Rispondi a: Streetfighter V4…. ancora? SI!
Home › Forum › Motoskills – Andando in Moto › Streetfighter V4…. ancora? SI! › Rispondi a: Streetfighter V4…. ancora? SI!
La prima prova su strada è di E.Licciardello di Moto.it
https://www.moto.it/prove/ducati-streetfighter-v4s-test-la-rivoluzionaria.html
Stupefacente il primo approccio per essere annunciata come un mostro
Ma torniamo a parlare di stupore. La prima presa di contatto è estremamente positiva: la Streetfighter V4 si guida come uno scooter per dolcezza e immediatezza, anche in città dove ci si aspetterebbe invece un comportamento impacciato e fisico. E non appena si esce dalla città, si scopre un mezzo che promette meraviglie: agilissima, rapida in inserimento e capisce di chiudere le curve come nessun’altra, ma con un feeling come non ricordiamo mai provato su una Ducati stradale
Lo stupore continua concentrandosi sulla risposta all’acceleratore, trovare dolcezza e regolarità anche su Sport e – fatte le dovute proporzioni – sul Race è un’esperienza quasi straniante. Si riesce a scendere a regimi insospettabili senza troppe lamentele del motore, e a riprendere con un vigore davvero notevole: merito di una gestione elettronica messa a punto in maniera impeccabile, che per la prima volta (tranne forse appunto la Panigale V4 2020) riesce a mantenere la componente emozionale di un motore Ducati regalando al contempo una regolarità da giapponese.
Ci aspettavamo un’ammazzacristiani intrattabile e spigolosa, che al contatto ricorda invece le migliori proposte giapponesi,come al solito, il riding mode intermedio è quello più efficace – ma la regolarità, da un motore così sportivo e così… italiano, è davvero esemplare.
Tutti i riding mode hanno però un tratto in comune: quando si passano i 10.000 succede qualcosa di speciale. La spinta diventa semplicemente pazzesca, tachimetro e contagiri salgono vertiginosamente, con il cruscotto che inizia a lampeggiare di rosso per segnalare la cambiata.
Un’esperienza da provare per credere, e che mette ancora più in prospettiva la versatilità di un motore capace di tanta cattiveria in alto e allo stesso tempo tanta dolcezza “sotto”.

