Rispondi a: Pilota si, ma di cosa???
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Molti piloti tra i cordoli non erano a loro agio, e il passo sul giro diventava quello di un buon amatore, confermando ancora una volta che erano specialisti di un’altra categoria
E’ verissimo
Io me la spiego a modo mio : la guida in pista presuppone preparazione metodica,studio nei minimi dettagli del contesto,asfalto,curve,temperatura,rettilinei,rapporti del cambio,una serie di movimenti e traiettorie sempre quelle,ottimizzate al centimentro. Si dice che il buon pilota mette sempre le ruote nello stesso punto,gas e freni sempre nello stesso spazio-tempo
E per far questo leggo di 50/100/150 giri nelle giornate di test
In gara ci sono tre giorni per provare,tre sessioni per decine di giri,sempre quelli
Bisogna studiare insomma,tanto
In strada è molto diverso,le prove si riducono,nel caso del CIVS a due o tre salite,nel caso dell’Endurances poi la distanza impone una condotta lungimirante,la moto non è solo tua,la devi riportare come ti è stata data possibilmente,vanno salvaguardati gli organi meccanici per migliaia di chilometri,le gomme,la benzina,le energie fisiche e psichiche
L’Endurance è un altro mondo,che adoro per questo,ci vuole tutto,testa cuore e abilità, e c’è spazio per l’improvvisazione,il colpo di genio,c’è tempo per ragionare e per imparare,si perchè ogni gara fa storia e se,in 24 ore può cambiare il mondo e devi essere pronto
Anche in salita c’è tempo per inventare,se sbagli puoi rimediare,se fai bene puoi fare meglio,e poi sei solo,fondamentale andare più forte possibile senza riferimenti,senza sapere se va bene o no.
Due minuti di salita si possono fare in apnea !
Insomma c’è chi preferisce, o meglio che riesce senza studiare troppo e chi riesce invece studiando metodicamente,analizzando dati,spaccando il capello in quattro per un decimo di secondo
Non sto a dire quale sia il metodo preferito,certo è che non tutti riescono ad essere competitivi nelle specialità diverse
C’è chi dice che certi Campionati sono il cimitero degli elefanti piuttosto che “gare minori”
Io credo che la testa di fior di piloti sia diversa,che il motociclismo sportivo sia un mestiere ma anche un mondo passionale,e forse è giusto che dopo una vita a correre contro il tempo e gli avversari ci sia spazio per correre con te stesso,per guardarsi allo specchio e qualche volta sorridere,se non contenti,almeno soddisfatti 😉
