ha causato l’incidente, come si fa a dire che proprio in quel momento lui era al telefono? E se si era fermato 30 secondi prima per scrivere o rispondere e poi era ripartito e stava guidando a mani libere? Non sarebbe possibile appurarlo.
    Poi ci sono i problemi di privacy. Molte persone hanno nel telefono -che usano per attività professionale- delle informazioni molto sensibili. Un poliziotto che apre il telefono giusto nel momento giusto può trovarsi davanti un messaggio con una confessione fatta da un reo al suo avvocato. L’avvocato è tenuto al segreto professionale, il poliziotto no. Come la mettiamo? Vale anche per il prete, se non credete agli avvocati. O per il medico.

    Manto stradale…non ci sono i soldi, ma i morti ci costano 19,3 miliardi (senza contare i danni morali/psicologici e l’aspetto drammatico della perdita). Con una classe politica che riuscisse a vedere qualche mm più in la del proprio naso ci vorrebbe poco a capire che costa meno ripare le strade che pagare i morti. Ma da noi la prevenzione non esiste e la stalla viene sempre chiusa una volta usciti i buoi.

    C’è un problema, che si chiama copertura di bilancio. Per fare un provvedimento bisogna prevedere una copertura. Quelli della finanza creativa hanno provato a fare coperture con le previsioni di maggiore introito. Ma non funziona. Allora il non fare attuale è un qualcosa che può andare avanti, anche se ci costa caro. Il fare possibile andrebbe coperto. E oggi, sappiamo tutti qual è il problema

    Rincoglionimento senile. Vuoi guidare anche se sei anziano? fai gli esami della patente tutti gli anni. Esami seri con tanto di visita medica accurata. Chi si rende responsabile di elargire patenti in modo generoso o a pagamento gli chiudi l’autoscuola o l’attività! Striscia la notizia li svaga in 10 minuti la polizia non ne becca uno da anni. Cominciassero a distribuire multe e chiusure poi vediamo se fanno il loro dovere. Se dai una patente ad un rincoglionito e questo fa un incidente dovuto all’assoluta inmpossibilità di guidare istituiamo un nuovo reato: concorso in omicidio stradale. I rimedi non credo siano di diffile attuazione ci vuole la volontà e un governo e una opposizione (a prescindere dai colori) che facciano gli interessi dei cittadini. Per cui…niente da fare…se solo pensate da quanto tempo il nuovo C.d.S. è fermo, senza le 4 frecce perchè si è scaricata pure la batteria!!!!

    In buona parte queste cose ci sono già. La legge sull’omicidio stradale comprende il caso delle lesioni gravi e, anzi, la si sta un po’ depotenziando perché (finalmente) ci si è resi conto che è eccessivamente severa. Il problema degli anziani, perlomeno per come lo vedo io, non è però che gli anziani sono causa d’incidenti. E’ semplicemente che hanno una guida eterogenea con quella dei giovani. E questo innesca problemi. Se la moto arriva forte, l’anziano non la vede. Ma la colpa non è dell’anziano, è del motociclista che non si rende conto di non essere fra i suoi pari.