Rispondi a: Parliamo di sicurezza?
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Sono motociclista da meno di un anno e automobilista da oltre 25, perciò sono ancora abbastanza imparziale per dire che i primi (ir)responsabili della sicurezza su due ruote sono i motociclisti. Il motociclista è la parte debole in un incidente, perciò la responsabilità di prevenire è prima di tutto sua. Quando mi sono deciso, a 44 anni e con tre figli, a prendere patente e moto mi hanno fatto una testa come una mongolfiera sui rischi, i pericoli, gli incidenti.. il maremoto, le cavallette! così alla fine sono assai sensibile sul tema sicurezza.
E posso dire che non ho molta compagnia, soprattutto tra harleysti, custom, café racer sembra esistere un codice non scritto di caschi aperti, gilet in pelle a braccia nude, abbigliamento solo nero o al più marrone che si confonde con l’asfalto.. Io – da automobilista – no visto che notavo immediatamente chi indossava caschi o vestiti fluo e mi è sembrato utile prenderli per la moto: sembra di consegnare la posta, di avere la testa come una palla da tennis, etc. ma la sicurezza conta qualcosa o lo stile viene prima?
D’accordo che uno al telefono o ubriaco non ti vede neppure se lampeggi, ma non può essere una scusa.
In Francia c’è l’obbligo di usare protezioni e catarifrangenti, perché da noi no? In superstrada come in città vedo sfrecciare moto (per non parlare degli scooter) con gente vestita per il mare e lo capisco, perché è una rottura vestirsi ogni volta e con questo caldo. Poi ci sono le auto, le strade sconnesse, la segnaletica assente, etc. però penso che prima di puntare il dito fuori, bisognerebbe fare autocritica e avere la coscienza a posto.
ciao
Gualtiero
